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17/05/2012

Il miracolo accaduto a Lucy Hussey-Bergonzi che sta stupendo l’Inghilterra

miracolo, inghilterra, I quotidiani inglesi si sono soffermati più volte in questi giorni sull’incredibile storia di Lucy Hussey-Bergonzi, una ragazzina di 15 anni. Gli eventi che la riguardano iniziano nel 2009.

Dopo aver registrato una scena come comparsa in una delle puntate di Harry Potter, ha subito un collasso che ha costretto il suo ricovero al Great Ormond Street Hospital di Londra. I medici hanno parlato di emorragia cerebrale, una prognosi fatale, e hanno tenuto in vita la ragazzina attraverso delle macchine di supporto vitale per cinque giorni. La causa era una malformazione artero-venosa congenita (AVM). Un team di chirurghi ha proceduto a due operazioni, rivelatesi inutili. I medici hanno così dichiarato ai genitori che Lucy non sarebbe sopravvissuta e di trovare il coraggio per radunare la famiglia e dirle “addio”.

Denise, la madre, ha espresso allora il desiderio di battezzare secondo il rito cattolico la figlia. Durante la cerimonia, dopo un momento di preghiera davanti al suo letto, dove Lucy era intubata e circondata da macchine, il sacerdote ha appoggiato qualche goccia d’acqua santa sulla testa della ragazzina. La madre racconta: «In quel momento Lucy ha immediatamente avuto un sussulto e ha alzato un braccio. In un primo momento ho pensato che stesse avendo un attacco epilettico, ma…dopo 24 ore dal battesimo le avevano tolto tutti i tubi e avevano staccato tutte le macchine». Le infermiere che hanno assistito alla scena, riporta il Dailymail, parlano di miracolo. I medici, anche loro presenti, non riescono ancora oggi a capacitarsi di come sia potuta avvenire l’incredibile ripresa, sopratutto resta misteriosa la modalità in cui si sono svolti gli eventi.

Oggi Lucy ha 17 anni ed ha ripreso normalmente gli studi, anche grazie al supporto di un logopedista. Lei stessa commenta«I medici hanno detto che è stato un miracolo. Lo penso anch’io. Non riesco a trovare un’altra spiegazione».

Fonte: UCCR

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15/05/2012

10 anni di carcere per omicidio, ma il vero assassino era un suo sosia!

notizie buffe, curiosità dal mondo, carcere

Carlos DeLuna è stato in carcere per un crimine non suo. Il caso risale al 1989 quando DeLuna fu arrestato e processato con l'accusa di omicidio, ma il delitto era stato compiuto da un suo sosia.
Secondo quanto riporta il Guardian DeLuna racconto nel processo di essersi imbattuto in un uomo, Hernandez, che aveva conosciuto 5 anni prima e che mentre parlavano lui si era assentato. Successivamente, non vedendolo tornare, lo seguì e vide che discuteva animatamente con una donna dietro il bancone del bar. A quel punto fuggì, temendo che potesse essere coinvolto nella vicenda, avendo tra l'altro anche precedenti pensali, ma 40 minuti dopo fu arrestato e accusato dell'assassinio di Wanda Lopez, pugnalata dal suo sosia.
DeLuna disse subito che non c'entrava nulla nel fatto indicando come vero colpevole Hernandez, ma i procuratori non badarono alla sua dichiarazione e si limitarono a dire che Hernandez era frutto della sua fantasia.
Molti anni dopo il caso fu preso nuovamente in considerazione da James Liebman e 12 dei suoi studenti che si interessarono all'omicidio per la Columbia Human Rights Law Review. Si scoprì che l'arma del delitto non fu mai analizzata e che Hernandez era stato arrestato 39 volte, di cui 13 per porto di coltello e che era già stato arrestato per reati inerenti alla violenza sulle donne. Ma questa volta a pagare fu un innocente. DeLuna aveva già scontato i suoi 10 anni di carcere.

Fonte: Leggo.it

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14/05/2012

Stati Uniti, 65 euro di multa a chi invia SMS mentre cammina

curiosità dal mondo, sms, stati unitiMandare sms mentre si passeggia è un'abitudine di molti, ma la distrazione può essere fatale per alcuni. Per ridurre gli incidenti, e in molti casi evitare la morte, in una cittadina degli Stati Uniti, Fort Lee, nel New Jersey, è stata introdotta una multa per i pedoni che usano il cellulare per mandare sms. Il provvedimento è stato adottato dopo che nell'ultimo anno si sono verificati 20 decessi per disattenzione su strada, e per ora le multe staccate sono 117, ognuna da 85 dollari, circa 65 euro.

