05/04/2012
Lega, Bossi si dimette dopo lo scandalo sui conti - ECCO LE INTERCETTAZIONI
Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha presentato in apertura di consiglio federale le proprie dimissioni da segretario del partito. È quanto trapela dall'interno di via Bellerio, dove è in corso la riunione. Ora si tratta di capire se queste dimissioni siano irrevocabili o se possano essere rifiutate dallo stesso consiglio.
LA SUCCESSIONE Il Consiglio federale starebbe valutando una gestione transitoria del partito affidata non a una sola persona, ma più probabilmente ad alcune delle personalità più rappresentative del partito per arrivare al Congresso federale
SOLDI PER BOSSI E CALDEROLI Negli atti dell'inchiesta milanese con al centro l'ex tesoriere Belsito, gli investigatori scrivono che dalle intercettazioni telefoniche emerge che il denaro sottratto alle casse della Lega è andato «a favore» tra gli altri di «Bossi Umberto» e «Calderoli Roberto». Negli atti dell'inchiesta gli investigatori scrivono che «l'irregolarità della gestione dei fondi della Lega, rileva anche sotto il profilo dell'appropriazione indebita in relazione ai fondi derivanti dal finanziamento pubblico». Infatti, si legge ancora, «come minuziosamente descritto da Belsito e dalla Dagrada in numerose intercettazioni telefoniche (...) rilevanti somme di denaro sono state utilizzate per sostenere esigenze personali e familiari, estranee alle finalità ed alle funzionalità del partito Lega Nord ed a favore di: Bossi Umberto, Manuela Marrone (moglie), Bossi Riccardo, Bossi Renzo, Bossi Roberto, Mauro Rosy, Calderoli Roberto, Stiffoni, alla scuola Bosina, con sede a Varese (...), riconducibile a Manuela Marrone ed al SinPa (Sindacato Padano) riconducibile a Mauro Rosy, e ad altri soggetti e strutture citate nelle telefonate ed in corso di identificazione».
CARNET DI ASSEGNI Tra i documenti sequestrati ieri a Roma nella cassaforte del tesoriere della Lega Francesco Belsito vi è un carnet di assegni che reca la scritta «Umberto Bossi». Il carnet, che è relativo al conto corrente della banca sul quale vengono versati i contributi per il Carroccio, è ora all'esame dei pm di Napoli e di Milano
"FREQUENTAZIONI RENZO PEGGIO DI COSENTINO" «Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni... altro che Cosentino, poi, ragazzo!». Così Nadia Dagrada, responsabile amministrativo della sede di via Bellerio della Lega Nord, parla in un'intercettazione dello scorso 8 febbraio di uno dei figli di Bossi con l'ex tesoriere Francesco Belsito. dello scorso 8 febbraio, contenuta negli atti dell'inchiesta milanese con al centro l'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, la dirigente della Lega Nadia Dagrada parla con lo stesso Belsito e facendo riferimento in particolare alla senatrice Rosi Mauro dice: «È convinta di avere chissà quale potere... Non si rende conto che ormai quest'uomo ha 70 anni... Non ne ha altri dieci davanti, eh!... Per giunta, è vero che continuano a dire ai magistrati di mettere sotto il fascicolo? Ma prima o poi il fascicolo esce eh!». E più avanti, sempre Dagrada: «Sì è così, perchè quando esce una cosa di questo genere sei rovinato!... Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni... Altro che Cosentino». E Belsito: «Quindi tu dici che sarà intervenuto il padre». E Dagrada: «È intervenuto più Silvio e so che ci sono di mezzo anche alti, ma alti Pd e non è che hanno detto 'chiudi il fascicolo' hanno detto 'manda, ci sono 50 fascicoli', quello era il quinto, gli hanno detto 'inizia a farlo scivolare ventesimo'». E poi Dagrada spiega a Belsito che «il figlio di lui» ha la «macchina con la paletta». E Belsito le chiede: «Ma ce l'ha ancora?». E Dagrada: «Certo! Paletta e lampeggiante, ci sono le foto! prese dalle telecamere per eccesso di velocità per giunta».
