19/03/2012
Ecco i 20 nomi più diffusi in Italia. Al primo posto c'è...
La classifica, che riporta dati nazionali, è stata ripresa da un elenco telefonico italiano di parecchi anni fa: si nota che si tratta di dati ''superati'' anche perchè tra i primi 20 nomi non c'è nessuno dei nomi più utilizzati per i bambini nel corso degli ultimi anni (vedi ad esempio la classifica del 2009 e la classifica del 2008 secondo l'ISTAT) e nonostante l'Italia sia un paese molto anziano è difficile che nessuno di questi nomi sia ancora entrato in classifica.
In attesa di aggiornamenti da parte dell'ISTAT possiamo considerare questi come una buona approssimazione dei nomi più diffusi tra la popolazione italiana con oltre 40 anni di età.
| Maschili | Femminili | |
|---|---|---|
| 1 | Giuseppe | Maria |
| 2 | Giovanni | Anna |
| 3 | Antonio | Giuseppina |
| 4 | Mario | Rosa |
| 5 | Luigi | Angela |
| 6 | Francesco | Giovanna |
| 7 | Angelo | Teresa |
| 8 | Vincenzo | Lucia |
| 9 | Pietro | Carmela |
| 10 | Salvatore | Caterina |
| 11 | Carlo | Francesca |
| 12 | Franco | Anna Maria |
| 13 | Domenico | Antonietta |
| 14 | Bruno | Carla |
| 15 | Paolo | Elena |
| 16 | Michele | Concetta |
| 17 | Giorgio | Rita |
| 18 | Aldo | Margherita |
| 19 | Sergio | Franca |
| 20 | Luciano | Paola |
Fonte: Nomix
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14:03 netslash2010 in sondaggi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: statistiche, indagine, italia
07/03/2012
Obeso viene colpito da infarto, cade e schiaccia il figlio
Ha ucciso schiacciandolo il figlioletto di un anno e mezzo dopo essergli finito addosso a seguito di un infarto che ha causato la sua morte. È accaduto a Campagnola di Zevio.
LA VICENDA. L'uomo, del peso di 150 kg, stava cambiando il pannolino al figlio. All'improvviso è stato colpito da un infarto fulminante ed è stramazzato sul piccolo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Verona.
L'UOMO. L'uomo si chiamava Emiliano Cimini, 38 anni, originario di Frosinone. Suo figlio si chiamava David. Al momento della tragedia, secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri di Verona, l'uomo si trovava solo in casa con il piccolo e gli altri due figli di 5 e 7 anni. La madre, una nigeriana, qualche giorno fa era partita per il suo paese d'origine per far visita ai parenti.
LA SCOPERTA. A scoprire la tragedia è stato il comandante della stazione dei carabinieri di Zevio che, abituato ad incontrare Cimini in paese più volte al giorno si è insospettito non vedendolo in circolazione. Si è quindi recato verso l'abitazione dell'uomo. Qui non ricevendo alcuna risposta, pur avendo suonato il campanello più volte e udendo voci concitate di bambini, ha deciso di entrare di forza nell'abitazione e trovato il cadavere. Toccherà ora al medico legale stabilire l'ora della morte di Cimini. Gli altri due figli, non essendoci parenti della coppia che vivono nella zona, sono stati temporaneamente affidati ad un istituto per minori, in attesa di rintracciare la madre.
Fonte: Voceditalia.it
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14:50 netslash2010 in cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: italia, notizie, morte
25/01/2012
Mario Monti è un massone? Se si, ci sarebbero scenari inquietanti per l'Italia...
Qualche giorno fa, il presidente del Consiglio Mario Monti, ospite ad una trasmissione di Lilli Gruber, alla domanda se lui fosse massone o meno ha risposto di non sapere nemmeno cosa sia la massoneria.
Poco tempo fa però lessi un articolo che diceva il contrario e descriveva anche un panorama per il nostro Belpaese abbastanza inquietante. L'articolo si intitolava "MARIO MONTI E LA MASSONERIA: UNA RELAZIONE PERICOLOSA PER L'ITALIA". Di seguito lo riporterò quasi per intero:
"Nell’elenco dei 43 massoni italiani che abbiamo pubblicato qualche mese fa (elenco consultabile qui) il nome di Mario Monti c’era.