Fonte: Leggo.it

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10/05/2012

I dolcificanti presenti in cibo, bevande e medicinali causerebbero il cancro. Ecco perché...

coca cola, indagine, tumori, studio scientificoL’aspartame è cancerogeno? Una puntata di Report di poco tempo fa ha riportato d’attualità il dibattito sul dolcificante, e messo sotto accusa anche un altro edulcorante, il sucralosio. Ma le conclusioni dell’inchiesta non soddisfano pienamente, anzi: e in particolare sullo studio di Ramazzini (citato) ci sono molti dubbi. Vediamo i dettagli. La storia, come la racconta la Gabanelli:

Quando nel 1965 la Searle – l’azienda farmaceutica dell’Illinois – scopre per caso che il farmaco antiulcera che sta mettendo a punto è dolce inizia i test scientifici sulla sua sicurezza. Otto anni dopo li presenta all’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici che già nel 1974 autorizza l’aspartame per il commercio. È però costretta a fare un passo indietro davanti al ricorso inoltrato dall'avvocato dei consumatori di Washington, James Turner.

LA STORIA DELL’AUTORIZZAZIONE – Turner spiega a Report che c’erano gravi problemi sanitari trascurati. John Olney, patologo e psichiatra dell’università di Saint Louis, nel 1971 scoprì che l’acido aspartico che compone l’aspartame aveva provocato piccoli buchi nel cervello dei topi. L’avvocato Turner trovò allarmante un altro studio che la Food and Drug Administration aveva ignorato. A sette giovani scimmie fu fatto bere latte con aggiunta di aspartame per un anno. Cinque furono colpite da crisi epilettiche gravi. E una delle scimmie morì nel corso dell’esperimento. Incredibilmente alla scimmia non fu fatta l’autopsia, si legge infatti nel lavoro che “la causa della morte non fu determinata”. Emergono altre magagne nella sperimentazione, ma, dice Report, a quel punto accadono anche cose strane:

Il procuratore Skinner, che doveva avviare l’indagine, sei mesi dopo viene assunto come avvocato dallo studio legale che rappresentava la Searle. Lo seguirà di lì a poco il procuratore capo nominato al suo posto, William Conlon. L’indagine giudiziaria naufraga. La Food and Drug Administration istituisce una commissione d’inchiesta interna formata da tre autorevoli esperti che all’unanimità votano contro l’approvazione del dolcificante. Arrivano a definire uno degli studi “sconcertante”.

Ma a quel punto entra in gioco Ronald Reagan. Che decide di cambiare il direttore della Fda e di chiedere di finanziare la ricerca alla Searle, l’azienda che voleva commercializzare l’aspartame. Due anni dopo Hayes, il nuovo direttore, lascia l’agenzia, subito dopo avere approvato l’aspartame anche per le bevande dietetiche. Successivamente diventa consulente scientifico presso l’azienda di pubbliche relazioni della Searle. Scriveva il Corriere nella presentazione del servizio:

L’aspartame è cancerogeno? La puntata di ieri di Report ha riportato d’attualità il dibattito sul dolcificante, e messo sotto accusa anche un altro edulcorante, il sucralosio. Ma le conclusioni dell’inchiesta non soddisfano pienamente, anzi: e in particolare sullo studio di Ramazzini (citato) ci sono molti dubbi. Vediamo i dettagli. La storia, come la racconta la Gabanelli:

Quando nel 1965 la Searle – l’azienda farmaceutica dell’Illinois – scopre per caso che il farmaco antiulcera che sta mettendo a punto è dolce inizia i test scientifici sulla sua sicurezza. Otto anni dopo li presenta all’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici che già nel 1974 autorizza l’aspartame per il commercio. È però costretta a fare un passo indietro davanti al ricorso inoltrato dall’ avvocato dei consumatori di Washington, James Turner.