SOLDI IN NERO DA BOSSI AL PARTITO C'è una intercettazione agli atti dell'inchiesta di Milano che vede indagato l'ex tesoriere della Lega Belsito in cui Nadia Dagrada «parla del 'neròche Bossi dava tempo fa al partito». Per gli investigatori «il 'nerò è riconducibile alla provenienza del denaro contante che può avere varie origini, dalle tangenti, alle corruzioni».
IL TROTA PORTO' VIA I DOCUMENTI «Renzo Bossi e la sua fidanzata, Baldo Silvia, (...) sono stati insieme alla sede della Lega di via Bellerio e si sono portati via i faldoni della casa (ristrutturazioni?) per timore di controlli, visto il periodo critico». È quanto annotano gli investigatori in un atto dell'inchiesta sull'ex tesoriere della Lega Belsito.
NELLA CASSAFORTE LA CARTELLA 'THE FAMILY' Nella cassaforte del tesoriere della Lega Francesco Belsito tra la documentazione contabile sequestrata ieri dai carabinieri del Noe e dalla Guardia di Finanza vi è anche una cartella con l'intestazione «The family». L'ipotesi degli investigatori è che i documenti siano relativi alle elargizioni ai familiari del leader del Caroccio Umberto Bossi. Gli atti sono all'esame del pm di Napoli, Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock.
LE INTERCETTAZIONI Marco Lillo sul Fatto quotidiano riporta alcuni passaggi della conversazione tra i due, intercettata:
Belsito: Glielo dico della Fondazione, glielo dico cosa mi volevano far fare che dovevo portargli dei soldi eh.
Dagrada: Esatto!… e tu quello poi ce l’hai registrato?
Belsito: Sì, eh.
Dagrada: Ma tu prima parli col capo (Bossi, ndr), vedi cosa ti dice lui, perché gli fai presente ‘sta roba qui e vedi perché lui poi fa in fretta a cagarsi sotto e dopo di che, si affrontano le due signore (Rosi Mauro e Manuela Marrone, ndr) poi gli spiattelli lì, sul tavolo… allora vedi questa fotocopia qua, vedi queste, vedi questa… figurati queste se vanno in mano, altro che la Tanzania se vanno in mano ai militanti! “Ma non vengono a prendere me – le dici eh – vengono a prendere voi!”.
Del resto Belsito enumera i dati che può usare contro la famiglia Bossi:
Belsito: L’ultima macchina del “principe” (Renzo Bossi probabilmente, ndr) 50 mila? Ho la fattura.
Dagrada: Ma te l’ho detto, tutto quello che, adesso tu domani mattina, dopo aver parlato con Roberto (Castelli, ndr), inizia a fare le copie di quello che hai in cassaforte, dammi retta!
Belsito: Bene.
Nelle intercettazioni Dagrada e Belsito cita il “parco macchine” della famiglia Bossi, come riferisce il Fatto: "La Smart e la più recente Audi A6 che, a dire del tesoriere, sarebbero state messe a disposizione del solito Trota, ma intestate alla Lega Nord. E poi le auto noleggiate per Riccardo Bossi. E anche i contanti. Nadia Dagrada lo invitava a mettere da parte tante cartelline con su indicato nome per nome e anno per anno i soldi e i benefit versati".
NATALE AL BANCOMAT Un'altra vicenda sospetta per i magistrati è quella legata al giro di soldi che coinvolge l'imprenditore veneto Bonet e il suo autista Caminotto. Quest'ultimo, dal 24 dicembre scorso al 3 gennaio. gira i bancomat di mezzo Veneto. In undici giorni effettua 43 operazioni allo sportello prelevando totalmente 73mila euro in denaro contante. «Tutti prelevamenti - scrivono i magistrati - effettuati nel circondario veneto e in una ravvicinata sequenza oraria». Soldi girati a Belsito, che "arriva con la sua Porsche Panamera e incassa". "Un gioco delle tre carte", scrive il Giornale, per far sparire soldi delle aziende di Bonet.
