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11/05/2012

Pompei, 63enne si suicida nel parcheggio del santuario

pompei, suicidio, crisiUn uomo si è ucciso sparandosi alla testa nel parcheggio del Santuario di Pompei. Arcangelo Arpino, 63 anni, di Vico Equense, in provincia di Napoli, era titolare di una impresa edile. Ha lasciato tre lettere: una di scuse ai familiari, un'altra in cui parla dei problemi economici legati alla sua attività e un'altra di accuse contro Equitalia.

Arpino si è ucciso alle tre di questo pomeriggio. Era titolare di una impresa edile, la "Euro Costruzioni". Si è sparato con una pistola calibro 7.65, legalmente detenuta; è morto poco dopo nell'ospedale di Castellammare di Stabia. Secondo quanto emerge nelle lettere lasciate, ora all'esame dei carabinieri, l'uomo avrebbe ricevuto diverse cartelle esattoriali da Equitalia.

Sono state alcune suore ad accorgersi, per prime, del suicidio del 63enne.
Secondo quanto accertato dai carabinieri, le suore stavano passando proprio in quella zona, nel parcheggio retrostante il Santuario, quando hanno udito lo sparo; non avrebbero visto l'uomo mentre compiva il gesto. Immediatamente dopo sono arrivati anche alcuni sacerdoti che hanno le stanze proprio nelle vicinanze.

Arpino era arrivato a Pompei con la sua automobile, una Fiat Punto bianca, trovata chiusa e parcheggiata poco distante. E' entrato nel Santuario e all'uscita si è sparato alla testa. Era sposato e padre di tre figli, due maschi ed una femmina. Negli ultimi due anni la situazione era precipitata. 

Prima imprenditore edile. Poi titolare di un'agenzia immobiliare e matrimoniale. In entrambi casi attività piene di problemi e di crisi. E' stata segnata da tutto questo, secondo quanto accertato dai carabinieri, la vita di Arpino. Da due anni aveva chiuso l'impresa di costruzione, che aveva sede a Vico Equense, dove viveva, per problemi economici, in particolare a causa di lavori che non gli erano stati pagati. Attualmente aveva un'agenzia immobiliare e anche matrimoniale, ma neanche in questo caso la situazione era rosea, anzi.

LE REAZIONI. Alcuni parcheggiatori raccontano di aver visto l'uomo nel santuario, forse per pregare un'ultima volta prima di uccidersi. "Aveva con se una cartellina con dei documenti", riferisce uno degli addetti alla sosta ancora sotto shock per quanto avvenuto. Sul posto ci sono i carabinieri che stanno approfondendo i particolari di quanto avvenuto.

IL VESCOVO. "La gente si sente abbandonata. Anch'io durante la supplica ho detto di sentirmi abbandonato dalle istituzioni. Anche Gesù sulla croce si è lamentato: sono vicino e solidale ai familiari di quest'uomo". Così l'arcivescovo di Pompei, Carlo Liberati, dopo il suicidio dell'imprenditore.

IL SINDACO. Una grossa macchia di sangue, sul prato. E lo sgomento dei sacerdoti che hanno udito lo sparo e che sono immediatamente accorsi sul posto. E' questa la scena che si è trovato di fronte il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, appena è arrivato nel parcheggio del Santuario.

"E' un lutto per tutta la città, un dispiacere forte - commenta, provato, il sindaco - non era mai, mai accaduta una cosa del genere, in quel posto, poi, così simbolico". "Quando sono arrivato c'erano alcuni sacerdoti - racconta all'Ansa - nei paraggi hanno le loro stanze, hanno udito il colpo e sono subito andati a vedere cosa era successo. Secondo quanto mi hanno detto, l'uomo aveva con sè una cartellina con dentro delle lettere".

"Anche la nostra città, purtroppo, si rende testimone di un momento difficile - aggiunge - tutti coloro che hanno responsabiltà, e mi riferisco al governo nazionale, a quello regionale, ai governi cittadini devono fare il possibile per far sì che presto si venga fuori da questo momento difficile".
"Ci sono tante potenzialità - conclude - bisogna rimuovere i tanti ostacoli che spesso sono legati alla incapacità di chi ha la responsabilità".

LE LETTERE. Tre lettere, chiuse in una cartella porta documenti e trovate accanto al corpo di Arpino. Una delle lettere era rivolta proprio alla Madonna di Pompei: conteneva le scuse per il gesto compiuto e una preghiera affinchè "aiuti i miei familiari". 

