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13/03/2012

Moretti: "Monti ci rappresenta degnamente, ma attenzione: Berlusconi non è ancora finito!"

moretti,berlusconi, intervista, polemica, governoCon Mario Monti almeno «siamo rappresentati degnamente», ma ancora non è la fine di Berlusconi: «ancora non si può dare per scontato che non si ripresenti». Lo dice il regista e attore Nanni Moretti in un'intervista a Repubblica, sottolineando che per il Cavaliere non c'è stata la fine del suo 'Caimano'.

In quel film, spiega Moretti, «non sono stato un veggente, ho solo guardato con attenzione e spesso sgomento a quello che succedeva in Italia» e nell'epilogo «non immaginavo la sua uscita di scena dalla politica», precisa riferendosi all'ex premier, ma «gli effetti di una sua condanna», condanna che «non c'è stata». E poi aggiunge: «però ci sono state prescrizioni, ci sono processi in corso», ma questo «è stato sempre dimenticato da tutti, come se nulla fosse successo».

Secondo il regista romano, la spiegazione sta nella mancanza, «da circa vent'anni a questa parte», di «una vera opinione pubblica». Della vittoria dell'Ulivo nel '96 resta «una sensazione di rabbia», prosegue Nanni Moretti, «per un governo che era popolare nel Paese e che invece fu costretto a dimettersi perchè da sinistra gli tolsero i voti. Bertinotti in nome dei lavoratori che diceva di rappresentare tolse la fiducia a Prodi e, secondo me, di fatto fece perdere 10 anni a questo Paese».

Fonte: Leggo.it

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21/02/2012

Redditi online dei ministri: Passera guadagna 3,5 mln di euro. E il sito va in tilt!

politica, governo, scalporeIl ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel 2011 ha avuto un reddito complessivo di circa 3,5 milioni di euro, su cui ha pagato 1,4 milioni di tasse. È quanto emerge dalla posizione patrimoniale e reddituale pubblicata sul sito del ministero. Da ministro, il compenso scenderà a 220mila euro circa. Nel patrimonio figurano, tra l'altro, depositi per 8,8 milioni sostanzialmente derivanti dalla vendita delle azioni Intesa, azioni, obbligazioni, una casa a Parigi e una Mercedes.

Come annunciato ieri dal premier Mario Monti, dunque, Passera ha pubblicato online il proprio patrimonio e il proprio reddito. Nel dettaglio, il reddito complessivo dichiarato dal ministro nel 2011 (anno d'imposta 2010) è stato pari a 3.529.602 euro, con un imponibile di 3.185.043 euro. I beni immobili indicati nella dichiarazione dei redditi sono un fabbricato di 141 metri quadrati a Parigi e un terreno di 3.220 metri quadrati a Casale Marettimo (Pisa), detenuti entrambi al 100%. Nella casella beni mobili figura solo una Mercedes A180 immatricolata nel 2010. Più corposa la voce relativa agli strumenti finanziari: Passera possiede azioni della Lariohotels spa, pari al 33% circa (di cui il 21,6% in nuda proprietà) per un valore patrimoniale complessivo di circa 5 milioni e il 33,33% della Immobiliare Venezia Srl, per un valore di 1,6 milioni. Tra gli altri depositi figurano, oltre agli 8,8 milioni derivanti dalla vendita delle azioni Intesa a fine dicembre, titoli obbligazionari per 169mila euro, titoli obbligazionari in dollari per 23mila euro, polizze vita per 1,28 milioni e fondo pensione complementare per 3,3 milioni. Il ministro Passera, infine, registra un indebitamento finanziario (mutui accesi per l'acquisto degli immobili) pari 2 milioni di euro (importo residuo) con il Banco di Brescia e a 910mila euro (importo residuo) con il Credit Lyonnais