Fonte: Leggo.it
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17:32 netslash2010 in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bossi, scandalo, dimissioni
13/03/2012
Moretti: "Monti ci rappresenta degnamente, ma attenzione: Berlusconi non è ancora finito!"
Con Mario Monti almeno «siamo rappresentati degnamente», ma ancora non è la fine di Berlusconi: «ancora non si può dare per scontato che non si ripresenti». Lo dice il regista e attore Nanni Moretti in un'intervista a Repubblica, sottolineando che per il Cavaliere non c'è stata la fine del suo 'Caimano'.
In quel film, spiega Moretti, «non sono stato un veggente, ho solo guardato con attenzione e spesso sgomento a quello che succedeva in Italia» e nell'epilogo «non immaginavo la sua uscita di scena dalla politica», precisa riferendosi all'ex premier, ma «gli effetti di una sua condanna», condanna che «non c'è stata». E poi aggiunge: «però ci sono state prescrizioni, ci sono processi in corso», ma questo «è stato sempre dimenticato da tutti, come se nulla fosse successo».
Secondo il regista romano, la spiegazione sta nella mancanza, «da circa vent'anni a questa parte», di «una vera opinione pubblica». Della vittoria dell'Ulivo nel '96 resta «una sensazione di rabbia», prosegue Nanni Moretti, «per un governo che era popolare nel Paese e che invece fu costretto a dimettersi perchè da sinistra gli tolsero i voti. Bertinotti in nome dei lavoratori che diceva di rappresentare tolse la fiducia a Prodi e, secondo me, di fatto fece perdere 10 anni a questo Paese».
Fonte: Leggo.it
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13:11 netslash2010 in cinema e tv, politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: berlusconi, intervista, polemica, governo
05/03/2012
YouTube rimuove il nuovo video del PdL per violazione del copyright
E alla fine il copyright ha punito il nuovo inno del Pdl. Ma non per mano di J-Ax, l'ex vocalist degli Articolo 31 che aveva minacciato di denunciare per plagio Berlusconi. ''Gente della Libertà'' non è più visibile su YouTube: "Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione del copyright da parte di Dj Remix", si legge sul popolare sito di video-sharing, nel link inviato via mail dal sito ForzaSilvio.it, uno dei siti ufficiali di Berlusconi.
Pare quindi che YouTube abbia accettato la richiesta di rimozione per violazione di copyright di un tale Dj remix.
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15:08 netslash2010 in curiosità, politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: politica, berlusconi, youtube
21/02/2012
Redditi online dei ministri: Passera guadagna 3,5 mln di euro. E il sito va in tilt!
Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel 2011 ha avuto un reddito complessivo di circa 3,5 milioni di euro, su cui ha pagato 1,4 milioni di tasse. È quanto emerge dalla posizione patrimoniale e reddituale pubblicata sul sito del ministero. Da ministro, il compenso scenderà a 220mila euro circa. Nel patrimonio figurano, tra l'altro, depositi per 8,8 milioni sostanzialmente derivanti dalla vendita delle azioni Intesa, azioni, obbligazioni, una casa a Parigi e una Mercedes.