In un'altra lettera, invece, ci sono le accuse ad Equitalia per le diverse cartelle esattoriali inviate e anche ad un commercialista napoletano. Il professionista, secondo quanto ha scritto la vittima, nonostante fosse stato pagato e nonostante
si fosse avvalso di lavori edili mai saldati, non aveva sistemato le pendenze con Equitalia il che avrebbe comportato un ulteriore peggioramento della situazione. C'è poi, nella lettera, anche un elenco di cinque assegni, per un importo complessivo di 4100 euro, che l'uomo chiede di bloccare in quanto scoperti.

Fonte: Gragnanochannel

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28/04/2012

Ragazza sedicenne si lancia nel vuoto, il fidanzatino le salva la vita: entrambi fuori pericolo

curiosità, amore, Una ragazza di 16 anni ha tentato di togliersi la vita gettandosi dal tetto della sua abitazione di Fucecchio (Firenze), e il fidanzatino ha cercato di salvarla. Ora sono entrambi feriti all'ospedale San Giuseppe di Empoli, ma non corrono pericolo di vita. È successo nella tarda serata di ieri, intorno alle 23. Alla base del gesto ci sarebbe forse un litigio. L'adolescente si e' gettata dal tetto della propria abitazione, dove era salita passando dalla mansarda: ha fatto un volo di 6 metri.

Il fidanzatino, 17enne, ha cercato di afferrare la ragazza per evitare il peggio. Quando l'adolescente si e' gettata, il giovane è riuscito ad afferrarla e ad attutire parzialmente l'impatto con il terreno. Il fidanzatino ha riportato un trauma cranico, la 16enne due fratture. I carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Empoli hanno ascoltato i testimoni e in particolare i familiari, e stanno cercando di ricostruire i motivi del gesto.

Fonte: Adnkronos

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03/04/2012

Pisa, 15enne si impicca per amore

morte, social network, amoreA scoprire che si era uccisa sono stati i suoi stessi genitori, con i quali vive alle porte di Pisa. Sono loro che hanno trovato la figlia quindicenne impiccata ad una trave del soffitto dell'appartamento, ieri sera attorno alle 22. Il motivo del gesto, secondo quanto emerso, lo ha lasciato scritto: questioni sentimentali e, forse, anche qualche problema scolastico.

Entrambi aspetti con i quali migliaia di ragazzine come lei si confrontano quotidianamente, ma che nel caso dell'adolescente pisana sono stati fatali. Sulla morte della ragazza indagano i carabinieri ma non sembrano esserci dubbi sulla dinamica dei fatti, tanto che non ci sarà autopsia e la salma è stata già riconsegnata alla famiglia insieme ai mille dubbi sul perchè di quel gesto e sulla possibilità o impossibilità di evitare che lo portasse a termine.

La giovane, studentessa di un istituto superiore, dalle foto pubblicate su alcuni social network della quale era frequentatrice, sembrava un pò più grande della sua età, ma anche una ragazza come tante, che si scambia messaggi con i coetanei sul web. In un post del marzo scorso si definiva «fidanzata». Nella lista dei suoi «amici» l'ultimo è stato aggiunto ieri, poco prima di decidere di farla finita.

Molti i contatti sui diversi social network nei quali era inserita, soprattutto quelli utilizzati da coetanei, nessuno dei membri della community sembra essere un adulto, ma anche la sensazione di una profonda solitudine. Ed è ancora il web a parlare di lei con le preferenze per musicisti metal, i graffiti e i fumetti.

Fonte: Leggo.it

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07/03/2012

Obeso viene colpito da infarto, cade e schiaccia il figlio

italia, notizie, morteHa ucciso schiacciandolo il figlioletto di un anno e mezzo dopo essergli finito addosso a seguito di un infarto che ha causato la sua morte. È accaduto a Campagnola di Zevio.

LA VICENDA. L'uomo, del peso di 150 kg, stava cambiando il pannolino al figlio. All'improvviso è stato colpito da un infarto fulminante ed è stramazzato sul piccolo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Verona.

L'UOMO. L'uomo si chiamava Emiliano Cimini, 38 anni, originario di Frosinone. Suo figlio si chiamava David. Al momento della tragedia, secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri di Verona, l'uomo si trovava solo in casa con il piccolo e gli altri due figli di 5 e 7 anni. La madre, una nigeriana, qualche giorno fa era partita per il suo paese d'origine per far visita ai parenti.