Il nostro futuro premier, così ben voluto da tutti, è un massone. Ha preso parte alle riunioni segrete del gruppo Bilderberg numerose volte, fa parte della Commissione Trilaterale (la più potente loggia massonica del mondo) ed é membro della Golden Sachs, la più potente banca d’affari dell’intero pianeta, la grande burattinaia dell’intero mercato finanziario internazionale.
La massoneria gestisce l'intera speculazione finanziaria mondiale. La stessa speculazione che ha preso di mira l’Italia e che ci sta facendo sprofondare sempre di più nella recessione.
Mario Monti: Salvatore della Patria o massone doppiogiochista? Avrà più a cuore il suo Paese o la sua loggia massonica? Due interessi pericolosamente contrastanti che confluiscono inquietantemente nella figura del nostro nuovo Capo del Governo.
Il Capo del Governo uscente, l’unico imputato per la crisi economica, in realtà non è il principale artefice della recessione italiana. Lui e le sue fastidiose leggi ad personam, le sue crociate contro quei comunisti dei magistrati e la sua eccessiva fiducia nell’incompetenza reiterata di Tremonti hanno sicuramente contribuito al disastro economico italiano, ma non possono essere le uniche ragioni.
La vera ragione della crisi è la massoneria mondiale. Una cricca di potenti, tanto ricchi da poter creare a piacimento crisi e risanamenti nei conti di una intera nazione. Sono loro che smuovono immense quantità di capitali, che mettono in moto ogni singolo meccanismo speculativo sul mercato finanziario. La morsa che hanno stretto su Gecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, ora sta soggiogando l’Italia.
Il fatto che uno di questi massoni si trovi ora alla guida dell’Italia è una situazione davvero molto pericolosa, perchè a loro interessa il crack finanziario del nostro Paese e ora vedremo il perché.
ANALIZZIAMO IL PROBLEMA:
In questi giorni, ogni volta che il governo prendeva una spallata e iniziava a vacillare pericolosamente, il mercato dava fiducia all’Italia e lo Spread si assestava. Di contro, ad ogni indizio che portava alla stabilità del governo, specie in concomitanza con le dichiarazioni pubbliche di resistenza del Cavaliere, lo Spread volava. È come se il mercato credesse nell’Italia ma non nel suo governo.
È proprio questa la situazione: la massoneria mondiale non gradiva più Silvio Berlusconi. L’ex premier, che ha goduto per tutti gli anni dei suoi mandati dell’appoggio delle logge, era diventato scomodo. Ero uno ostacolo per la “conquista” dell’Italia.
Ecco le tre motivazioni per le quali la massoneria voleva silurare Berlusconi e vuole il tracollo totale della finanza italiana:
PUNTO PRIMO: La politica energetica italiana dà molto fastidio ai confratelli anglo-ebraici-americani. Il cavaliere, per quanto criticabile sul tutti i fronti, è però riuscito a instaurare rapporti commerciali energetici con Libia e Russia. Ucciso Gheddafi è rimasta soltanto la Russia di Putin, l’E.N.I. é in difficoltà, nessun accordo con il nuovo governo libico é stato ancora intavolato. Attualmente, il 30% dell’E.N.I. è in mano pubblica. Un altro 20% lo possiedono gli investitori anglo-ebraici-statunitensi che tirano le fila del mercato globale e che vogliono mettere le loro avide mani, grazie alla crisi economica creata ad arte, sulle decine di miliardi che una maggiore proprietà dell’E.N.I significhebbe. Se l’Italia affonda, deve svendere le sue azioni. Se le svende, i grandi burattinai ci guadagnano.
PUNTO SECONDO: Con quasi 2500 tonnellate di oro, l’Italia possiede la terza maggior riserva di oro al mondo, dopo Stati Uniti e Germania. Il Fort Knox (precisamente 2.451,80 tonnellate) fa gola a molti. Mettere in ginocchio un paese con le tasche così piene d’oro é il sogno di ogni potente speculatore.
