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21/02/2012

Napoli batte Chelsea 3 a 1!

calcio, napoli, lavezzi, cavani, champions league,E il sogno continua... per il momento! Questa è la frase che sorge spontanea ai tifosi partenopei dopo lo scherzetto rifilato al Chelsea proprio nel giorno di Carnevale. 
Parte subito male per il Napoli che prima della mezz'ora di gioco, a causa di uno svarione difensivo di Cannavaro, regala la palla a Mata che batte De Sanctis: gol dello 0-1! Ma l'impressione è che gli azzurri fino a quel momento non avevano demeritato; impressione che si concretizza dopo quasi 10 minuti quando Lavezzi, lasciato indisturbato a 25 metri dalla porta, piazza una bordata precisa che si insacca nell'angolino. Pareggio meritatissimo!
Anzi, gli uomini di Mazzarri (assente per squalifica) continuano a spingere e prima della fine del primo tempo, grazie ad un guizzo di Cavani, manda nuovamente la palla alle spalle di Cech: è 2-1, si torna negli spogliatoi.
Il Chelsea nella ripresa prova subito ad attaccare, ma sono nuovamente i partenopei a passare: lancio di Campagnaro per Cavani che fa tutto da solo e regala un pallone d'oro per il "Pocho" Lavezzi, che a porta vuota sigla la sua prima doppietta in Champions League.
Finale sofferto per gli azzurri che respingono le numerose offensive dei Blues e vanno vicini alla quarta segnatura con Maggio. Arriva il 90' e il risultato non cambia: 3 a 1, e ora Cavani e compagni si giocano tutto allo Stamford Bridge, forti di due gol di vantaggio.

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Redditi online dei ministri: Passera guadagna 3,5 mln di euro. E il sito va in tilt!

politica, governo, scalporeIl ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel 2011 ha avuto un reddito complessivo di circa 3,5 milioni di euro, su cui ha pagato 1,4 milioni di tasse. È quanto emerge dalla posizione patrimoniale e reddituale pubblicata sul sito del ministero. Da ministro, il compenso scenderà a 220mila euro circa. Nel patrimonio figurano, tra l'altro, depositi per 8,8 milioni sostanzialmente derivanti dalla vendita delle azioni Intesa, azioni, obbligazioni, una casa a Parigi e una Mercedes.

Come annunciato ieri dal premier Mario Monti, dunque, Passera ha pubblicato online il proprio patrimonio e il proprio reddito. Nel dettaglio, il reddito complessivo dichiarato dal ministro nel 2011 (anno d'imposta 2010) è stato pari a 3.529.602 euro, con un imponibile di 3.185.043 euro. I beni immobili indicati nella dichiarazione dei redditi sono un fabbricato di 141 metri quadrati a Parigi e un terreno di 3.220 metri quadrati a Casale Marettimo (Pisa), detenuti entrambi al 100%. Nella casella beni mobili figura solo una Mercedes A180 immatricolata nel 2010. Più corposa la voce relativa agli strumenti finanziari: Passera possiede azioni della Lariohotels spa, pari al 33% circa (di cui il 21,6% in nuda proprietà) per un valore patrimoniale complessivo di circa 5 milioni e il 33,33% della Immobiliare Venezia Srl, per un valore di 1,6 milioni. Tra gli altri depositi figurano, oltre agli 8,8 milioni derivanti dalla vendita delle azioni Intesa a fine dicembre, titoli obbligazionari per 169mila euro, titoli obbligazionari in dollari per 23mila euro, polizze vita per 1,28 milioni e fondo pensione complementare per 3,3 milioni. Il ministro Passera, infine, registra un indebitamento finanziario (mutui accesi per l'acquisto degli immobili) pari 2 milioni di euro (importo residuo) con il Banco di Brescia e a 910mila euro (importo residuo) con il Credit Lyonnais