REDDITI ON-LINE Alcuni esponenti del governo hanno fatto 'un pò di storie' a pubblicare in rete i loro beni, ma c'è anche chi ha offerto in anticipo i propri dati senza opporre resistenza. Dopo Profumo, Patroni Griffi, Barca, Peluffo e Catricalà, ieri sera Andrea Riccardi ha messo on-line i suoi averi: 199 mila euro lordi e spiccioli lo stipendio da ministro, 81.154,58 la pensione da docente e poi una casa in Umbria, un terreno di «72 are e 90 centiare», un appartamento a Roma «occupato dalla madre», un deposito titoli da 78 mila euro circa e il 25 per cento di un altro portafoglio obbligazionario di 50 mila euro. Assai più ricco è il ministro e tributarista Piero Gnudi, il cui reddito lordo 2010 ammontava a 1.717.187, più partecipazioni azionarie, anche se non risulta proprietario di alcun immobile. Il sottosegretario Gianfranco Polillo ha invece un villino al mare e un appartamento di 160 metri nella Capitale, rione Prati, per il quale nel 2010 ha stipulato un mutuo di 900 mila euro.

DI PAOLA INVESTE IN BOT Il ministro della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha diritto ad un compenso annuo lordo di 199.778,25 euro. Lo si apprende dalla scheda per la trasparenza dei redditi pubblicata sul sito www.difesa.it. L'ammiraglio Di Paola specifica di aver avuto nel 2011 i seguenti emolumenti lordi: 314.522,64 euro di pensione provvisoria; 29.441,44 per servizio all'estero. Dispone al 50% di una casa di proprietà a Livorno, mentre fra i beni mobili dichiara una Mercedes B180 del 2009 e una Polo del 2004. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il ministro denuncia azioni Enel (398), Finmeccanica (68), Deutsche Telekom (14) e quote in fondi di investimento: Pioneer Paesi emergenti (1468) per un valore di 15mila euro, Pioneer Ssf Euro (5877), per un valore di 30.000 euro. Ci sono inoltre depositi in Bot/Btp per 150.000 euro, una polizza Generali di 85.000 e obbligazioni per 655.000 euro.

SITO IN TILT Boom di accessi al sito del governo sul quale oggi vengono pubblicati i redditi di ministri e componenti dell'esecutivo. La pagina on line è, per questo motivo, temporaneamente in tilt.

Fonte: Leggo.it

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25/01/2012

Mario Monti è un massone? Se si, ci sarebbero scenari inquietanti per l'Italia...

monti, italia, governo, crisiQualche giorno fa, il presidente del Consiglio Mario Monti, ospite ad una trasmissione di Lilli Gruber, alla domanda se lui fosse massone o meno ha risposto di non sapere nemmeno cosa sia la massoneria.
Poco tempo fa però lessi un articolo che diceva il contrario e descriveva anche un panorama per il nostro Belpaese abbastanza inquietante. L'articolo si intitolava "MARIO MONTI E LA MASSONERIA: UNA RELAZIONE PERICOLOSA PER L'ITALIA". Di seguito lo riporterò quasi per intero:

"Nell’elenco dei 43 massoni italiani che abbiamo pubblicato qualche mese fa (elenco consultabile qui) il nome di Mario Monti c’era.

Il nostro futuro premier, così ben voluto da tutti, è un massone. Ha preso parte alle riunioni segrete del gruppo Bilderberg numerose volte, fa parte della Commissione Trilaterale (la più potente loggia massonica del mondo) ed é membro della Golden Sachs, la più potente banca d’affari dell’intero pianeta, la grande burattinaia dell’intero mercato finanziario internazionale.

La massoneria gestisce l'intera speculazione finanziaria mondiale. La stessa speculazione che ha preso di mira l’Italia e che ci sta facendo sprofondare sempre di più nella recessione.

Mario Monti: Salvatore della Patria o massone doppiogiochista? Avrà più a cuore il suo Paese o la sua loggia massonica? Due interessi pericolosamente contrastanti che confluiscono inquietantemente nella figura del nostro nuovo Capo del Governo.