PUNTO TERZO: L’Italia é un paese con un importante patrimonio pubblico. Se l’Italia va male lo deve per forza svendere. I capitali stranieri sono voraci in termine di patrimoni pubblici. Ogni volta che un Paese va male, o é scosso da un accadimento che lo ha fortemente indebolito, gli avvoltoi sono lì, sempre pronti per nutrirsi di dsigrazie (fonte: disinformazione.it)" [Vai all'articolo completo]
Ora se si tratta della solita paranoia dei complottisti non lo so. Però ho deciso riportarvelo per onor di cronaca, lasciando a voi la libertà di pensiero a riguardo.
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12:47 netslash2010 in curiosità, politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: monti, italia, governo, crisi
18/01/2012
Capitano De Falco: "Ho fatto solo il mio dovere. Dal tono ho capito che Schettino mentiva"
Il capitano De Falco passerà alla storia per questa frase intimata al telefono, all’1,46 di sabato mattina: «Vada a bordo! È un ordine... Cosa vuole fare? Vuole andare a casa? Guardi Schettino che lei forse si è salvato dal mare, ma io le porto veramente male. Io le faccio passare dei guai... Vada a bordo! Lei ora torna sulla prua della nave tramite la biscagina, e mi dice cosa si può fare, quante persone ci sono e di cosa hanno bisogno. Ora!». Alla stessa ora, dall’altra parte del telefono, il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino bofonchiava mezze frasi imbarazzanti, nella notte della tragedia: «Capitano, si rende conto che è buio e che qui non vediamo niente...».
Troppo facile, adesso. Il confronto così stridente. Il capitano Gregorio De Falco è già diventato come Simone Farina, il calciatore che non si è venduto nel marasma del calcioscommesse. Un esempio. L’incarnazione di un agognato e rapido riscatto collettivo. Ma il bello è che anche lui, come il terzino del Gubbio, preferirebbe non parlare. Non si celebra la normalità. «Non è il momento di fare interviste - dice De Falco - e poi ci sono ancora dei corpi da recuperare...». Dopo la Laurea a Milano, è stato in servizio a Mazara del Vallo, poi a Santa Margherita Ligure. Ha 46 anni, da cinque è a Livorno. Ha due figlie, Maria Rosaria e Carla. Adora andare in moto. «Ma ancora di più ama il suo mestiere. Davvero. C’è sempre. È un collega estremamente benvoluto e disponibile» dice il comandante di Livorno, Francesco Paolillo. Adesso, però, gli si chiede una disponibilità forse eccessiva.
Tutte le testate italiane lo stanno cercando e lo riveriscono. Il capitano De Falco riceve un milione di telefonate, scarica due volte il cellulare. Ogni tanto, per esasperazione, dice mezze frasi: «Sabato notte in sala operativa eravamo in cinque, la squadra migliore che potessi avere. Ciononostante non è bastato...». Oppure: «Si sentiva dalla voce che il capitano della Concordia non era sincero. Ma non è la prima volta che un comandante in difficoltà cerca di sminuire la situazione». C’è stato un momento in cui le cose potevano ancora cambiare. Ed era proprio in mezzo a quelle frasi concitate, mentre un capitano abbandonava la nave e l’altro lo richiamava all’ordine. Forse lì potevano essere salvate altre vite. A questo pensa il capitano De Falco. E ci pensa con tormento. Mentre vogliono trascinarlo in diretta tv. «Siamo qui con le telecamere, se non c’è De Falco non si fa niente...».
Vogliono sentire ancora quella voce autorevole, vagamente paterna. Tutti lo cercano e chiedono ragioni. «Non ci sono divieti da parte nostra - spiega il comandante di vascello Vittorio Alessandro - è proprio lui che preferirebbe evitare». Il comandante Alessandro è un ufficiale estremamente colto e gentile, già conosciuto nelle notti tragiche di Lampedusa. Si occupa della comunicazione della Guardia Costiera. E del capitano De Falco, dice: «Non lo conoscevo personalmente. Ma in questi giorni ci siamo sentiti spesso. Mi è piaciuto molto. È davvero arrabbiato. Davvero non vuole parlare perché ritiene di aver fatto niente di eccezionale».