Come annunciato ieri dal premier Mario Monti, dunque, Passera ha pubblicato online il proprio patrimonio e il proprio reddito. Nel dettaglio, il reddito complessivo dichiarato dal ministro nel 2011 (anno d'imposta 2010) è stato pari a 3.529.602 euro, con un imponibile di 3.185.043 euro. I beni immobili indicati nella dichiarazione dei redditi sono un fabbricato di 141 metri quadrati a Parigi e un terreno di 3.220 metri quadrati a Casale Marettimo (Pisa), detenuti entrambi al 100%. Nella casella beni mobili figura solo una Mercedes A180 immatricolata nel 2010. Più corposa la voce relativa agli strumenti finanziari: Passera possiede azioni della Lariohotels spa, pari al 33% circa (di cui il 21,6% in nuda proprietà) per un valore patrimoniale complessivo di circa 5 milioni e il 33,33% della Immobiliare Venezia Srl, per un valore di 1,6 milioni. Tra gli altri depositi figurano, oltre agli 8,8 milioni derivanti dalla vendita delle azioni Intesa a fine dicembre, titoli obbligazionari per 169mila euro, titoli obbligazionari in dollari per 23mila euro, polizze vita per 1,28 milioni e fondo pensione complementare per 3,3 milioni. Il ministro Passera, infine, registra un indebitamento finanziario (mutui accesi per l'acquisto degli immobili) pari 2 milioni di euro (importo residuo) con il Banco di Brescia e a 910mila euro (importo residuo) con il Credit Lyonnais
REDDITI ON-LINE Alcuni esponenti del governo hanno fatto 'un pò di storie' a pubblicare in rete i loro beni, ma c'è anche chi ha offerto in anticipo i propri dati senza opporre resistenza. Dopo Profumo, Patroni Griffi, Barca, Peluffo e Catricalà, ieri sera Andrea Riccardi ha messo on-line i suoi averi: 199 mila euro lordi e spiccioli lo stipendio da ministro, 81.154,58 la pensione da docente e poi una casa in Umbria, un terreno di «72 are e 90 centiare», un appartamento a Roma «occupato dalla madre», un deposito titoli da 78 mila euro circa e il 25 per cento di un altro portafoglio obbligazionario di 50 mila euro. Assai più ricco è il ministro e tributarista Piero Gnudi, il cui reddito lordo 2010 ammontava a 1.717.187, più partecipazioni azionarie, anche se non risulta proprietario di alcun immobile. Il sottosegretario Gianfranco Polillo ha invece un villino al mare e un appartamento di 160 metri nella Capitale, rione Prati, per il quale nel 2010 ha stipulato un mutuo di 900 mila euro.
DI PAOLA INVESTE IN BOT Il ministro della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha diritto ad un compenso annuo lordo di 199.778,25 euro. Lo si apprende dalla scheda per la trasparenza dei redditi pubblicata sul sito www.difesa.it. L'ammiraglio Di Paola specifica di aver avuto nel 2011 i seguenti emolumenti lordi: 314.522,64 euro di pensione provvisoria; 29.441,44 per servizio all'estero. Dispone al 50% di una casa di proprietà a Livorno, mentre fra i beni mobili dichiara una Mercedes B180 del 2009 e una Polo del 2004. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il ministro denuncia azioni Enel (398), Finmeccanica (68), Deutsche Telekom (14) e quote in fondi di investimento: Pioneer Paesi emergenti (1468) per un valore di 15mila euro, Pioneer Ssf Euro (5877), per un valore di 30.000 euro. Ci sono inoltre depositi in Bot/Btp per 150.000 euro, una polizza Generali di 85.000 e obbligazioni per 655.000 euro.
SITO IN TILT Boom di accessi al sito del governo sul quale oggi vengono pubblicati i redditi di ministri e componenti dell'esecutivo. La pagina on line è, per questo motivo, temporaneamente in tilt.
Fonte: Leggo.it
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13:15 netslash2010 in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: politica, governo, scalpore
25/01/2012
Mario Monti è un massone? Se si, ci sarebbero scenari inquietanti per l'Italia...
Qualche giorno fa, il presidente del Consiglio Mario Monti, ospite ad una trasmissione di Lilli Gruber, alla domanda se lui fosse massone o meno ha risposto di non sapere nemmeno cosa sia la massoneria.
Poco tempo fa però lessi un articolo che diceva il contrario e descriveva anche un panorama per il nostro Belpaese abbastanza inquietante. L'articolo si intitolava "MARIO MONTI E LA MASSONERIA: UNA RELAZIONE PERICOLOSA PER L'ITALIA". Di seguito lo riporterò quasi per intero:
"Nell’elenco dei 43 massoni italiani che abbiamo pubblicato qualche mese fa (elenco consultabile qui) il nome di Mario Monti c’era.
Il nostro futuro premier, così ben voluto da tutti, è un massone. Ha preso parte alle riunioni segrete del gruppo Bilderberg numerose volte, fa parte della Commissione Trilaterale (la più potente loggia massonica del mondo) ed é membro della Golden Sachs, la più potente banca d’affari dell’intero pianeta, la grande burattinaia dell’intero mercato finanziario internazionale.