Il Capo del Governo uscente, l’unico imputato per la crisi economica, in realtà non è il principale artefice della recessione italiana. Lui e le sue fastidiose leggi ad personam, le sue crociate contro quei comunisti dei magistrati e la sua eccessiva fiducia nell’incompetenza reiterata di Tremonti hanno sicuramente contribuito al disastro economico italiano, ma non possono essere le uniche ragioni.

La vera ragione della crisi è la massoneria mondiale. Una cricca di potenti, tanto ricchi da poter creare a piacimento crisi e risanamenti nei conti di una intera nazione. Sono loro che smuovono immense quantità di capitali, che mettono in moto ogni singolo meccanismo speculativo sul mercato finanziario. La morsa che hanno stretto su Gecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, ora sta soggiogando l’Italia.

Il fatto che uno di questi massoni si trovi ora alla guida dell’Italia è una situazione davvero molto pericolosa, perchè a loro interessa il crack finanziario del nostro Paese e ora vedremo il perché.

ANALIZZIAMO IL PROBLEMA:
In questi giorni, ogni volta che il governo prendeva una spallata e iniziava a vacillare pericolosamente, il mercato dava fiducia all’Italia e lo Spread si assestava. Di contro, ad ogni indizio che portava alla stabilità del governo, specie in concomitanza con le dichiarazioni pubbliche di resistenza del Cavaliere, lo Spread volava. È come se il mercato credesse nell’Italia ma non nel suo governo.

È proprio questa la situazione: la massoneria mondiale non gradiva più Silvio Berlusconi. L’ex premier, che ha goduto per tutti gli anni dei suoi mandati dell’appoggio delle logge, era diventato scomodo. Ero uno ostacolo per la “conquista” dell’Italia.

Ecco le tre motivazioni per le quali la massoneria voleva silurare Berlusconi e vuole il tracollo totale della finanza italiana:

PUNTO PRIMO: La politica energetica italiana dà molto fastidio ai confratelli anglo-ebraici-americani. Il cavaliere, per quanto criticabile sul tutti i fronti, è però riuscito a instaurare rapporti commerciali energetici con Libia e Russia. Ucciso Gheddafi è rimasta soltanto la Russia di Putin, l’E.N.I. é in difficoltà, nessun accordo con il nuovo governo libico é stato ancora intavolato. Attualmente, il 30% dell’E.N.I. è in mano pubblica. Un altro 20% lo possiedono gli investitori anglo-ebraici-statunitensi che tirano le fila del mercato globale e che vogliono mettere le loro avide mani, grazie alla crisi economica creata ad arte, sulle decine di miliardi che una maggiore proprietà dell’E.N.I significhebbe. Se l’Italia affonda, deve svendere le sue azioni. Se le svende, i grandi burattinai ci guadagnano.

PUNTO SECONDO: Con quasi 2500 tonnellate di oro, l’Italia possiede la terza maggior riserva di oro al mondo, dopo Stati Uniti e Germania. Il Fort Knox (precisamente 2.451,80 tonnellate) fa gola a molti. Mettere in ginocchio un paese con le tasche così piene d’oro é il sogno di ogni potente speculatore.

PUNTO TERZO: L’Italia é un paese con un importante patrimonio pubblico. Se l’Italia va male lo deve per forza svendere. I capitali stranieri sono voraci in termine di patrimoni pubblici. Ogni volta che un Paese va male, o é scosso da un accadimento che lo ha fortemente indebolito, gli avvoltoi sono lì, sempre pronti per nutrirsi di dsigrazie (fonte: disinformazione.it)" [Vai all'articolo completo]

Ora se si tratta della solita paranoia dei complottisti non lo so. Però ho deciso riportarvelo per onor di cronaca, lasciando a voi la libertà di pensiero a riguardo. 