Sì, ma poi si sa come vanno le cose. È molto probabile che presto, molto presto, «il capitano buono» dovrà cedere alle pressioni. E non sono a quelle mediatiche. Dovrà mettere la sua faccia per riscattare la nazione. Gli assegneranno il compito di restituire l’onore a chi va per mare, e lui lo assolverà come ha sempre fatto. Ma se è vero quello che raccontano del capitano De Falco, sappiate che questo è l’unico ordine a cui avrebbe preferito ammutinarsi.
Fonte: La Stampa
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10:33 netslash2010 in cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: naufragio costa concordia, incidente, italia
17/11/2011
Ministero della Coesione al posto di quello del Federalismo e la Lega si infuria...
Cinquantuno minuti: dalle 13.38 alle 14.29. È il tempo che passa dalla nomina del nuovo ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e la durissima nota di Roberto Calderoli che boccia senza riserve il governo Monti: "Se il buongiorno si vede dal mattino allora è notte fonda", tuona l'ex responsabile della Semplificazione normativa. Il primo atto del professore, la presentazione della lista, viene visto come una provocazione dai lumbard: nessun riferimento al federalismo e, in particolare, la scomparsa del ministero delle Riforme.
Nasce il dicastero della Coesione Come se non bastasse, il dicastero retto da Umberto Bossi fino a qualche giorno fa, viene sostituito da un nuovo ministero con un nome che non lascia spazio ad equivoci e la dice lunga sulle idee del neo-premier in merito: Coesione territoriale. È troppo per il Carroccio. "Significa aver creato il ministero del centralismo. Sarò felice di votare contro la fiducia al prossimo Esecutivo", annuncia Calderoli per il quale "il Nord non potrà accettare questo ennesimo schiaffo". La Lega è in fermento, particolarmente critica nei confronti del nuovo esecutivo. Il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni si fa portavoce del sentimento della base. Punta il dito contro "la presenza ingombrante delle grandi banche" e sottolinea che "l'80% dei ministri è composto da docenti universitari, funzionari pubblici e burocrati di alto rango che prendono lo stipendio dallo Stato" e poi "chiedono i sacrifici alla povera gente". "Sentiremo che cosa dirà domani il governo ma quello che vediamo adesso lascia pensare molto", spiega Reguzzoni. È tutta la Lega ad insorgere contro il nuovo governo. "La nomina di Monti equivale ad un colpo di Stato, messo in atto sotto gli occhi di tutti", dice il deputato Corrado Callegari. Anche il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota esprime un "giudizio politico non positivo". "Se Monti voleva la certezza del nostro voto contrario al suo governo ha fatto tutto il possibile", sintetizza il parlamentare Paolo Grimoldi.
A rischio alleanza Pdl-Lega La svolta all'opposizione della Lega mette a rischio l'alleanza dei lumbard con il Pdl, che invece appoggia il governo Monti. Ieri, l'ex ministro Roberto Maroni lo ha detto chiaramente. Oggi, Calderoli lo ribadisce con toni più morbidi: "Pdl e Pd non lo hanno ancora capito ma saranno loro i primi ad essere danneggiati dal nuovo governo - dice - Bella operazione di masochismo". Intanto, ci si prepara all'opposizione. L'appuntamento è per il 4 dicembre per la riapertura del parlamento padano (probabilmente a Vicenza ma la sede deve ancora essere stabilita). La 'lunga marcià delle 'camicie verdi' inizia lì.
Fonte: Il Tempo
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15:34 netslash2010 in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: governo, monti, italia
20/09/2011
Miss Italia 2011, vince Stefania Bivone
Miss Italia 2011 ha finalmente un nome: la fascia della più bella è andata a Stefania Bivone. Stefania è nata a Reggio Calabria il 15/05/1993 ed è residente a Sinopoli (RC). Alta m.1,79, occhi marroni, capelli castani, studentessa al liceo scientifico, aspira a laurearsi in Giurisprudenza, ma vorrebbe affermarsi nel campo dello spettacolo invece come cantante o modella.