La massoneria gestisce l'intera speculazione finanziaria mondiale. La stessa speculazione che ha preso di mira l’Italia e che ci sta facendo sprofondare sempre di più nella recessione.
Mario Monti: Salvatore della Patria o massone doppiogiochista? Avrà più a cuore il suo Paese o la sua loggia massonica? Due interessi pericolosamente contrastanti che confluiscono inquietantemente nella figura del nostro nuovo Capo del Governo.
Il Capo del Governo uscente, l’unico imputato per la crisi economica, in realtà non è il principale artefice della recessione italiana. Lui e le sue fastidiose leggi ad personam, le sue crociate contro quei comunisti dei magistrati e la sua eccessiva fiducia nell’incompetenza reiterata di Tremonti hanno sicuramente contribuito al disastro economico italiano, ma non possono essere le uniche ragioni.
La vera ragione della crisi è la massoneria mondiale. Una cricca di potenti, tanto ricchi da poter creare a piacimento crisi e risanamenti nei conti di una intera nazione. Sono loro che smuovono immense quantità di capitali, che mettono in moto ogni singolo meccanismo speculativo sul mercato finanziario. La morsa che hanno stretto su Gecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, ora sta soggiogando l’Italia.
Il fatto che uno di questi massoni si trovi ora alla guida dell’Italia è una situazione davvero molto pericolosa, perchè a loro interessa il crack finanziario del nostro Paese e ora vedremo il perché.
ANALIZZIAMO IL PROBLEMA:
In questi giorni, ogni volta che il governo prendeva una spallata e iniziava a vacillare pericolosamente, il mercato dava fiducia all’Italia e lo Spread si assestava. Di contro, ad ogni indizio che portava alla stabilità del governo, specie in concomitanza con le dichiarazioni pubbliche di resistenza del Cavaliere, lo Spread volava. È come se il mercato credesse nell’Italia ma non nel suo governo.
È proprio questa la situazione: la massoneria mondiale non gradiva più Silvio Berlusconi. L’ex premier, che ha goduto per tutti gli anni dei suoi mandati dell’appoggio delle logge, era diventato scomodo. Ero uno ostacolo per la “conquista” dell’Italia.
Ecco le tre motivazioni per le quali la massoneria voleva silurare Berlusconi e vuole il tracollo totale della finanza italiana:
PUNTO PRIMO: La politica energetica italiana dà molto fastidio ai confratelli anglo-ebraici-americani. Il cavaliere, per quanto criticabile sul tutti i fronti, è però riuscito a instaurare rapporti commerciali energetici con Libia e Russia. Ucciso Gheddafi è rimasta soltanto la Russia di Putin, l’E.N.I. é in difficoltà, nessun accordo con il nuovo governo libico é stato ancora intavolato. Attualmente, il 30% dell’E.N.I. è in mano pubblica. Un altro 20% lo possiedono gli investitori anglo-ebraici-statunitensi che tirano le fila del mercato globale e che vogliono mettere le loro avide mani, grazie alla crisi economica creata ad arte, sulle decine di miliardi che una maggiore proprietà dell’E.N.I significhebbe. Se l’Italia affonda, deve svendere le sue azioni. Se le svende, i grandi burattinai ci guadagnano.
PUNTO SECONDO: Con quasi 2500 tonnellate di oro, l’Italia possiede la terza maggior riserva di oro al mondo, dopo Stati Uniti e Germania. Il Fort Knox (precisamente 2.451,80 tonnellate) fa gola a molti. Mettere in ginocchio un paese con le tasche così piene d’oro é il sogno di ogni potente speculatore.