REDDITI ON-LINE Alcuni esponenti del governo hanno fatto 'un pò di storie' a pubblicare in rete i loro beni, ma c'è anche chi ha offerto in anticipo i propri dati senza opporre resistenza. Dopo Profumo, Patroni Griffi, Barca, Peluffo e Catricalà, ieri sera Andrea Riccardi ha messo on-line i suoi averi: 199 mila euro lordi e spiccioli lo stipendio da ministro, 81.154,58 la pensione da docente e poi una casa in Umbria, un terreno di «72 are e 90 centiare», un appartamento a Roma «occupato dalla madre», un deposito titoli da 78 mila euro circa e il 25 per cento di un altro portafoglio obbligazionario di 50 mila euro. Assai più ricco è il ministro e tributarista Piero Gnudi, il cui reddito lordo 2010 ammontava a 1.717.187, più partecipazioni azionarie, anche se non risulta proprietario di alcun immobile. Il sottosegretario Gianfranco Polillo ha invece un villino al mare e un appartamento di 160 metri nella Capitale, rione Prati, per il quale nel 2010 ha stipulato un mutuo di 900 mila euro.

DI PAOLA INVESTE IN BOT Il ministro della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha diritto ad un compenso annuo lordo di 199.778,25 euro. Lo si apprende dalla scheda per la trasparenza dei redditi pubblicata sul sito www.difesa.it. L'ammiraglio Di Paola specifica di aver avuto nel 2011 i seguenti emolumenti lordi: 314.522,64 euro di pensione provvisoria; 29.441,44 per servizio all'estero. Dispone al 50% di una casa di proprietà a Livorno, mentre fra i beni mobili dichiara una Mercedes B180 del 2009 e una Polo del 2004. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il ministro denuncia azioni Enel (398), Finmeccanica (68), Deutsche Telekom (14) e quote in fondi di investimento: Pioneer Paesi emergenti (1468) per un valore di 15mila euro, Pioneer Ssf Euro (5877), per un valore di 30.000 euro. Ci sono inoltre depositi in Bot/Btp per 150.000 euro, una polizza Generali di 85.000 e obbligazioni per 655.000 euro.

SITO IN TILT Boom di accessi al sito del governo sul quale oggi vengono pubblicati i redditi di ministri e componenti dell'esecutivo. La pagina on line è, per questo motivo, temporaneamente in tilt.

Fonte: Leggo.it

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20/02/2012

Sanremo 2012: ecco tutti i (presunti) plagi di questa edizione

Le tante polemiche per gli interventi di Celentano hanno fatto passare in secondo piano la musica in questa edizione del Festival. Questo significa che non c'è nulla di dire sulle canzoni? Affatto. Anzi, come ogni anno, rimbalzano voci di plagi (o presunti tali) delle canzoni in gara. Ecco qualche esempio.

  • La prima cantante accusata di plagio è Nina Zilli che con il suo pezzo "Per sempre" ricorda un po' il pezzo "Ancora ancora ancora" della grande Mina:
     
  • Dubbi anche per la canzone "Sei tu" dei Matia Bazar, che rivela delle evidenti somiglianze con la canzone "Addio alle armi" di Mario Venuti:
  • Leggera assonanza anche per il pezzo di Noemi "Sono solo parole" con "Domani" degli Artisti Uniti per l'Abbruzzo:
  • Infine e questa volta non sono gli "sfaccendati" utenti di YouTube ma addirittura la rivista Vanity Fair a rivelare un autoplagio. A quanto pare nella canzone "Respirare" di Gigi D'Alessio e Loredana Bertè c'è un richiamo a "In altomare" della stessa Bertè:

Questa è solo una piccola raccolta rispetto ai tanti video che giorno dopo giorno spuntano nella rete. Restate connessi per ulteriori aggiornamenti!

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19/02/2012

Gesù Cristo non fu ''sì'' e ''no'', ma in lui vi fu il ''sì''!

gesù cristo, dio, signore, paolo, + Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2Cor 1,18-22)
Fratelli, Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è ''sì'' e ''no''. Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunciato tra voi, io, Silvano e Timòteo, non fu ''sì'' e ''no'', ma in lui vi fu il ''sì''. Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono ''sì''. Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro ''Amen'' per la sua gloria. È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito l'unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.