LA SCOPERTA. A scoprire la tragedia è stato il comandante della stazione dei carabinieri di Zevio che, abituato ad incontrare Cimini in paese più volte al giorno si è insospettito non vedendolo in circolazione. Si è quindi recato verso l'abitazione dell'uomo. Qui non ricevendo alcuna risposta, pur avendo suonato il campanello più volte e udendo voci concitate di bambini, ha deciso di entrare di forza nell'abitazione e trovato il cadavere. Toccherà ora al medico legale stabilire l'ora della morte di Cimini. Gli altri due figli, non essendoci parenti della coppia che vivono nella zona, sono stati temporaneamente affidati ad un istituto per minori, in attesa di rintracciare la madre.

Fonte: Voceditalia.it

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02/03/2012

Stupro a L'Aquila, la madre della vittima: "Pregherò per lo stupratore"

violenza, l'aquila, perdono, «Perdonare il giovane che fatto tanto male a mia figlia? Credo che quel ragazzo sia uno strumento, vengo da una cultura cristiana. Odio, rancore e vendetta non servono a nulla. La giustizia umana è compito degli uomini, farò una preghiera per tutti, anche per il ragazzo». Così all'ANSA stamani la mamma della studentessa laziale stuprata a Pizzoli (L'Aquila), subito dopo le dimissioni della figlia dall'ospedale dell'Aquila. «Ci vorrà molto prima che mia figlia si riprenda - continua la donna - . Quanto accaduto è stato come uno tsunami che si abbatte su una famiglia, e ne sconvolge la tranquillità. Non si può spiegare, la realtà supera l'immaginazione. E non si tornerà più come prima». «Dobbiamo mettercela tutta. Impegnarci e lottare perchè queste cose non accadano più - prosegue -. Questi fatti investono aspetti più complessi: vorrei dirlo alle famiglie, ai genitori, che non si risolvono non facendo uscire di casa i nostri figli. Tirano infatti in ballo il livello sociale e di educazione, in tal senso tutti siamo un pochino responsabili, genitori, insegnanti, autorità, e non perchè non abbiamo fatto, ma probabilmente perchè abbiamo omesso qualcosa». Su quanto ritiene che finora sia emerso degli avvenimenti di quella notte, la mamma della giovane ha affermato di essere stata concentrata su altro. «In questi giorni - ha spiegato - sono stata concentrata completamente su mia figlia, non mi sono occupata di altro. È compito delle autorità competenti fare chiarezza, ci penseranno gli avvocati». La giovane, tutt'ora sotto choc, continuerà le cure in una località nota solo ai suoi famigliari. Nell'ambito dell'inchiesta è stato arrestato un militare 21enne irpino di stanza all'Aquila, Francesco Tuccia, accusato di tentativo di omicidio e violenza sessuale aggravata.

PM ASCOLTANO LA RAGAZZA Dopo aver lasciato prima delle otto di stamani il reparto di ginecologia dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila la studentessa laziale vittima di una grave violenza sessuale in una discoteca dell'Aquilano è stata ascoltata nel tribunale dell'Aquila dal pm titolare dell'inchiesta, David Mancini. È stata la prima volta che la giovane, arrivata in tribunale con il massimo riserbo, è comparsa davanti al magistrato. Finora non è stato possibile ascoltarla per le gravi ferite subite ma soprattutto per il grave choc psicologico per il quale la giovane non ricorda nulla del grave fatto, motivo per il quale non ha potuto presentare querela. Non si conosce, per il momento, il contenuto della deposizione. L'inchiesta che ha avuto impulso per la denuncia della madre, ha portato all'arresto, dopo dieci giorni di indagine, del 21enne Francesco Tuccia, militare originario della provincia di Avellino, di stanza al 33esimo reggimento artiglieria Acqui dell'Aquila. L'accusa è di tentato omicidio e violenza sessuale aggravata. Sulla vicenda, la giovane, in ospedale, come unica reazione, ha affermato in un momento di sfogo davanti alla madre: «mi volevano uccidere». Dopo quanto avvenuto nella notte tra l'11 e il 12 febbraio scorsi, i sospetti erano caduti, oltre che sul giovane militare, su due suoi commilitoni, un campano e un aquilano, e una ragazza, minorenne e fidanzata di quest'ultimo, poi dichiarati estranei ai fatti dai carabinieri.

