19/03/2012
Ecco i 20 nomi più diffusi in Italia. Al primo posto c'è...
La classifica, che riporta dati nazionali, è stata ripresa da un elenco telefonico italiano di parecchi anni fa: si nota che si tratta di dati ''superati'' anche perchè tra i primi 20 nomi non c'è nessuno dei nomi più utilizzati per i bambini nel corso degli ultimi anni (vedi ad esempio la classifica del 2009 e la classifica del 2008 secondo l'ISTAT) e nonostante l'Italia sia un paese molto anziano è difficile che nessuno di questi nomi sia ancora entrato in classifica.
In attesa di aggiornamenti da parte dell'ISTAT possiamo considerare questi come una buona approssimazione dei nomi più diffusi tra la popolazione italiana con oltre 40 anni di età.
| Maschili | Femminili | |
|---|---|---|
| 1 | Giuseppe | Maria |
| 2 | Giovanni | Anna |
| 3 | Antonio | Giuseppina |
| 4 | Mario | Rosa |
| 5 | Luigi | Angela |
| 6 | Francesco | Giovanna |
| 7 | Angelo | Teresa |
| 8 | Vincenzo | Lucia |
| 9 | Pietro | Carmela |
| 10 | Salvatore | Caterina |
| 11 | Carlo | Francesca |
| 12 | Franco | Anna Maria |
| 13 | Domenico | Antonietta |
| 14 | Bruno | Carla |
| 15 | Paolo | Elena |
| 16 | Michele | Concetta |
| 17 | Giorgio | Rita |
| 18 | Aldo | Margherita |
| 19 | Sergio | Franca |
| 20 | Luciano | Paola |
Fonte: Nomix
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14:03 netslash2010 in sondaggi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: statistiche, indagine, italia
10/03/2012
Ecco la strategia: staccare i fedeli dalla Chiesa Cattolica
Dopo vent’anni di attacchi diretti alla fede da parte di Odifreddi & amici, il Paese è rimasto fortemente cattolico e religioso. Urge quindi un cambiamento di piano, ed è più complesso: lo ha mostrato Corrado Augias, invitato qualche settimana fa da Gianluigi Nuzzi nel suo programma televisivo “Gli Intoccabili” per commentare le parole del famoso presunto “corvo” del Vaticano. Sorprendentemente il furioso laicista ha dichiarato più o meno così: «bisogna distinguere le cose: la Chiesa del potere e quella dei fedeli, che fa tantissimo bene alla società». Per chi conosce Augias, è una clamorosa novità.
L’intenzione nascosta è quella di staccare i fedeli dalla Chiesa, farli vergognare di essa, demoralizzare l’appartenenza alla comunità ecclesiale, aggredire mediaticamente i movimenti ecclesiali (Opus Dei, CL, Legionari ecc…) a moti alternati, inducendo così una fede personale, individualizzata e quindi più debole. Protestantizzare i cattolici, in poche parole. A “loro” conviene: da una parte è una fede facile da (far) abbandonare (si genera inevitabilmente un lento scivolamento verso il nichilismo e l’agnosticismo, oggi, ad esempio, 1 pastore protestante su 6 è ateo, pensate i fedeli!) e soprattutto completamente assente dalla vita pubblica e innocua su tematiche bioetiche, anzi “adulta” e quindi addirittura favorevole al pensiero radicale e progressista (che governa il potere mediatico) e contrario a quello della Chiesa. Non è complottismo, ma pare davvero essere quel che sta sotto all’opprimente anticlericalità a cui assistiamo oggi (incredibile spazio mediatico ai teologi dissidenti; bufale anticlericali; gonfiamento del caso pedofilia; appositi fraintendimenti delle parole del Papa; sproporzionate campagne contro ICI, 8×1000, IOR; esaltazione di ogni dissidio interno al Vaticano, moralizzazione continua sul fatto che il Vaticano agirebbe contro Gesù e il Vangelo ecc.).
Occorre dire che la tattica è efficace, almeno secondo la fotografia scattata dalla quarta indagine sui valori degli europei, i cui risultati sono contenuti nel volume «Uscire dalle crisi. I valori degli italiani alla prova» (Vita e Pensiero 2011) curato dal sociologo Giancarlo Rovati. Il 78% della popolazione italiana maggiorenne – si legge – si riconosce nellafede cattolica e soltanto due italiani su cento si professano di altra religione (3% in meno rispetto a dieci anni fa). Un dato molto alto, ma le contraddizioni cominciano sui temi dottrinali, etici e morali legati alla fede cattolica. Solo il20,1% risponde affermativamente all’esistenza di una sola religione vera, quella cattolica. Ad essi si aggiunge un 26%il quale ritiene che «anche le altre religioni contengono elementi di verità». Per un 40,6% «non c’è una sola religione vera, ma tutte le grandi religioni contengono alcune verità fondamentali». Si capiscono meglio ora i continui richiami contro il relativismo del Pontefice?