Stefania ha spiegato di aver partecipato alle prime selezioni di Miss Italia quasi per gioco, e quando ha ottenuto il titolo di Miss Calabria ha cominciato a credere davvero nell’opportunità offerta dal concorso. Vogliamo ricordare che la miss non vince un premio in denaro ma contratti di lavoro, oltre a premi offerti dagli sponsor. Si classifica seconda Mayra Pietrocola, mentre terza è Sarah Baderna, ripescata dalla giuria tecnica/spettacolo.
Ad un passo dal podio Erika Bufano, quarta classificata, seguita da Dalila Pasquariello, Jeanette Giuseppa Sammartino e Maria Ludovica Perissinotto. Fischiate dal pubblico presente al palazzetto in particolare le uscite di Dalila Pasquariello (miss Campania) e Maria Ludovica (miss Abruzzo). Un lungo cammino che ha portato all'elezione della nuova reginetta, cominciato a Montecatini già il 25 agosto scorso, a partire da un gruppo di 233 bellissime fino ad arrivare all'esito finale di questa sera.
Una serata quella appena trascorsa come al solito ricca di emozioni, nonostante le polemiche suscitate nel pomeriggio di oggi alla luce dei risultati poco confortanti da parte dell'Auditel della prima serata. Dall'assegnazione delle fasce satellite, al nome delle 5 finaliste, alle quali poi si sono aggiunte le due 'ripescate', Sarah Baderna - preferita dalla giuria tecnica/spettacolo - e Dalila Pasquariello, vincitrice al televoto di salvataggio, si è assistito ad un susseguirsi di emozioni - culminate, oltre che nel momento finale, nell'esibizione live di Giorgia -, ma anche 'morbide' contestazioni che hanno allungato lo spettacolo fino all'una.
Fonte: La Nazione
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01:09 netslash2010 in cinema e tv | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: miss, italia, 2011
03/08/2011
La Sacra Bibbia è il libro più diffuso nel mondo, ma in Italia è poco letto
È libro più diffuso e tradotto al mondo, in oltre 2.400 lingue diverse. Un record. Ma in Italia - come in altri paesi cattolici - la Bibbia resta un oggetto misterioso. Così un'indagine Eurisko, commissionata dalla Federazione Biblica Cattolica e presentata in Vaticano, fotografava nel 2008 il livello di conoscenza del testo sacro che è uno dei cardini della religione cristiana. A tre anni di distanza c'è da scommettere che poco sia cambiato e lo studio torna d'attualità dopo le parole pronunciate oggi dal papa, che ha invitato a leggere la Bibbia durante le vacanze. L'indagine poggia su un campione di 13 mila persone interpellate, suddivise in nove paesi: Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda, Francia, Germania, Italia, Spagna, Polonia e Russia. Ad esempio solo il 14% degli italiani intervistati ha risposo esattamente ad alcune domande di conoscenza base della Bibbia: i Vangeli sono parte della Bibbia? Gesù ha scritto libri della Bibbia? Chi tra Mosè e Paolo era un personaggio dell'Antico Testamento? Chi ha scritto un vangelo tra Luca, Giovanni, Paolo e Pietro? Le cose, per la verità, non sono andate molto meglio negli altri Paesi: solo il 17% ha preso pieni voti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, il 15% in Germania, l'11% in Francia, l'8% cento in Spagna. I più bravi nella classifica sono risultati i polacchi, con un 20%, e i più ignoranti i russi con appena il 7%. L'Italia si è piazzata negli ultimi posti anche come lettura della Bibbia in generale: se il 75% degli statunitensi afferma di aver letto un brano biblico negli ultimi 12 mesi, solo il 27% degli italiani può dire lo stesso. Peggio stanno altri due Paesi cattolici, la Francia (il 21%) e la Spagna (il 20%). Agli italiani piace molto ascoltare le omelie e le prediche, seguire in tv le trasmissioni religiose e pregare con parole proprie, più che trascorrere il proprio tempo sui libri sacri. Tuttavia gli italiani, che pure si proclamano cattolici all'88%, non si sono distinti nemmeno per la