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01/03/2012

Musica italiana in lutto: è morto Lucio Dalla!

lucio dalla, morte, musicaLa notizia ha colto un po' tutti di sorpresa: Lucio Dalla stamane è stato stroncato da un attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava per una serie di concerti. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni. Secondo quanto si è appreso, Dalla ieri sera stava bene ed era andato a dormire sereno. La sua ultima apparizione televisiva risale a pochi giorni fa, al Festival di Sanremo, dove si è presentato insieme a Pierdavide Carone, nel doppio ruolo di autore del brano 'Nani' e di direttore d'orchestra.

Fonte: Leggo.it

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17/02/2012

Genitori lasciano morire figlio con un cancro curabile, condannati ad 8 anni

stati uniti, scandalo, bambinoUna coppia di genitori, Monica Hussing di 37 anni e William Robinson di 40, provenienti dallo stato dell'Ohio, sono stati condannati a otto anni di carcere per aver lasciato morire il loro figlio di otto anni Willie, affetto da un tumore curabile. Il racconto della Corte spiega l'agonia di Willie, affetto da un linfoma di Hodgkin, un tumore nel collo da cui guariscono il 95% dei pazienti, ma quello del piccolo era diventato più grande di una pallina da tennis.

Il linfoma provocava molto dolore al bambino, ma nonostante le sue richieste d'aiuto, i genitori non hanno provveduto alle spese mediche che lo avrebbero salvato. I due coniugi assumevano con regolarità alcune droghe e secondo il racconto di alcuni conoscenti, passavano giornate intere a letto. Per due anni il piccolo Willie è stato visto anche dai parenti, che preoccupati chiedevano spiegazioni alla coppia, arrivando anche ad offrire del denaro per le cure.

Ma i due si sono sempre rifiutati, anche se in aula hanno usato come scusante la loro precaria situazione economica. Un medico che visitò il corpo di Willie dopo la morte, nel marzo del 2008, disse che sembrava quello di un bambino morto in un campo di concentramento. Dopo la sentenza a otto anni di prigione, i due sono scoppiati in lacrime e la Hussing è uscita singhiozzando: «Io amavo mio figlio».

Fonte: Leggo.it

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13/02/2012

Morte Whitney Houston, ecco i commenti delle star

morte, whitney houston, intervistaIn queste ore, molti colleghi di Whitney Houston stanno, come è giusto che sia, ricordando la cantante scomparsa ieri notte. Dopo il salto, potrete leggere tutti i messaggi di cordoglio rilasciati nelle ultime ore da artisti come Mariah Carey, Toni Bennett, Chaka Khan e molti altri.

Mariah Carey, con la quale Whitney ha duettato nel brano When you believe, ha dichiarato: «Lei non verrà mai dimenticata. È stata una delle più grandi voci sulla terra.»

Tony Bennett non può non usare un termine forte per definire la morte della Houston: «È una tragedia. Whitney Houston è stata la più grande cantante che abbia mai ascoltato e ci mancherà sempre.»

Questo è il pensiero di Chaka Khan: «Sono senza parole. Sono in uno stato di shock al momento. Prego solo per lei e la sua famiglia.»

Rihanna ha rilasciato una brevissima ma toccante dichiarazione: Niente parole, solo lacrime.»

Ricky Martin: «Riposa in pace, Whitney. Il mio amore e le mie condoglianze alla famiglia e agli amici. Vola Whitney vola.»

Wyclef Jean, rapper e produttore haitiano, ex leader dei Fugees, che ha lavorato spesso con Whitney, ad esempio per la canzone My love is your love, stenta a crederci: «Questa è la cosa più triste che abbia dovuto scrivere nella mia vita. RIP ad uno dei più grandi esseri umani che abbia mai conosciuto.»

Il messaggio di Queen Latifah è di disperazione: «Oh mio Dio! Fa così male! Mia sorella Whitney! Mondo, per favore, prega per lei!»

Christina Aguilera: «Abbiamo perso un’altra leggenda.»

will.i.am, leader dei Black Eyed Peas, la ricorda così: «Sono così triste. Whitney Houston era così gentile, dolce, meravigliosa, sorprendente, di talento, un vero dono per il mondo.»

