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20/12/2011

Provate a scrivere "Let it snow" su Google...

google, curiosità, svago... e fatemi sapere cosa succede :D Condividi se quello che vedi ti piace!

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31/08/2011

Altra novità in Google: cerca informazioni a partire da un'immagine!

google, novità, Navigando sul web vi è mai capitato di trovare un'immagine su cui purtroppo non ci sono sufficienti informazioni? Ad esempio siete degli appassionati di fiori, di paesaggi o di qualsiasi altra cosa e avete trovato una foto bellissima ma non sapete di cosa si tratta. Ora con Google questo problema non c'è più!

Infatti da pochissimi giorni è stata introdotta la "Ricerca tramite immagine": come funziona? Nella maniera più semplice possibile! Basta andare su Google Immagini e trascinare col mouse un'immagine (anche da un'altra scheda del browser o dal proprio pc) sulla barra di ricerca. Comparirà la scritta "Rilascia l'immagine qui" e Google farà tutto al posto tuo: troverà link a siti correlati a quest'ultima e immagini simili a quella cercata (e c'è da dire che funziona anche trascinando le immagini che escono come risultato di una ricerca effettuata in precedenza!).

Questo servizio apre le porte ad un Web sempre più amico, che ora non solo comprende quello che scriviamo con la tastiera o che diciamo a voce (mi riferisco alla ricerca vocale già introdotta da tempo nella versione mobile di Google), ma anche quello che "gli facciamo vedere"... E chissà se per gli sviluppatori di Mountain View questo non sia solo un primo passo verso quel riconoscimento dei volti che tanti siti annunciano di voler introdurre, ma che nessuno finora ha mai seriamente concretizzato (forse anche per gli annessi problemi relativi alla privacy...).

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23/08/2011

Google porta Street View sul Rio delle Amazzoni (viaggiando in canoa!)

novità, google, street viewPosti magnifici, da sogno. Google SteetView questa volta ha posato lo sguardo sul Rio delle Amazzoni. Un team di esploratori si è infatti armato di barche e bici per collezionare e documentare con le immagini panoramiche le bellezze dell'Amazzonia e delle comunità indigene. Il tutto, per documentare questo territorio da favola e far sì che i viaggiatori del web possano usufruirne. Lo riporta il Telegraph. La squadra di StreetView sta filmando e mappando una zona di 30 miglia intorno dell'affluente del Rio Negro da Manaus a Terra Preta.  Il gigante delle ricerche su internet sta collaborando con la Fondazione che si occupa di tutelare l'Amazzonia per filmare la foresta pluviare.

"Una volta che tutte le immagini saranno caricate sul web, potremmo condividere la cultura locale e la bellezza dell'Amazzonia con chiunque in qualsiasi parte del mondo. Senza la creatività e la cura dei nostri partners, questo sforzo non sarebbe stato possibile", ha detto Karin Tuxen-Bettman, il responsabile di del team di StreetView in Amazzonia. Già adesso gli internauti, grazie a StreetView, possono esplorare l'Antartide, il Colosseo, il giardino botanico di Kirstenbosch di Città del Capo in Sudafrica, Stonehenge.

Fonte: TG1

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09/08/2011

Ricerca, Google e Internet rendono pigra la nostra mente

ricerca, curiosità, indagineGoogle ci rende «stupidi» o quanto meno smemorati, attutendo le nostre naturali capacità di memorizzare informazioni: infatti, la possibilità di fare ricerche online, di trovare su Google o altri motori di ricerca risposte istantanee a tutte le nostre domande ci ha «impigrito».

Insomma, Internet e il pc sono divenute le nostre «memorie esterne» che ricordano per noi quel che abbiamo smesso di memorizzare. È emerso da una ricerca pubblicata sulla rivista Science da Betsy Sparrow della Columbia University di New York: memoria e capacità di apprendimento, rivela una serie di test effettuati su un gruppo di giovani, sono cambiate adattandosi all'uso di internet, Google e siti che tappano i nostri buchi di conoscenza. Internet, spiega la Sparrow, è divenuta la nostra «memoria transattiva», una «banca» che memorizza per noi informazioni che noi potremo ritrovare quando vogliamo senza prenderci la briga di memorizzarle nel nostro cervello. 