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14/12/2011

Manovra, a breve nuovo aumento del prezzo delle sigarette ed ecco...

fumo, crisi, monti, governo, sigaretta, aumentoDiventa più leggera la tassa sulle auto e le barche di lusso e le mancate entrate potranno arrivare da un aumento delle sigarette. Lo prevede un emendamento dei relatori alla manovra, approvato dalle commissioni della Camera. Testo del decreto legge sulla manovra all'esame dell'Aula prevede che l'addizionale erariale della tassa automobilistica sia ridotta al 60%, al 30% e al 15% dopo, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione del veicolo e che passati i 20 anni non sia più dovuta. Per barche la tassa è ridotta del 15%, del 30% e del 45% decorsi, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione. Di conseguenza si introduce, «la previsione di una clausola di copertura - si legge nel testo - in base alla quale con decreto direttoriale della Amministrazione autonoma dei monopoli è rideterminata l'aliquota dell'accisa del tabacco da fumo in misura tale da conseguire un gettito pari all'onere derivante dal comma»

Fonte: Leggo.it

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30/11/2011

Emergenza rifiuti a Napoli, ministro Clini: "Non escludo l'invio dell'esercito"

napoli, emergenza rifiuti, governoIl ministro dell'Ambiente Corrado Clini sabato prossimo sarà a Napoli per affrontare l'emergenza rifiuti. ''La situazione è di nuovo al limite'', ha annunciato nel corso di un'audizione alla commisione Ambiente alla Camera. Clini non esclude ''il contributo delle forze dell'ordine e dell'esercito qualora si verifichino situazioni eccezionali e non negoziabili come a Napoli''.
Secondo il ministro comunque, "forse vale la pena di cominciare a ragionare su opzioni tecnologiche e ambientali che in altre regioni italiane e in altri Paesi, dove vengono trasportati i rifiuti, funzionano". "Bisogna sgombrare il campo da obiezioni tecniche e non politiche che sono due cose diverse - ha continuato nel corso dell'audizione - Nelle regioni in emergenza o vicine all'emergenza la misura più efficace e rapida è dare vita alla raccolta differenziata dei rifiuti finalizzata al recupero, - ha proseguito - una raccolta che si leghi a un ciclo economico è assolutamente utile". Il ministro ha fatto riferimento anche al fatto che laddove operi la criminalità organizzata, servano "soluzioni eccezionali e non negoziabili". In riferimento a Napoli ancora, Clini ha criticato lo sciopero delle nettezza urbana di due giorni fa. "A chi conviene? - ha detto - quali sono gli effetti?". E per quanto riguarda gli impianti, i termovalorizzatori ha parlato di fare chiarezza "dell'annosa questione della localizzazione: ci sono inceneritori che in centri di alcune città sia in Italia sia in Europa, come a Brescia, Milano, Copenaghen funzionano, escludo che ci siano nicchie biologiche che non consentano la localizzazione degli impianti".

Fonte: Adnkronos

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17/11/2011

Ministero della Coesione al posto di quello del Federalismo e la Lega si infuria...

governo, monti, italiaCinquantuno minuti: dalle 13.38 alle 14.29. È il tempo che passa dalla nomina del nuovo ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e la durissima nota di Roberto Calderoli che boccia senza riserve il governo Monti: "Se il buongiorno si vede dal mattino allora è notte fonda", tuona l'ex responsabile della Semplificazione normativa. Il primo atto del professore, la presentazione della lista, viene visto come una provocazione dai lumbard: nessun riferimento al federalismo e, in particolare, la scomparsa del ministero delle Riforme.

Nasce il dicastero della Coesione Come se non bastasse, il dicastero retto da Umberto Bossi fino a qualche giorno fa, viene sostituito da un nuovo ministero con un nome che non lascia spazio ad equivoci e la dice lunga sulle idee del neo-premier in merito: Coesione territoriale. È troppo per il Carroccio. "Significa aver creato il ministero del centralismo. Sarò felice di votare contro la fiducia al prossimo Esecutivo", annuncia Calderoli per il quale "il Nord non potrà accettare questo ennesimo schiaffo". La Lega è in fermento, particolarmente critica nei confronti del nuovo esecutivo. Il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni si fa portavoce del sentimento della base. Punta il dito contro "la presenza ingombrante delle grandi banche" e sottolinea che "l'80% dei ministri è composto da docenti universitari, funzionari pubblici e burocrati di alto rango che prendono lo stipendio dallo Stato" e poi "chiedono i sacrifici alla povera gente". "Sentiremo che cosa dirà domani il governo ma quello che vediamo adesso lascia pensare molto", spiega Reguzzoni. È tutta la Lega ad insorgere contro il nuovo governo. "La nomina di Monti equivale ad un colpo di Stato, messo in atto sotto gli occhi di tutti", dice il deputato Corrado Callegari. Anche il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota esprime un "giudizio politico non positivo". "Se Monti voleva la certezza del nostro voto contrario al suo governo ha fatto tutto il possibile", sintetizza il parlamentare Paolo Grimoldi.