Crescono in dieci anni coloro che affermano di essere religiosi (dall’82,5% all’84,2%), tra chi si dichiara praticante si arriva al 75,5%. Nel paradiso tra i praticanti però ci credono il 70,5% e nell’inferno il 58,3%, mentre tra chi si dice semplicemente religioso scendiamo al 60,6% e al 49,7%. Vi è addirittura un 17,1% di praticanti che crede nella reincarnazione! Gli autori non tirano però conclusioni affrettate: «Questo processo»– si sottolinea nella ricerca – «non porta necessariamente a posizioni di individualismo in campo religioso, né sta portando a una progressiva irrilevanza della dimensione religiosa, ma a un diverso modo di rapportarsi a essa. Basti pensare che, nonostante si registri un calo in percentuale negli ultimi dieci anni su molti indicatori di religiosità istituzionale, non risulta diminuire l’importanza che le persone danno alla religione nella propria vita (il 71% dice “molto” o “abbastanza” importante)». Non c’è nessuna secolarizzazione in atto, sottolineano, e «la partecipazione alle funzioni religiose negli ultimi quarant’anni è pressochè stabile, oscillando attorno al 30%».
Il processo crescente di individualizzazione del credere è però evidente e, come abbiamo affermato all’inizio è la strategia portata avanti dagli avversari della fede religiosa. Per ora, dicono i ricercatori, questo «non coincide con un generale deprezzamento dei valori religiosi, spirituali e morali». Ci piace l’ottimismo di “Avvenire”, secondo cui questo è il terreno da cui ripartire per una nuova evangelizzazione, che però riavvicini le persone non tanto ad una fede individuale, ma alla Chiesa cattolica.
Articolo tratto da: UCCR
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14:39 netslash2010 in curiosità, fede, sondaggi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: chiesa, papa, gesù, ateismo
29/11/2011
Per i giovani Internet è diventato più importante dell'amore e degli amici
È scattato un amore insuperabile tra Internet e i giovani: quasi la metà (40%) dei giovani di 18-30 anni dichiara che è più importante la rete che uscire con una ragazza o con gli amici; nella scala delle priorità viene prima Twitter e poi la fidanzata.
Aggiornare la propria pagina su Facebook e tenersi aggiornato sul conto di quella degli amici è più importante di uscire, andare a una festa, conoscere nuove persone. È quanto emerge da un rapporto realizzato dalla Cisco Systems di San Josè in California: il 55% degli intervistati dichiara che non potrebbe vivere senza Internet, uno su tre che il Web è come l'acqua, il cibo, l'aria per respirare. Secondo il rapporto '2011 Cisco Connected World Technology Report', contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, alla fine sono proprio i più cresciuti, i 30enni, giovani lavoratori, e non gli studenti di età inferiore, a risultare maggiormente Internet-dipendenti.
E a causa dell'invasività della rete, si assottiglia sempre di più, tra i giovani professionisti, perennemente online, il confine tra vita privata e lavoro. Tanti i dati riferiti nel rapporto, che ha coinvolto giovani di 14 paesi, tra cui l'Italia, in due indagini distinte, una su studenti (2800) e l'altra su giovani professionisti (2800). Per il 55% degli studenti di college e ben il 62% dei giovani lavoratori è impossibile vivere senza Internet, che è considerato parte integrante delle loro vite. Ben il 64% degli intervistati dichiara che se dovesse scegliere tra l'accesso a Internet e l'auto, sicuramente rinuncerebbe a quest'ultima. Inoltre due giovani su 5 dicono che è più importante Internet delle uscite con partner e amici e anche dell'ascolto di musica.