Ormai da alcuni anni Google, il motore di ricerca per antonomasia, è «sotto accusa», e con lui internet, perchè ci distrae, cambia il nostro modo di prestare attenzione alle cose, riduce la nostra concentrazione e la capacità di stare fissi su un lavoro o su una lettura per un tempo ragionevole. Nicholas Carr nel suo libro 'The Shallows: How the Internet is Changing the Way We Think, Read and Remember' dice che internet ci rende superficiali, iperattivi, deconcentrati, smemorati. Una parziale riabilitazione dei motori di ricerca si ritrova solo in un lavoro di Gary Small dell'Università di Los Angeles secondo cui navigare su internet migliora le performance cognitive di adulti e anziani e il cervello viene positivamente stimolato dalle ricerche online e acquisisce migliori funzionalità. La Sparrow, però, ha dimostrato che internet, se non fa male alla nostra memoria, quantomeno la impigrisce: il punto è che facciamo molto, forse troppo, affidamento sulla rete e sul pc, tanto da averli trasformati nelle nostre memorie transattive. Una memoria transattiva non è altro che un 'magazzino di informazionì esterno al nostro cervello. 

Per esempio il nostro partner può essere la nostra memoria transattiva se è sempre e solo lui a ricordare per noi le bollette di casa in scadenza. La Sparrow ha posto una serie di test di memoria a un gruppo di studenti. I giovani erano sottoposti a vari quiz e in seguito li si 'interrogavà per vedere cosa ricordavano delle informazioni apprese durante i quiz. Mentre eseguivano i quiz i giovani potevano prendere nota su un pc temporaneamente offline delle informazioni di loro interesse. In primis è emerso che i giovani tendono a prendere nota di fatti da approfondire non appena avranno accesso al web. Ma non è tutto: a metà dei volontari la Sparrow diceva che le loro note sarebbero state salvate nel pc e quindi accessibili in seguito, agli altri che sarebbero state cancellate. 

Ebbene, interrogato successivamente, il primo gruppo non ricordava molto di quanto appreso durante i quiz, chiaramente perchè si affidava al fatto che le note erano state salvate sul pc; l'altro invece aveva memorizzato le informazioni apprese durante i quiz. In un altro test, al primo gruppo veniva anche detto in quale cartella del pc sarebbero state salvate le proprie note: interrogati di seguito l'unica informazione saliente che ricordavano era proprio la cartella in cui andare a ripescare le note, ma sul contenuto delle note stesse tabula rasa. Insomma il nostro cervello non si affatica più a ricordare informazioni che sa che potrà trovare quando vuole nella sua 'memoria esternà, cercando su un motore di ricerca o su Wikipedia. Ci affidiamo a internet come fosse la nostra memoria esterna, correndo un rischio "amnesia" qualora essa subisse un danno.

Fonte: Leggo.it

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02/07/2011

Quando ero piccolo e avevo qualche curiosità chiedevo a mio padre...

google, curiosità,

ora che sono grande, chiedo direttamente a Google. 
Ma... fermi un momento! 
Allora Google è mio padre?!?

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14/06/2011

Ecco Chromebook: il portatile targato Google

google, novità, Tempo fa si parlava di portatili prodotti da Samsung  che avrebbero utilizzato per la prima volta il nuovo sistema operativo di Google, Chrome. Tuttavia, non era possibile fornire caratteristiche specifiche e dettagli particolari e solo a settimane di distanza sono arrivate le prime conferme.

Per prima cosa chiariamo la fonte. E’ il sito IFixit che ha potuto provare personalmente il nuovo Chromebook Samsung serie 5 e naturalmente i loro tecnici informatici non hanno perso l’occasione di poterlo aprire e osservare i componenti interni per capirne le caratteristiche tecniche. La cosa più ovvia è il sistema operativo su cui sarà basato questo nuovo portatile e questo è, come detto in precedenza, Chrome  OS e questa è una novità assoluta.  Seconda cosa da chiarire è il prezzo con il quale sarà venduto sul mercato e questo è di 429$.

