Perché non andare a votare al referendum del 12 Giugno potrebbe peggiorare la vita di tutti noi

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Domenica 12 e lunedì 13 giugno il popolo italiano sarà chiamato a votare sul referendum che riguarderà tre temi:

1 – LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA
2 – IL NUCLEARE
3 – IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Il referendum abrogativo è uno strumento importantissimo attraverso cui il corpo elettorale, che siamo noi tutti – i cittadini -, viene consultato direttamente su temi specifici; è uno strumento di democrazia diretta perchè dà la possibilità agli elettori di fornire il proprio parere, o la propria decisione, in merito ad un particolare tema di riforma. Le tematiche in questione sono estremamente importanti, segnano un vero e proprio spartiacque politico ed economico nella società attuale, e richiedono pertanto la massima partecipazione al voto. 
La cosa più allarmante è che di questo referendum si sente parlare poco o nulla: in un recente sondaggio, a meno di tre mesi dalla chiamata alle urne, solo tre italiani su quattro sanno che ci sarà un referendum a giugno. Ma il dato ancora più eclatante è che solo il 7% di quest’ultimi conosce i quesiti. Quindi è arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza così da comprendere cosa trattano i quesiti nel referendum che siamo chiamati a votare e soprattutto perché è fondamentale partecipare in massa, perché è in gioco il nostro futuro e il futuro dei nostri figli, per cui è meglio non scherzarci troppo su.
I primi due quesiti riguardano l’abrogazione (ossia l’annullamento) di alcune norme – decise dal Governo – riguardanti la gestione privata dell’acquaSe vince il SI, la norma viene abrogata e tutto resterebbe così com’è; al contrario se dovesse vincere il NO si corre il rischio di vedere “privatizzata” la gestione di un bene primario, che è l’acqua, con tutti i rischi che ciò comporta in termini di costi (cioè la vita costerebbe ancora più cara!) e qualità del servizio idrico. 
Il terzo quesito prevede la cancellazione di numerose norme contenute in una serie di provvedimenti che il Governo Berlusconi ha predisposto per il rilancio del nucleare italiano. Come tempestivamente ricordatoci dai nostri ministri è importante “non farsi coinvolgere emotivamente dagli eventi catastrofici che si sono susseguiti in Giappone”, ma è evidente come questa tragica sciagura abbia riportato all’attenzione dei popoli i rischi che le centrali nucleari – sebbene all’avanguardia – comportano, senza contare l’annoso problema dello smaltimento delle scorie nucleari e ricordando che l’Italia è una zona altamente sismica – quindi il rischio di finire come il Giappone è veramente alto. Se vince il SI le centrali nucleari NON verranno costruite, se invece vince il NO il Governo ha il via libera nella costruzione di centrali nucleari
Il quarto quesito riguarda l’eliminazione della legge n.51 del 2010 riguardante il legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei ministri a comparire in udienza penale. Se vince il SI, la legge viene abrogata e il diritto attualmente esercitabile di NON comparire in un’udienza penale decade. Se vince il NO la legge rimane tale e quale.

NOTATE BENE: è di vitale importanza che ognuno di noi si presenti alle urne, anziché far prevalere la convinzione “vabbè se non ci vado io comunque ci andrà qualcun altro e non ci saranno problemi!”: NON E’ PER NIENTE COSI’ CHE FUNZIONA!!!
Questo perché, se non viene raggiunto il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto, il referendum abrogativo non sarà valido, e di conseguenza sarà come se vincesse il NO e ci ritroveremo TUTTI in questa situazione:

  1. L’acqua diventerà PRIVATA. Ciò significa che dovremo fare i conti con dei costi ulteriori per un bene che dovrebbe essere di prima necessità e non nelle mani delle aziende pronte a specularci sopra.
  2. Il governo potrà far costruire una o più CENTRALI NUCLEARI praticamente dove vuole, anche potenzialmente sotto casa nostra. Cosa sarebbe successo a L’Aquila nel 2009 se ci fosse stata anche una bella centrale nucleare sul luogo del terremoto? La risposta la lascio a voi.
  3. Il Presidente del Consiglio ed i ministri – e non mi riferisco solo a quelli attuali – qualora si macchiassero di qualche reato, potrebbero tranquillamente NON PRESENTARSI IN TRIBUNALE, facendo allungare enormemente i tempi giudiziari (già lunghi di per sé) e rischiando di far archiviare le inchieste per scadenza dei termini d’indagine. Praticamente, per estremizzare l’idea, io potrei diventare Presidente del Consiglio e commettere tutti i reati possibili ed immaginabili senza mai farmi vedere davanti ad un giudice. Ti piace vincere facile?

Quindi ora mi chiederete cosa possiamo fare?
Innanzitutto ANDARE A VOTARE, anche se in quella giornata farà un caldo pazzesco e il mare, con le sue seduzioni, ci chiamerà a sé. Tanto cosa cambia andare in spiaggia 5 minuti prima o 5 minuti dopo? Ma potrebbe cambiare, invece, la volta successiva in cui andremo: vi piacerebbe pagare di più la bottiglina d’acqua che vi comprate per dissetarvi o avere un’abbronzatura color verde radioattivo?
Un’altra cosa che sicuramente possiamo fare è INFORMARE – visto che in televisione sono troppo occupati di parlarci dell’Isola dei Famosi o del Grande Fratello per parlare del futuro di tutti noi – con qualsiasi mezzo a nostra disposizione: parlarne a casa, dove lavoriamo o alla nostra università, o per strada con chiunque… ma soprattutto diffondendo la notizia su Facebook!
Quindi, una volta letto questo lungo ma importante articolo, CONDIVIDILO e fallo leggere a tutti i tuoi amici. Se non lo fai, il tuo domani potrebbe essere molto peggiore di quello che è il tuo presente!

Fonte: Uno notizie

Perché non andare a votare al referendum del 12 Giugno potrebbe peggiorare la vita di tutti noiultima modifica: 2011-04-13T17:30:28+00:00da netslash2010
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