A rischio alleanza Pdl-Lega La svolta all'opposizione della Lega mette a rischio l'alleanza dei lumbard con il Pdl, che invece appoggia il governo Monti. Ieri, l'ex ministro Roberto Maroni lo ha detto chiaramente. Oggi, Calderoli lo ribadisce con toni più morbidi: "Pdl e Pd non lo hanno ancora capito ma saranno loro i primi ad essere danneggiati dal nuovo governo - dice - Bella operazione di masochismo". Intanto, ci si prepara all'opposizione. L'appuntamento è per il 4 dicembre per la riapertura del parlamento padano (probabilmente a Vicenza ma la sede deve ancora essere stabilita). La 'lunga marcià delle 'camicie verdi' inizia lì.

Fonte: Il Tempo

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09/11/2011

Dario Fo: "Dimissioni di Berlusconi sono una trappola", Checco Zalone: "Nemmeno io ci credo"

intervista, berlusconi, crisi, governo, dimissioniL'attualità politica tiene banco alla consegna dei Premi De Sica 2011, che questa mattina hanno riunito al Quirinale i grandi protagonisti dello spettacolo. Da Dario Fo a Checco Zalone passando per il regista Giuliano Montaldo molti degli artisti presenti hanno rilasciato dichiarazioni sulla situazione politica attuale del Paese.
"Ho parlato con molti amici e tutti sono d'accordo sul fatto che Berlusconi sta giocando una trappola" ha affermato Dario Fo a margine della premiazione. Secondo l'attore premio Nobel "due settimane sono lunghe e Berlusconi spera di vedersi scannare tra loro le sinistre, che si devono confrontare su una proposta che è una macelleria economica e sociale". Riferendosi al presidente Napolitano Fo ha poi aggiunto: "Speriamo che il presidente si illumini d'immenso: secondo me lui ha già capito, ora ci vuole la forza di gestire questo momento senza cadere in trappola". Molto dubbiosa sulla veridicità delle dimissioni di Berlusconi è Mariangela Melato: "Non ci credo ma faccio la danza della pioggia giorno e notte perché si dimetta: intanto ci spero, perché peggio di così non può andare" ha affermato l'attrice.
Altre due grandi signore dello spettacolo italiano esprimono i loro dubbi a margine della premiazione al Quirinale: secondo l'attrice Pamela Villoresi "c'è il rischio che la smania di protagonismo prevalga ancora sul bene comune, ma la situazione non può essere prorogata in nessun modo: ormai siamo tutti sfiduciati verso la classe politica" ha detto, mentre Carla Fracci ha affermato: "Siamo tutti sospesi e in attesa che possa cambiare qualcosa per noi italiani e la nostra cultura".
Nella giornata di oggi neanche i comici si sono tirati indietro alla richiesta di commentare l'attualità politica. "Non ci credo alle dimissioni" ha detto seccamente Checco Zalone, che ha poi sottolineato: "Oggi mi rassicura il pragmatismo del nostro Presidente della Repubblica". Grande affidamento su Napolitano lo fa anche Christian De Sica: "Io seguo i premi da molti anni e l'applauso per il Presidente oggi è stato più forte: siamo tutti spaventati, e Napolitano è l'unica figura che rasserena". Così la pensa anche un grande vecchio dello spettacolo, Giuliano Montaldo, che ha appena presentato al Festival di Roma il film "L'industriale", che parla proprio della crisi economica in Italia: "Napolitano è stata sempre una luce chiara in questo periodo" ha detto, esprimendo poi un auspicio: "Spero di non dover più andare in giro per il mondo per sentirmi dire - Cosa state combinando? - La derisione che ho raccolto in questi anni mi ha addolorato. Chiunque arriverà ora al governo dovrà chiedere sacrifici: bisogna solo rimboccarsi le maniche, riprendersi da questo sbandamento e ricostruire il Paese con progetto concreto" ha concluso.