LA STORIA DELL’AUTORIZZAZIONE – Turner spiega a Report che c’erano gravi problemi sanitari trascurati. John Olney, patologo e psichiatra dell’università di Saint Louis, nel 1971 scoprì che l’acido aspartico che compone l’aspartame aveva provocato piccoli buchi nel cervello dei topi. L’avvocato Turner trovò allarmante un altro studio che la Food and Drug Administration aveva ignorato. A sette giovani scimmie fu fatto bere latte con aggiunta di aspartame per un anno. Cinque furono colpite da crisi epilettiche gravi. E una delle scimmie morì nel corso dell’esperimento. Incredibilmente alla scimmia non fu fatta l’autopsia, si legge infatti nel lavoro che “la causa della morte non fu determinata”. Emergono altre magagne nella sperimentazione, ma, dice Report, a quel punto accadono anche cose strane:

Il procuratore Skinner, che doveva avviare l’indagine, sei mesi dopo viene assunto come avvocato dallo studio legale che rappresentava la Searle. Lo seguirà di lì a poco il procuratore capo nominato al suo posto, William Conlon. L’indagine giudiziaria naufraga. La Food and Drug Administration istituisce una commissione d’inchiesta interna formata da tre autorevoli esperti che all’unanimità votano contro l’approvazione del dolcificante. Arrivano a definire uno degli studi “sconcertante”.

Ma a quel punto entra in gioco Ronald Reagan. Che decide di cambiare il direttore della Fda e di chiedere di finanziare la ricerca alla Searle, l’azienda che voleva commercializzare l’aspartame. Due anni dopo Hayes, il nuovo direttore, lascia l’agenzia, subito dopo avere approvato l’aspartame anche per le bevande dietetiche. Successivamente diventa consulente scientifico presso l’azienda di pubbliche relazioni della Searle. Scriveva ieri il Corriere nella presentazione del servizio:

Da allora divenne l’edulcorante più diffuso al mondo, si trova in quasi 5.000 prodotti, dalle gomme da masticare alle bevande, dal dentifricio ai farmaci pediatrici. Ma cosa c’era scritto esattamente su quelle carte, che arrivarono anche al nostro ministero della Salute? Oggi, alla richiesta di visionare i documenti sulla base dei quali fu autorizzato il consumo di aspartame in Italia nel 1982, il ministero ha risposto così: «Non si sa dove siano finite. Abbiamo fatto come direzione quattro traslochi e ad ogni trasloco si è sempre riunita una commissione per la valutazione anche di…» buttarli via.

Articolo completo su: Giornalettismo

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08/05/2012

Sulla Vergine del Rosario di Pompei...

« Il mio unico desiderio è quello di vedere Maria, che mi ha salvato e mi salverà dalle grinfie di Satana. » (Beato Bartolo Longo, le sue ultime parole)

Madonna del rosario.jpg

Si deve al Beato Bartolo Longo la nascita di questo splendido santuario, imponente tanto quanto la sua grandezza spirituale. Salvato dalle grinfie di satana di cui era divenuto sacerdote, ha dedicato la sua vita a divulgare la devozione al Santo Rosario. Impresa non proprio facile a suo tempo, la cosa che più gli occorreva per attirare l’attenzione era un quadro raffigurante la Madonna del Rosario, lo trovò al Conservatorio del Rosario di Portamedina, ma non era un quadro conforme alla tradizione domenicana e il suo stato era davvero pietoso, furono tutti d’accordo che era necessario un restauro prima che venisse esposto.

Il giorno della sua prima esposizione il 13 febbraio 1876, si verificò il primo miracolo, una bambina di dodici anni fu guarita da un male definito inguaribile. La zia di questa bambina aveva partecipato con molte offerte alla realizzazione della nuova chiesa. Da allora molti altri miracoli si verificarono per opera della Madonna del Rosario e molte offerte giunsero da ogni parte del mondo. Nel maggio 1876 si pose la prima pietra di quello che sarebbe stato oggi il santuario di Pompei.

Naturalmente la cosa che più interessava al beato Bartolo Longo era propagare la devozione al Santo Rosario, per questo scrisse la pratica dei “Quindici Sabati“, che consiste nell’impegno di rivivere per quindici sabati consecutivi i quindici misteri del Rosario. Scrisse anche altre preghiere tra le quali una Novena che valse la sua guarigione da una grave malattia. E una supplica che si recita due volte l’anno…

Per qualsiasi approfondimento sul Santuario e sul suo fondatore visita il sito uffficiale del Santuario di Pompei… http://www.santuario.it/

Fonte: Supereva

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03/05/2012

Crisi e satanismo

crisi, statistiche,

In Italia, paese considerato come uno dei più superstiziosi, si vive un autentico “boom” di sette, un fenomeno senza paragoni rispetto agli altri paesi occidentali. Molto spesso si tende però a «confondere fede e superstizione, e questo si trasforma in un punto debole per molte persone, ed è qui che se ne approfittano guru, maghi e ciarlatani» spiega ad ABC il professore Giovanni Panunzio, fondatore del Telefono Antiplagio contro ogni tipo di sette e santoni, che in Italia stanno crescendo come funghi.