PUNTO TERZO: L’Italia é un paese con un importante patrimonio pubblico. Se l’Italia va male lo deve per forza svendere. I capitali stranieri sono voraci in termine di patrimoni pubblici. Ogni volta che un Paese va male, o é scosso da un accadimento che lo ha fortemente indebolito, gli avvoltoi sono lì, sempre pronti per nutrirsi di dsigrazie (fonte: disinformazione.it)" [Vai all'articolo completo]
Ora se si tratta della solita paranoia dei complottisti non lo so. Però ho deciso riportarvelo per onor di cronaca, lasciando a voi la libertà di pensiero a riguardo.
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12:47 netslash2010 in curiosità, politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: monti, italia, governo, crisi
11/01/2012
Polverini: "Vitalizi dei politici? Vanno bene così..."
«Abbiamo fatto lo stesso delle altre Regioni. Gli assessori hanno grandi responsabilità, interrompono l'attività lavorativa per ricoprire questo incarico, e si pagano il loro contributo».
Lo ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, intervenendo alla trasmissione 'La Zanzara' di Radio 24, a chi le chiedeva della vicenda dei vitalizi concessi anche agli assessori esterni. «Lavorano 24 ore al giorno, hanno responsabilità enormi - ha aggiunto - il Consiglio ha fatto questa scelta. Se mi pento di averla appoggiata? Conosco il lavoro dei miei assessori, le regole degli altri Consigli - ha risposto - L'ho fatto e va bene cosi».
Nel corso della trasmissione le è inoltre stato chiesto un commento sulla vicenda dell'elicottero per andare a Rieti: «L'ho già detto, non l'ho più ripreso - ha affermato Polverini - Era un gesto in buona fede, per lo più pagando il servizio. Basta, ho sbagliato, ora è finita: se ce la faccio arrivo dove devo andare, altrimenti no. Mi ero lasciata convincere a prenderlo - ha concluso - non pensavo di scatenare un finimondo».
Fonte: il Giornale di Rieti
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14:06 netslash2010 in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: politica, intervista, scalpore
12/12/2011
Stipendio dei parlamentari italiani quasi il triplo della media europea
''Il taglio degli stipendi ai parlamentari è tutta una gran presa in giro''. Lo scrive 'I Segreti della Casta' in rete dopo la bocciatura in commissione del comma 7 dell'articolo 23 della manovra finanziaria varata dal governo Monti. Il comma intendeva adeguare gli stipendi agli standard europei. ''Il trucco è stato ideato dall'apposita commissione governativa, la COMLIV (Commissione per il livellamento retributivo Italia-Europa) e si fonda su due particolari escamotage'' - si legge nell'articolo. Il primo è il restringimento in base alla comparazione non ai 27 paesi dell'Unione Europea, ma solo ai sei paesi più ricchi. Il secondo è l'adozione del parametro del ''trattamento economico omnicomprensivo''. L'Italia infatti è l'unico paese in cui ai deputati vengono consegnati migliaia di euro al mese per reclutare il personale di segreteria. Negli altri paesi europei, invece, le persone di fiducia e di supporto vengono assunte dalle camere con un contratto a termine.
Le spese di viaggio, altro punto dolente. Nei paesi europei i viaggi dei parlamentari per lo svolgimento del proprio mandato sono rimborsati atrarverso la consegna di una dettagliata rendicontazione. "Il parametro del trattamento economico omnicomprensivo permette quindi di inserire le spese di personale nel computo dei paesi esteri, facendo in questo modo schizzare verso l'alto l'indice "salariale" dei deputati stranieri. Allo stesso modo le spese di viaggio non vengono contabilizzate nel calcolo degli stipendi parlamentari nostrani, mentre contribuiscono ad innalzare la media negli altri paesi", conclude "I Segreti della Casta". La tabella pubblicata viene stravolta atrraverso questi piccoli accorgimenti.