E ancora, oltre uno studente su 4 (27%) dice che collegarsi a Facebook è più importante che andare alle feste o uscire. I giovanissimi che studiano ammettono di distrarsi continuamente mentre sono impegnati nei compiti o nella preparazione di esami, non potendo fare a meno di collegarsi, di leggere il 'Tweet' di questo o quell'amico, di fare un salto su Facebook. Secondo la ricerca, i giovani lavoratori, invece, stanno perdendo quasi completamente il senso del confine tra vita privata e lavoro, non e solo perchè leggono in tempo reale ogni messaggio del 'capo', ma anche perché Internet ha fatto da volano per l'instaurarsi di un numero crescente di rapporti d'amicizia tra colleghi, in passato più rari. Infine, tra i lavoratori che usano Twitter, oltre due su tre (68%) seguono l'attività del loro capo o dei loro colleghi sul micro blog; il 42% segue entrambe, mentre solo meno di un terzo (32%) preferisce mantenere privata la propria vita personale.
Fonte: Leggo.it
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19:39 netslash2010 in curiosità, sondaggi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: curiosità dal mondo, indagine, statistiche, stati uniti
03/08/2011
La Sacra Bibbia è il libro più diffuso nel mondo, ma in Italia è poco letto
È libro più diffuso e tradotto al mondo, in oltre 2.400 lingue diverse. Un record. Ma in Italia - come in altri paesi cattolici - la Bibbia resta un oggetto misterioso. Così un'indagine Eurisko, commissionata dalla Federazione Biblica Cattolica e presentata in Vaticano, fotografava nel 2008 il livello di conoscenza del testo sacro che è uno dei cardini della religione cristiana. A tre anni di distanza c'è da scommettere che poco sia cambiato e lo studio torna d'attualità dopo le parole pronunciate oggi dal papa, che ha invitato a leggere la Bibbia durante le vacanze. L'indagine poggia su un campione di 13 mila persone interpellate, suddivise in nove paesi: Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda, Francia, Germania, Italia, Spagna, Polonia e Russia. Ad esempio solo il 14% degli italiani intervistati ha risposo esattamente ad alcune domande di conoscenza base della Bibbia: i Vangeli sono parte della Bibbia? Gesù ha scritto libri della Bibbia? Chi tra Mosè e Paolo era un personaggio dell'Antico Testamento? Chi ha scritto un vangelo tra Luca, Giovanni, Paolo e Pietro? Le cose, per la verità, non sono andate molto meglio negli altri Paesi: solo il 17% ha preso pieni voti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, il 15% in Germania, l'11% in Francia, l'8% cento in Spagna. I più bravi nella classifica sono risultati i polacchi, con un 20%, e i più ignoranti i russi con appena il 7%. L'Italia si è piazzata negli ultimi posti anche come lettura della Bibbia in generale: se il 75% degli statunitensi afferma di aver letto un brano biblico negli ultimi 12 mesi, solo il 27% degli italiani può dire lo stesso. Peggio stanno altri due Paesi cattolici, la Francia (il 21%) e la Spagna (il 20%). Agli italiani piace molto ascoltare le omelie e le prediche, seguire in tv le trasmissioni religiose e pregare con parole proprie, più che trascorrere il proprio tempo sui libri sacri. Tuttavia gli italiani, che pure si proclamano cattolici all'88%, non si sono distinti nemmeno per la partecipazione ai riti religiosi: solo il 32% frequenta assiduamente le chiese, contro un 55% dei polacchi e un 45% degli statunitensi. Tra gli ortodossi russi solo il 6% va a messa ogni domenica. Altissima invece la percentuale di credenti italiani che ha la sensazione di godere della protezione di Dio (il 79%); in Polonia sono il 79%, in Russia il 78%. In Francia solo il 47%. Interessanti anche i dati su come vada interpretata la Bibbia, se in modo fondamentalista (cioè presa alla lettera) o critico: per il 27% negli Stati Uniti, il 23% in Italia, il 34% in Polonia e il 21 % in Russia, i testi biblici vanno considerati «parola di Dio» alla lettera. Se l'inchiesta statistica fotografa un presente segnato da molta confusione e ignoranza, gli italiani sembrano ben disposti a migliorarsi sul fronte biblico nel futuro: il 28% degli ritiene che la Bibbia dovrebbe essere studiata nelle scuole, e il 34% è abbastanza favorevole a questa idea. Totalmente contrario a un simile progetto solo l'11% degli intervistati, mentre «abbastanza in disaccordo» si dichiarava il 10%.
Fonte: Leggo.it
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16:39 netslash2010 in curiosità, sondaggi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sacra scrittura, indagine, statistiche, italia
14/06/2011
Sondaggio: Qual è il tuo genere di musica preferito? Entra e scopri come hanno risposto gli altri
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19:43 netslash2010 in musica, sondaggi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: musica, curiosità