In realtà si può parlare più di un netbook che di un notebook vero e proprio: il suo processore sarà un Intel Atom N570 (soluzione dual-core operante a 1,66GHz) e questo verrà completato con l’utilizzo di 2 Gb di RAM. Il disco rigido, invece, desta qualche perplessità: verrà infatti utilizzato un SSD ma questo avrà una capienza di ben 16 Gb. Interessante è anche una valutazione sulla riparabilità del prodotto che è stata stilata da questo sito: il punteggio attribuito al prodotto è di 6 su una scala di 10. Questo punteggio scaturisce da diversi fattori ma la cosa che fa abbassare di molto questo punteggio è la difficolta in caso di bisogno di sostituzione della RAM. Questo infatti non sono inseriti in modo classico nelle apposite slot con degli incastri, bensì sono saldate direttamente sulla scheda. Inoltre il tutto è rivestito dalla sola plastica e questo non lo rende di certo il prodotto più resistente.

Una dato davvero interessante è la durata che avrà la batteria di questo Chromebook: infatti potremo lavorare per ben 8 ore e quindi potrà rimanere con noi per l’intera giornata lavorativa. Non resta quindi che aspettare una data di commercializzazione anche per il nostro Paese.

Fonte: TecnoMagazine.it

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08/02/2011

Classifica di utilizzo dei browser web: Chrome in crescita

hivefivebrowsers.jpgNet Applications è un sito che tiene traccia delle preferenze degli utenti per quanto riguarda i browser utilizzati, e le ultime statistiche confermano le indicazioni osservate nel mese di gennaio. In primo piano Google Chrome che passa da 10% a 10,7%, guadagnando 0,7% degli internauti. E pensare che fino a pochi mesi fa era intorno al 9%.

Ovviamente, le rivali risultano in calo: Mozilla Firefox scende al 22,75%, mentre Internet Explorer passa dal 57,6% al 56%. Quarta posizione in lieve crescita per Safari (per la felicità di Apple) con il 6,3% che dal mese scorso cresce dello 0,4%, e per chiudere Opera rimane stabile al quinto posto (2,28%).

Tra i dati è da notare che Internet Explorer 8 sta guadagnando terreno a discapito della versione 6 del browser di casa Microsoft. Nelle prossime settimane si attendono novità nel mercato dei browser: per ciò che riguarda Firefox 4 è prossima l'uscita della nuova release, in fase beta già da diverso tempo, e c'è grande attesa anche per Internet Explorer 9, le cui versioni beta hanno fatto segnare un record di download da parte degli utenti.

Oltre ai dati utili prettamente ai fini statistici è interessante osservare che a quanto pare i browser di nuova generazione avranno interfacce grafiche più orientate ai contenuti e di facile utilizzo, e molto probabilmente si faranno dei grossi passi in avanti per favorire il supporto ad HTML5 ed introdurre l'accelerazione grafica che sfrutti direttamente l'hardware di sistema.

Fonte: HWfiles

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05/02/2011

C'era una volta Indiana Jones... ora l'archeologia si fa via web!

indiana_jones_temple_of_doom.jpg

David Kennedy, famoso archeologo australiano si racconta al 'Journal of archeological science', parlando dei suoi successi negli ultimi periodi. Egli, infatti, ha scoperto circa 2000 siti archeologici in Arabia Saudita, di cui la metà sono tombe. Voi penserete: "Quest'uomo avrà girato in lungo e in largo per i deserti nella regione saudita...". Invece, Kennedy non l'ha visitata nemmeno una volta! Le sue incredibili scoperte le ha fatte standosene seduto comodamente davanti ad un computer, con Google Earth.
E pensare che fino a qualche anno l'esploratore è sempre stato un mestiere ricco di fascino e di pericolo, tanto da ispirare classici cinematografici come Indiana Jones.

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04/02/2011

Google accusa Microsoft: "Bing copia i nostri risultati"

Bing-Google-Facebook.jpgGoogle, come tutti sanno, è il motore di ricerca più celebre del mondo, oltre ad essere il sito più visitato in assoluto. Non è un segreto che molti hanno cercato di replicarne il successo, senza però ottenere risultati in grado di mettere a rischio la leadership di Google, graniticamente arroccato sul proprio trono.