Soltanto le sette sataniche ammontano a 8.000, con più di 600.000 adepti, cifre alle quali si devono aggiungere «migliaia di nuovi culti e forme religiose legate a figure carismatiche». La denuncia è stata fatta dalla rivista ufficiale della Polizia di Stato italiana Polizia moderna. «Il fenomeno è sempre più esteso», segnala Giovanni Panunzio. Lombardia e Piemonte, Lazio e Sicilia sono le regioni dove il satanismo è più esteso, anche se abbonda in tutta Italia. Negli ultimi tre mesi nella diocesi siciliana di Monreale sono state rubate ostie e oggetti sacri in quattro chiese, che poi vengono utilizzati durante cerimonie e messe nere.

C’è chi ha definito la Sicilia come il paradiso del diavolo e la terra degli esorcisti, considerando la straordinaria concentrazione di preti esorcisti. L’isola presenta infatti il numero più alto di sacerdoti ufficialmente accreditati dai vescovi per la lotta contro il demonio: ci sono circa 100 esorcisti in tutta Italia, 20 dei quali solo in Sicilia.


Oltre al fenomeno delle sette, ogni anno circa 13 milioni di italiani, vale a dire 35.000 persone al giorno, ricorrono a maghi, santoni e guaritori. Si tratta di un business che muove più di 6.000 milioni (sei miliardi) di euro. Secondo il professore Giovanni Panunzio, che studia da molto tempo il fenomeno dell’occulto, le ragioni che spingono i cittadini a ricorrere a questi operatori sono le seguenti: sentimentali (52%), economiche (24%), di salute (13%), giudiziarie (6%) e per chiedere protezione (5%). Questi operatori sono soliti compiere una serie di reati quali truffa, esercizio abusivo della professione medica, estorsione e violazione della privacy.Il professore Tullio Di Fiori, studioso del fenomeno in Sicilia, commenta che le sette sataniche sono in aumento e sono più difficili da controllare in quanto molto chiuse, e inoltre la tecnologia complica le cose: «I capi delle sette utilizzano internet per organizzare le cerimonie, creando blog dove parlano in codice con gli adepti, blog che poi disattivano. Le sette – aggiunge – non sono molto diverse da Cosa Nostra nel momento di fare proseliti. Prima del rito di iniziazione il capo si assicura che si tratti di una persona affidabile. La mafia non tollera i pentiti, e lo stesso discorso vale per i guru delle sette».
Secondo il criminologo Alfonso Terrana «il giovane che entra a far parte di una setta vive spesso una situazione familiare problematica. Per molti adorare il diavolo è una forma di ribellione contro il sistema».

Per quanto riguarda le cause dell’aumento dei dipendenti delle sette verificatosi negli ultimi tempi, il professore Panunzio sottolinea: «C’è una crisi di valori e delle relazioni umane, con un aumento della solitudine. Ora che c’è la crisi economica, i santoni, guru, capi setta e tutti i tipi di ciarlatani promettono alle vittime di risolvere i loro problemi. Internet ha aiutato molto l’espansione del fenomeno». L’età media delle vittime, secondo il professore, è di 42 anni. Le donne rappresentano la maggioranza (51%), seguono uomini (38%) e adolescenti (11%).

Il fondatore del Telefono Antiplagio ci spiega alcuni dei pericoli più comuni nei quali incorrono le vittime: «Il lavaggio del cervello da parte dei maghi e capi setta tende generalmente a conseguire due obiettivi: soggiogare la donna con la scusa di aiutarla per poi abusarne sessualmente, e sfruttare economicamente le vittime. Alcune finiscono con l’essere totalmente rovinate».


Tratto da: Crisi e satanismo | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/05/03/crisi-e-sata... 
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 

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02/05/2012

Come distinguere un normale raffreddore stagionale da un'allergia

curiosità, primavera

Siamo in primavera anche se le temperature restano in diverse zone del Paese ancora basse, ma con l’arrivo della stagione più calda ecco giungere puntuale il raffreddore di natura allergica e quello virale, stagionale, visti gli sbalzi di temperatura, non ci ha ancora del tutto abbandonati; il problema è dunque sempre quello: come riconoscere le due affezioni?

Intanto premettiamo che il raffreddore stagionale è di origine virale mentre quello allergico è provocato per lo più dalla fioritura del polline, soprattutto graminacee ed, in effetti, ci siamo nei tempi visto che tale fioritura arriva fra i mesi di aprile e giugno. Il modo per riconoscere quello stagionale da quello allergico è basato per lo più sulla sottile distinzione che si fa sulla base dei sintomi lamentati dai pazienti.