Riflessione:
Salve a tutti, fratelli! Il passo di cui discuteremo oggi, seconda lettura della liturgia della Parola odierna, è tratto dalla seconda lettera di Paolo destinata al popolo di Corinto. Nei primi versetti l'apostolo invita i fratelli ad evitare tentennamenti e fraintendimenti: prima di tutto ricorda che Gesù Cristo non fu ''sì'' e ''no'', ma in Lui vi fu il ''si'', a sottolineare e affermare la sua figura di Figlio di Dio, che accettò in pieno il piano salvifico che il Padre aveva progettato in Lui e per mezzo di Lui. Quindi, Egli non si tirò mai indietro e anche nel Getsemani (Mat 26:37-45), nel momento della massima angoscia pensando alla morte che gli toccava subire, non fece altro che chiedere che ogni cosa avvenisse secondo non la sua volontà, ma secondo la volontà del suo Padre Celeste.
Allo stesso modo, dicendo queste parole, Paolo non fa altro che invitare la comunità a seguire quella rotta, ad andare dritti verso la strada dell'obbedienza soprattutto nei confronti del peccato. L'obbedienza, però, di per sè non va vista come una cosa da accettare passivamente, come un'azione che si deve svolgere senza saperne bene il motivo.
Dio vuole che ci teniamo lontani dal peccato non per "lo sfizio" di limitare la nostra libertà, ma perché sa che il peccato ci espone alle insidie di satana e non può fare altro che farci del male. Per comprendere meglio questa cosa basti pensare ad un semplice esempio: un papà vede il proprio figlioletto piccolo giocare con un accendino e lo sgrida, dicendogli che non deve giocare con quell'oggetto perché potrebbe farsi del male. Il bambino allora, un poco indispettito, posa l'accendino e si mette a fare altro, ma, non appena lo sguardo del padre si allontana da lui, torna a giocare con quello strano oggetto, magari pensando che sia stata un'ingiustizia essere sgridato per così poco. Ma poi succede che, andando a manovrare l'accendino, essa si aziona ed il bimbo si scotta con la fiamma che ne era venuta fuori. Ed in quel momento, in lacrime, corre verso il papà in cerca di consolazione. 

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17/02/2012

Genitori lasciano morire figlio con un cancro curabile, condannati ad 8 anni

stati uniti, scandalo, bambinoUna coppia di genitori, Monica Hussing di 37 anni e William Robinson di 40, provenienti dallo stato dell'Ohio, sono stati condannati a otto anni di carcere per aver lasciato morire il loro figlio di otto anni Willie, affetto da un tumore curabile. Il racconto della Corte spiega l'agonia di Willie, affetto da un linfoma di Hodgkin, un tumore nel collo da cui guariscono il 95% dei pazienti, ma quello del piccolo era diventato più grande di una pallina da tennis.

Il linfoma provocava molto dolore al bambino, ma nonostante le sue richieste d'aiuto, i genitori non hanno provveduto alle spese mediche che lo avrebbero salvato. I due coniugi assumevano con regolarità alcune droghe e secondo il racconto di alcuni conoscenti, passavano giornate intere a letto. Per due anni il piccolo Willie è stato visto anche dai parenti, che preoccupati chiedevano spiegazioni alla coppia, arrivando anche ad offrire del denaro per le cure.

Ma i due si sono sempre rifiutati, anche se in aula hanno usato come scusante la loro precaria situazione economica. Un medico che visitò il corpo di Willie dopo la morte, nel marzo del 2008, disse che sembrava quello di un bambino morto in un campo di concentramento. Dopo la sentenza a otto anni di prigione, i due sono scoppiati in lacrime e la Hussing è uscita singhiozzando: «Io amavo mio figlio».

Fonte: Leggo.it

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