ONOREVOLE ALFANO: "HO LO STIPENDIO CONTATO" "Il mio stipendio è contato" e i tagli in arrivo sono "lama sulla mia pelle già martoriata". A parlare non è un pensionato preoccupato dall'aumento delle tasse, ma l'onorevole Gioacchino Alfano, deputato napoletano eletto nelle file del Pdl. Una moglie casalinga e quattro figli a carico, il deputato si lamenta in una intervista a Repubblica delle "vacanze acorciate" e del taglio di "tutte le spese superflue". "Non arrivo a 5mila euro al mese", continua nel piagniesteo surreale Alfano, "e il mutuo grava tanto". Prima ci tiene a specificare che è gà nonno e la figlia non ha ancora trovato lavoro. Insomma, una situazione davvero difficile per il povero deputato. Anche se a leggere le sue parole, c'è da dirlo, viene tutt'altro che commozione ed ormai questa è un'opinione diffusa. Tant è vero che già da diverso tempo sul web e specie sui social network milioni di persone invocano dei tagli al mondo della politica per far fronte alla crisi (nella foto sopra una delle proposte), invece di andare a colpire sempre i ceti più deboli.
E chissà se la macchina "sociale" non possa portare finalmente a cambiare qualcosa in maniera concreta, oggi che i mezzi di diffusione (e di "organizzazione" collettiva, aggiungerei) sono cambiati radicalmente.
Fonte: Leggo.it
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18:26 netslash2010 in curiosità, politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: statistiche, politica, crisi, social network
05/12/2011
Onorevole Pepe: "Senza i vitalizi i parlamentari andrebbero in rovina!"
''Con le nuove misure di Monti sui vitalizi i parlamentari saranno ridotti alla fame''. È la frase sconcertante pronunciata dall'onorevole Mario Pepe, gruppo misto Repubblicani e azionisti, nel corso dell'intervista al programma radiofonico la Zanzara. ''Tra nove giorni compio sessant'anni e prendo il vitalizio. Dopo tre legislature prendo tremila euro, tremila e qualche cosa'', il primo pensiero dell'onorevole che prima aveva fatto la (lunghissima) lista dei gruppi parlamentari nei quali è passato: liberale, Pdl, responsabili, Popolo e Territorio.
"Se mi togliessero il vitalizio, sarei in difficoltà, perchè da 12 anni non faccio più il medico ma solo il parlamentare. Se mi togliessero il vitalizio percepirei una pensione di 1200 euro, che è una miseria", dice il parlamentare. Quando il conduttore Giuseppe Cruciani gli fa notare che sono in molti a prendere quella cifra, Pepe, senza vergogna, risponde: "E vabbè, e allora saremo tutti uguali nella miseria! Questa pensione è una miseria. Dobbiamo lavorare per migliorare le condizioni degli altri. Il vitalizio non è una pensione, ma una specie di "assegno di reinserimento".
"Chi svolge una funzione legislativa - è la tesi dell'onorevole - deve avere la massima serenità economica perchè deve legiferare nell'interesse dei cittadini. In questa battaglia mi sento erede dei padri costituenti". La discolpa del deputato è sempre più imbarazzante: "Lo sai quante volte ho fatto da testimone di nozze quest'anno, lo sai quanti regali ho portato? Io ho fatto il testimone di nozze a 21 matrimoni. Il deputato deve fare da ufficiale di collegamento coi cittadini. Io sono un deputato all'antica, quello che prendeva le preferenze del Partito Liberale. Se uno deve tenere i rapporti con gli elettori e sentire i loro bisogni, ha delle spese che non ha il professore di liceo".
Beh, questo discorso vallo a fare ad un operaio che guadagna 800 euro al mese e si spacca la schiena ogni giorno...
Fonte: Leggo.it
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18:48 netslash2010 in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: politica, polemica, crisi
30/11/2011
Emergenza rifiuti a Napoli, ministro Clini: "Non escludo l'invio dell'esercito"
Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini sabato prossimo sarà a Napoli per affrontare l'emergenza rifiuti. ''La situazione è di nuovo al limite'', ha annunciato nel corso di un'audizione alla commisione Ambiente alla Camera. Clini non esclude ''il contributo delle forze dell'ordine e dell'esercito qualora si verifichino situazioni eccezionali e non negoziabili come a Napoli''.