I sintomi del raffreddore stagionale
Il classico raffreddore da virus si presenta con la classica sensazione di "naso chiuso" dato dall’abbondante secrezione nasale cui seguono una sequela di starnuti, prurito, spesso il tutto associato e aggravato da una sintomatologia simil-influenzale, con comparsa di modesti stati febbrili.

I sintomi del raffreddore allergico
In tale affezione osserviamo un esordio brusco, una congestione nasale meno marcata, la rinite, la secchezza della gola, la lacrimazione spesso profusa accompagnata da arrossamento oculare, starnuti ma senza abbondante secrezione nasale che appare con muco più liquido e trasparente e l’assenza di febbre e sintomi assimilabili ad una simil influenza, come quelli, ad esempio, rappresentati, da dolenzia osseo-articolare.

Oltretutto, i due raffreddori hanno durata diversa, quello stagionale in meno di una settimana ci "lascia", quello allergico dura per tutto il periodo della fioritura di quelle piante nei confronti delle quali si è allergici. L’allergia da polline e graminacee colpisce maggiormente le regioni del Nord Italia ed ha un’incidenza nella popolazione intorno al 17%; la cura si basa per lo più sul vaccino, oggi ne esistono anche del tipo sublinguale chiamati SLIT, ovvero, Immuno Terapia Sub Linguale.
Cortisonici e antistaminici, generalmente utilizzati contro il raffreddore allergico, devono considerarsi solo dei farmaci sintomatici.

Fonte: Tanta salute

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30/04/2012

Come trasformare un semplice foglio di carta in un apribottiglie (VIDEO)

La carta può avere mille applicazioni sorprendenti. E utili. Come in questo caso, dove un comunissimo foglio da fotocopiatrice diventa un apribottiglie. Funziona!
Ecco il video postato dalla redazione di Focus che spiega tutto il procedimento nel caso in cui l'unico "attrezzo" a vostra disposizione per aprire una bottiglia sia un foglio A4:

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28/04/2012

Ragazza sedicenne si lancia nel vuoto, il fidanzatino le salva la vita: entrambi fuori pericolo

curiosità, amore, Una ragazza di 16 anni ha tentato di togliersi la vita gettandosi dal tetto della sua abitazione di Fucecchio (Firenze), e il fidanzatino ha cercato di salvarla. Ora sono entrambi feriti all'ospedale San Giuseppe di Empoli, ma non corrono pericolo di vita. È successo nella tarda serata di ieri, intorno alle 23. Alla base del gesto ci sarebbe forse un litigio. L'adolescente si e' gettata dal tetto della propria abitazione, dove era salita passando dalla mansarda: ha fatto un volo di 6 metri.

Il fidanzatino, 17enne, ha cercato di afferrare la ragazza per evitare il peggio. Quando l'adolescente si e' gettata, il giovane è riuscito ad afferrarla e ad attutire parzialmente l'impatto con il terreno. Il fidanzatino ha riportato un trauma cranico, la 16enne due fratture. I carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Empoli hanno ascoltato i testimoni e in particolare i familiari, e stanno cercando di ricostruire i motivi del gesto.

Fonte: Adnkronos

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27/04/2012

Heidi, la ragazza down testimonial, insultata su Facebook in gruppi anti-down

polemica, facebook, webAveva scelto il viso dolce della figlia down per sensibilizzare la Rete nei confronti di queste persone 'particolari'. Ma tutte le sue buone intenzioni sono andate a quel, quando ha visto che le immagini pubblicate su Facebook venivano utilizzate da altri utenti, per scopi tutt'altro che benevoli. Steve e Liz Crowter, raccontano al Daily Mail la loro sventura informatica.

La coppia ha quattro figli, tra i quali c'è Heidi, 16 anni,  affetta dalla sindrome di down. Una persona talmente dolce e socievole che la madre ha pensato di usarla come testimonial, mettendo le foto sul sito di un gruppo di supporto per famiglie, il Coventry and Rugby Down’s Syndrome Support group. Ma ben presto le foto di Heidi hanno finito per essere 'ripostate' da altri internauti, tolte dal loro contesto originale e affiancate da scritte e commenti offensivi. Nonostante le segnalazioni di alcune persone, alcune pagine contro i down sono ancora on-line su Facebook. 

Fonte: Leggo.it

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