Fonte: Virgilio Notizie

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07/11/2011

Berlusconi insiste: "Non mi dimetto", ma ecco i possibili spiragli...

berlusconi, crisi, governoOre contate per Silvio Berlusconi. Dodici, ventiquattro, quarantotto. Bobo Maroni l’ha già licenziato: ''Viste le ultime notizie – ha detto il Ministro degli Interni da Fabio Fazio, a Che tempo che fa – la maggioranza non c’è più''. E ancora: ''Il problema serio è dentro il Pdl, quindi: o il Pdl riesce a ricompattare le fila oppure dovremo prendere atto che non c'è più la maggioranza, molto laicamente. In politica si vince e si perde''.

La fatal Carlucci, Gabriella, non Milly, una delle fedelissime del Premier, che anche lei ha deciso di far fagotto e uscire dal Pdl per trasferirsi armi e bagagli dal Ferdi, Pier Ferdinando Casini, Udc. Lei che se n’è andata per ultima anche se a Silvio non l’ha detto, “perché gli voglio troppo bene”, come ha spiegato ai cronisti.

POI PARLA BERLUSCONI: NON MI DIMETTO
Lui intanto, Silvio Berlusconi, dal suo bunker ha fatto sapere al quotidiano Libero, sull’edizione on line, che lui (ancora, aggiungiamo noi) non molla. Lui non si dimette. Perché dovrebbe? “La fiducia sulla lettera presentata a UE e BCE c’è”, ha detto, intimando: “Vedremo chi vota contro, voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi".

"Non capisco come siano circolate le voci delle mie dimissioni – ha aggiunto - sono destituite di ogni fondamento". Un’affermazione che successivamente è stata confermata anche dal capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.

Vedremo domani gli sviluppi, così come seguiremo in tempo reale l’evolversi di questa drammatica giornata. 

BERLUSCONI CADE: QUESTE LE SOLUZIONI PIU’ ATTENDIBILI

Lo diciamo subito: fare ipotesi attendibili sul futuro dell’esecutivo è impossibile. Però si può tentare di esplorare gli scenari plausibili, quelli che sono stati sollevati dalle varie parti in causa.

La prima ipotesi è quella di un governo tecnico di transizione: è la soluzione che piace all’opposizione, che ci vedrebbe bene alla guida un Mario Monti (sponsor: Bersani, e questo la dice lunga sulla fattibilità di questa opzione). Un governo tecnico il cui premier non sia un esponente politico, in grado di portare avanti soluzioni per il rilancio dell’economia – come se fosse facile – e che tra gli intenti dovrebbe mettere anche la nuova legge elettorale, per poter poi andare alle urne. L’ipotesi pare irrealizzabile sia per il niet della Lega, sia per l’ostilità dello stesso Berlusconi e dei suoi fedelissimi: per essere realizzata avrebbe bisogno di una base ben maggiore di “scontenti” tra le fila del Pdl.