Microsoft, un colosso che non ha bisogno di presentazioni, da tempo cerca di proporre la propria alternativa con il motore di ricerca Bing, integrandolo di default nei propri browser e cercando quindi di spostare un po' l'attenzione del pubblico verso la propria declinazione di motore di ricerca.

In questi giorni però emergono alcune informazioni riguardanti un problema fra le due realtà, per ora ferme allo scambio di battute. Matt Cutts, ingegnere anti-webspam di Google, accusa Microsoft di utilizzare le informazioni raccolte attraverso la toolbar di Internet Explorer 8, quando vi si trova impostato Google.com come motore di ricerca predefinito, per studiare le modalità di ricerca degli utenti. Una sorta di spionaggio sospetto, dunque, che apre diversi interrogativi sulla liceità del comportamento, sebbene ad oggi non vi sia nessun dettaglio chiaro.

Ne emergerebbe un modellamento di Bing e del suo funzionamento utilizzando le ricerche fatte in Google attraverso la toolbar di Internet Explorer 8, al fine di renderlo sempre più simile a Google e molto più efficiente. Al lavoro sicuramente alacre dei tecnici e degli ingegneri Microsoft, insomma, si sommerebbero informazioni raccolte in maniera dubbia.

C'è dell'altro: è stato eseguito un test, in seguito al sospetto dei tecnici Google. Questi ultimi avrebbero volontariamente inserito dei risultati fake, falsi, legati ad alcune ricerche, incaricando poi 20 ingegneri di seguire da casa se Bing si fosse in qualche modo adeguata. E' stata questione di settimane per ottenere gli stessi risultati. Una prova, dunque, che qualcosa di vero può anche esserci.

La risposta di Microsoft, come riportato da ArsTechnica, viene riassunta in un laconico "So What?", "E quindi?". Una sorta di ammissione, sebbene questo faccia pensare a una certa sicurezza della società fondata da Bill Gates di potersi difendere in campo legale. Sappiamo benissimo con quale facilità fiocchino le denunce in terra stelle e strisce, motivo per cui non resta che attendere eventuali sviluppi della vicenda.

Fonte: Hwfiles

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20/01/2011

Google, ora anche Iran in 3D con licenza speciale degli Stati Uniti

Teherangooglehearth_fi--400x300.jpgLa società di Cupertino permette di scaricare il software con cui si può esplorare la Terra in 3D. Non sarà disponibile invece la chat Google Talk per timore che causi problemi a eventuali dissidenti.

Washington, 20 gen. - (Aki) - Da oggi anche gli internauti iraniani potranno scaricare sui loro computer Google Earth, software marchiato Google che permette di 'esplorare' la Terra in 3D. Lo ha annunciato Google sul suo blog, spiegando che, grazie a una licenza speciale rilasciata dal governo Usa, che di fatto allenta la morsa di alcune delle sanzioni imposte a Teheran in ambito tecnologico, gli iraniani potranno scaricare, oltre a Google Earth, anche il programma per l'editing di immagini Picasa e il browser Chrome.

Il noto motore di ricerca ha invece deciso di non rendere disponibile in Iran la chat Google Talk, per timore che causi problemi a eventuali dissidenti che dovessero decidere di usarla per comunicare. "Non siamo certi dello standard di sicurezza che possiamo fornire a garanzia della segretezza delle conversazioni", ha spiegato Scott Rubin, responsabile per la strategia di comunicazione Google. "Ogni governo che lo voglia, può riuscire ad accedere a queste conversazioni e non vogliamo dare a nessuno l'illusione della privacy", ha aggiunto.

Rubin ha poi spiegato che la licenza per portare in Iran i tre programmi è stata il frutto di un lungo negoziato con il governo, che non ha portato a buoni risultati per la Corea del Nord, il Sudan e Cuba, altri tre Paesi colpiti dalle sanzioni Usa. Per ottenere il via libera di Washington, Google ha dovuto assicurare che con lo sbarco in Iran non persegue fini commerciali.

Fonte: Adnkronos

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