«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»

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+ Dal Salmo 21 

R. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
“Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!”. R.
Un branco di cani mi circonda, 
mi accerchia una banda di malfattori; 
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa. R.
Si dividono le mie vesti, 
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano, 
mia forza, vieni presto in mio aiuto. R.
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, 
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli, 
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe, 
lo tema tutta la discendenza d’Israele. R.

Riflessione:
Buona domenica delle Palme, fratelli cari! In questo giorno di festa celebriamo l’ingresso trionfante, in sella ad un asino, di Gesù a Gerusalemme mentre la folla lo acclamava tenendo in mano ramoscelli di palma e di ulivo. Ma quest’oggi (e per questo è conosciuta anche come Domenica della Passione) la liturgia della Parola è stata molto incentrata sulla Passione di nostro Signore Gesù Cristo, compreso il salmo responsoriale che, sebbene sia stato scritto diversi secoli prima della nascita del Nazareno, sembra quasi raccontarne il lamento mentre veniva maltrattato prima di andare a morire sulla croce.

In questo salmo si rispecchia chi, cercando di incarnare il Vangelo nella propria vita, ha vissuto dei momenti di sofferenza (fisica e/o spirituale) nei quali si è sentito quasi abbandonato dal Signore e si è chiesto tra sé, in maniera quasi adirata, il perché di questo “silenzio” di Dio. Nonostante quest’ultimo aspetto ci faccia pensare il contrario, questo salmo è un passo di grande fede. Infatti, ad un certo punto del brano troviamo l’invocazione: “Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, vieni presto in mio aiuto“, di chi riconosce che, nel momento in cui si sente abbandonato da tutti, può rivolgersi a Dio, Unico sostegno in un mondo di sofferenza e senza amore.

No, amici, non esagero se parlo in questi termini. Chi, almeno una volta nella propria esistenza, in un periodo particolarmente doloroso, non si è mai sentito “solo” al mondo? Ebbene, questo passo ci dona nuova speranza, la speranza che il nostro grido di dolore, la nostra richiesta di aiuto sarà accolta dal Signore, non resterà inascoltata:

In te hanno sperato i nostri padri,
 hanno sperato e tu li hai liberati;
a te gridarono e furono salvati,
sperando in te non rimasero delusi.” (Salmo 21, 5-6)

Quindi, fratelli, con questa nuova consapevolezza e con la speranza di risorgere anche noi con Cristo, prepariamoci a celebrare, in modo sobrio e con fervore spirituale, questi giorni della settimana più importante per noi cristiani.

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»ultima modifica: 2013-03-24T19:06:00+00:00da netslash2010
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