Altra soluzione, che viene propugnata da tempo dal terzo polo, lanciata da Casini già da tempo, è quella del famoso governo di unità nazionale. Berlusconi dovrebbe fare un passo indietro, l’esecutivo dovrebbe essere di natura politica e non tecnica, aperto alla partecipazione di un po’ tutti i partiti dell’arco costituzionale. Infilarci dentro l’Italia dei Valori sarebbe però estremamente difficile, e non è detto che la Lega appoggerebbe una soluzione simile: Bossi e co. da tempo sostengono che l’unica alternativa è quella di tornare al voto. Il nuovo premier, con uno scenario di questo genere, potrebbe essere l’immarcescibile Gianni Letta, o perché no, Renato Schifani. Che sono poi gli stessi nomi per un’altra ipotesi di rimpastone, quella che vedrebbe l’ingresso nella maggioranza da parte dell’Udc (ma perché poi dovrebbe farlo?), soluzione che avrebbe come prerequisito assoluto il passo indietro del Cav. Si tratta di una ipotesi che però convince molto poco.

Resta poi lo scenario delle elezioni: subito, cioè a gennaio visti i tempi tecnici per lo scioglimento delle camere eccetera, oppure a marzo. In ogni caso resterebbe lo scoglio della legge elettorale, e la necessità per Pdl e Lega di sperare in un recupero di consensi prima del voto che spingerebbe ad allungare i tempi della crisi.

Fonte: Sanmarinofixing

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21/09/2011

La Russa contestato dalla polizia: "Vattene, buffone!" (GUARDA IL VIDEO)

''Buffone, vergogna, parassiti''. Con queste parole il ministro della Difesa Ignazio La Russa è stato pesantemente contestato questa mattina davanti Montecitorio dove i sindacati di Siap, Silp Cgil, Coisp e Anfp si sono riuniti per ''manifestare il dissenso dei poliziotti nei riguardi di un governo che con quest'ultima manovra finanziaria ha saputo prevedere ulteriori tagli alle risorse destinate alla sicurezza del paese, piuttosto che investimenti e che ha oltremodo offeso la specificità del loro lavoro non prevedendo a tal riguardo alcun sostegno economico ma tutt'altro''. 
Al grido di «Buffone, vattene!», «Picchiatore fascista» e «Vai a lavorare» il ministro della Difesa è stato dunque contestato dai sindacati. La Russa si è comunque avvicinato ai manifestanti rassicurandoli: “Quando c’è la polizia vi seguo sempre. Quelli che stanno insultando penso che non appartengano alla vostra categoria. Con il ministro Maroni ce la metteremo tutta per venirvi incontro, ma – ha detto infine il ministro – in un momento di difficoltà come questo non si può fare tutto”.

Ecco il video della contestazione:

Fonte: Leggo.it

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08/09/2011

Sacconi, barzelletta su suore violentate per spiegare la manovra: donne protestano

polemica, governo, scalporePer spiegare l'articolo 8 della Manovra, quello tanto contestato sul lavoro, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha tirato in ballo una 'storiella' sulle suore. Parlando dal palco di Atreju, la festa dei giovani del Pdl a Roma, Sacconi ha fatto un "esempio un po' blasfemo - come lui stesso ha ammesso - per rispondere alla Cgil rispetto agli scenari apocalittici che ha fatto".
Per esemplificare il rapporto fra aziende e lavoratori Sacconi ha scelto una storiella che ha per protagoniste un gruppo di suore violentate: "Vale quanto disse una suora in un convento del '600 dove entrarono dei briganti che violentarono tutte le suore tranne una". Il Sant'Uffizio, conclude Sacconi, interrogò quest'ultima e le chiese: 'Come mai non è stata violentata?' e lei rispose 'perchè ho detto di no'".
«In nessun altro Paese del mondo democratico un esponente di governo sceglierebbe la metafora dello stupro - incompatibile con qualunque forma di ironia - per esprimere una sua valutazione politica, svelando la sua visione del rapporto tra donne e uomini». Lo afferma in una nota il Comitato delle donne Senonoraquando commentando la barzelletta raccontata ieri dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. «La violenza dello stupro - si legge nella nota - è la forma più brutale di negazione dell'altro. Non comprende nessuna forma di linguaggio, non ammette nessun sì e nessun no. Come scrisse in occasione del 13 febbraio Suor Rita Giarretta, ripetiamo tutte insieme al Ministro Sacconi: Non ti è lecito».

Fonte: Leggo.it

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