Secondo il ministro comunque, "forse vale la pena di cominciare a ragionare su opzioni tecnologiche e ambientali che in altre regioni italiane e in altri Paesi, dove vengono trasportati i rifiuti, funzionano". "Bisogna sgombrare il campo da obiezioni tecniche e non politiche che sono due cose diverse - ha continuato nel corso dell'audizione - Nelle regioni in emergenza o vicine all'emergenza la misura più efficace e rapida è dare vita alla raccolta differenziata dei rifiuti finalizzata al recupero, - ha proseguito - una raccolta che si leghi a un ciclo economico è assolutamente utile". Il ministro ha fatto riferimento anche al fatto che laddove operi la criminalità organizzata, servano "soluzioni eccezionali e non negoziabili". In riferimento a Napoli ancora, Clini ha criticato lo sciopero delle nettezza urbana di due giorni fa. "A chi conviene? - ha detto - quali sono gli effetti?". E per quanto riguarda gli impianti, i termovalorizzatori ha parlato di fare chiarezza "dell'annosa questione della localizzazione: ci sono inceneritori che in centri di alcune città sia in Italia sia in Europa, come a Brescia, Milano, Copenaghen funzionano, escludo che ci siano nicchie biologiche che non consentano la localizzazione degli impianti".
Fonte: Adnkronos
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19:40 netslash2010 in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: napoli, emergenza rifiuti, governo
17/11/2011
Ministero della Coesione al posto di quello del Federalismo e la Lega si infuria...
Cinquantuno minuti: dalle 13.38 alle 14.29. È il tempo che passa dalla nomina del nuovo ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e la durissima nota di Roberto Calderoli che boccia senza riserve il governo Monti: "Se il buongiorno si vede dal mattino allora è notte fonda", tuona l'ex responsabile della Semplificazione normativa. Il primo atto del professore, la presentazione della lista, viene visto come una provocazione dai lumbard: nessun riferimento al federalismo e, in particolare, la scomparsa del ministero delle Riforme.
Nasce il dicastero della Coesione Come se non bastasse, il dicastero retto da Umberto Bossi fino a qualche giorno fa, viene sostituito da un nuovo ministero con un nome che non lascia spazio ad equivoci e la dice lunga sulle idee del neo-premier in merito: Coesione territoriale. È troppo per il Carroccio. "Significa aver creato il ministero del centralismo. Sarò felice di votare contro la fiducia al prossimo Esecutivo", annuncia Calderoli per il quale "il Nord non potrà accettare questo ennesimo schiaffo". La Lega è in fermento, particolarmente critica nei confronti del nuovo esecutivo. Il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni si fa portavoce del sentimento della base. Punta il dito contro "la presenza ingombrante delle grandi banche" e sottolinea che "l'80% dei ministri è composto da docenti universitari, funzionari pubblici e burocrati di alto rango che prendono lo stipendio dallo Stato" e poi "chiedono i sacrifici alla povera gente". "Sentiremo che cosa dirà domani il governo ma quello che vediamo adesso lascia pensare molto", spiega Reguzzoni. È tutta la Lega ad insorgere contro il nuovo governo. "La nomina di Monti equivale ad un colpo di Stato, messo in atto sotto gli occhi di tutti", dice il deputato Corrado Callegari. Anche il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota esprime un "giudizio politico non positivo". "Se Monti voleva la certezza del nostro voto contrario al suo governo ha fatto tutto il possibile", sintetizza il parlamentare Paolo Grimoldi.
A rischio alleanza Pdl-Lega La svolta all'opposizione della Lega mette a rischio l'alleanza dei lumbard con il Pdl, che invece appoggia il governo Monti. Ieri, l'ex ministro Roberto Maroni lo ha detto chiaramente. Oggi, Calderoli lo ribadisce con toni più morbidi: "Pdl e Pd non lo hanno ancora capito ma saranno loro i primi ad essere danneggiati dal nuovo governo - dice - Bella operazione di masochismo". Intanto, ci si prepara all'opposizione. L'appuntamento è per il 4 dicembre per la riapertura del parlamento padano (probabilmente a Vicenza ma la sede deve ancora essere stabilita). La 'lunga marcià delle 'camicie verdi' inizia lì.
Fonte: Il Tempo
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