Jessica Simpson: «Ho trovato la mia voce nella musica di Whitney. Oggi ho perso il mio idolo.»

Sharon Osbourne e Kelly Osbourne, rispettivamente, moglie e figlia di Ozzy Osbourne, ritengono inopportuno ogni festeggiamento ai Grammy Awards di stasera. Sharon: «Il party di Clive Davis? Non ci vado. Il party di Mark Burnett? Non ci vado. Non si può festeggiare stasera, quando una delle più grandi voci non c’è più.»

Kelly: «Non andrò a nessuna festa pre-Grammy. È inappropriato.»

Questo, infine, è il messaggio del celebre produttore Quincy Jones: «Sono disperato. Mi sono sempre pentito di non aver colto l’occasione di lavorare con lei. Era vera e originale, un talento senza paragoni. Mi manca terribilmente.»

Fonte: Musickr.it

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31/01/2012

Costa Concordia, il medico attacca: "Schettino si tolse la divisa e ci abbandonò"

naufragio costa concordia, polemica,

«Quando si cercava il sangue di Schettino che, però, era stato arrestato e non era a portata di mano, ci sono finito di mezzo io. Senza riuscire a raccontare tutta la verità su quella notte. Mi sono sentito lapidato». Lo dice, in un'intervista al 'Mattino', il tenente di vascello Gianluca Marino Cosentino, medico di bordo della Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio scorso all'isola del Giglio. Sul ritardo di quasi un'ora e mezza per l'ordine di abbandonare la nave ricorda: «Tutti cercavano il comandante. Da medico mi è sembrato scosso e non più lucido. Il coordinamento dei soccorsi da parte sua non c'era. Personalmente mi ha molto sorpreso vedere Schettino in borghese sul molo dopo mezzanotte».

«Io ero a terra alle 23.20 - prosegue - Ma non ci sono rimasto. Dopo aver portato a terra le persone della scialuppa 19, a me assegnata dal ruolo di appello (i posti e i ruoli assegnati dal comandante ai membri dell'equipaggio in caso di abbandono), sono salito su un'altra scialuppa e sono tornato indietro. Per tornare a prestare soccorso dove occorreva. Sì, con un altro ufficiale, Flavio Spadavecchia, abbiamo accostato a dritta. Il mare brulicava di soccorritori e persone in fuga. Si trattava di capire che fare nel panico e nella confusione». «Una coppia si è gettata in mare - prosegue - L'abbiamo ripescata, portata a terra, consegnata all'ambulanza.

Durante i soccorsi a terra ero chiaramente identificabile per via della divisa. Così venivo continuamente fermato da qualcuno che sperava di aver trovato il comandante o un ufficiale di coperta. Prima il comandante dei vigili, poi quello dei carabinieri, infine il sindaco. Tutti cercavano il comandante. Io mi sono messo a disposizione come medico».

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30/01/2012

Anziana "povera" chiede il sussidio al comune: ha 14 case ed una piscina!

anziano, truffa, polemicaAveva anche chiesto al suo Comune un sussidio economico, perchè raccontava di far fatica a tirare avanti, ma è risultata proprietaria di 14 immobili e di una villa con piscina. Si tratta di una signora 70enne, di Vigodarzere (Padova), sul conto della quale la Gdf ha chiuso un'indagine per evasione fiscale.

La donna, Lucilla Schiavo, è accusata di aver evaso negli anni imposte per oltre 220 mila euro, relative alla locazione dei 14 immobili di cui è proprietaria. Secondo le 'fiamme gialle' avrebbe percepito in nero negli ultimi anni fino a 5000 euro al mese dagli affitti degli immobili. L'anziana aveva chiesto e ottenuto per l'anno 2002 il rimborso delle tasse universitarie sostenute per il figlio e come se non bastasse, nel 2011 aveva chiesto al proprio comune prestazioni economiche assistenziali, dichiarando l’appartenenza ad un nucleo familiare indigente che viveva solo con la sua pensione di mille euro al mese.

In realtà lei viveva in un casale di campagna con piscina. Secondo quanto racconta un quotidiano locale, il casale era stato trasformato in un bed and breakfast. La signora affittava anche delle camere e gli ospiti potevano godere di un rilassante bagno in piscina nella campagna padovana, in frazione Terraglione di Vigodarzere. La donna e il figlio non rispondono al telefono né si fanno trovare in casa.

Fonte: Leggo.it

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