partecipazione ai riti religiosi: solo il 32% frequenta assiduamente le chiese, contro un 55% dei polacchi e un 45% degli statunitensi. Tra gli ortodossi russi solo il 6% va a messa ogni domenica. Altissima invece la percentuale di credenti italiani che ha la sensazione di godere della protezione di Dio (il 79%); in Polonia sono il 79%, in Russia il 78%. In Francia solo il 47%. Interessanti anche i dati su come vada interpretata la Bibbia, se in modo fondamentalista (cioè presa alla lettera) o critico: per il 27% negli Stati Uniti, il 23% in Italia, il 34% in Polonia e il 21 % in Russia, i testi biblici vanno considerati «parola di Dio» alla lettera. Se l'inchiesta statistica fotografa un presente segnato da molta confusione e ignoranza, gli italiani sembrano ben disposti a migliorarsi sul fronte biblico nel futuro: il 28% degli ritiene che la Bibbia dovrebbe essere studiata nelle scuole, e il 34% è abbastanza favorevole a questa idea. Totalmente contrario a un simile progetto solo l'11% degli intervistati, mentre «abbastanza in disaccordo» si dichiarava il 10%.
Fonte: Leggo.it
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16:39 netslash2010 in curiosità, sondaggi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sacra scrittura, indagine, statistiche, italia
07/04/2011
Prandelli: "Per lo scudetto, tifo Napoli", ma Galliani non ci sta...
Questa Adriano Galliani non l'ha proprio mandata giù. Le dichiarazioni di Cesare Prandelli non sono proprio piaciute al vicepresidente e amministratore delegato del Milan che ha palesato il suo disappunto al presidente della Figc Giancarlo Abete. "Per lo scudetto, tifo Napoli", aveva ammesso con la consueta serenità il tecnico di Orzinuovi. Un gradimento di parzialità che ha dei precedenti e ha suscitato disappunto all'esponente del club di via Turati.
In una telefonata al massimo responsabile della federazione azzurra Antonio abete, Galliani ha fatto le sue rimostranze: "Il ct della nazionale non può fare il tifo per nessuno", questo il punto di vista dell'esperto dirigente milanista. Immediata la controreplica del ct Prandelli consegnata alle agenzie: ""Non tifo per nessuno, vinca il migliore, mi dispiace che Galliani e i milanisti si siano risentiti. Dico solo che il Napoli che va bene è un fenomeno positivo per il calcio italiano".
Una polemica imprevista se è vero che in passato anche Marcello Lippi, ex selezionatore, aveva espresso le sue preferenze in chiave scudetto sulla Juventus, senza che il fatto avesse sollevato levate di scudi o particolari prese di posizione.
La sua protesta formale sembra segno evidente di un forte nervosismo in casa rossonera. O forse Galliani, considerando l'ambiente in cui si trova e gli alti vertici con cui deve fare i conti, è poco incline al concetto "libertà di espressione"?
Fonte: Virgilio Sport
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10:30 netslash2010 in sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: calcio, serie a, prandelli, italia, scudetto, napoli
17/03/2011
L'unità d'Italia
Nel milleottocento l'Italia non era unita come la conosciamo oggi, ma divisa in tanti piccoli stati: il Regno Lombardo-Veneto, il Regno di Sardegna, lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie, i Ducati di Modena, Massa e Carrara, di Lucca e di Parma, il Granducato di Toscana. Buona parte dei territori del nord e del centro, fatta eccezione per il Regno di Sardegna che era governato dal Re Vittorio Emanuele I, erano sottomessi all'Austria. Questa situazione rendeva l'Italia una penisola poco sviluppata ed economicamente arretrata rispetto agli altri stati Europei.
Con l’arrivo in Italia delle truppe napoleoniche (1796), si ha un risveglio del sentimento nazionale, il cui primo e concreto accenno di riscossa si può individuare nel Proclama di Rimini, con cui Gioacchino Murat, il 30 marzo 1815 durante la guerra austro-napoletana, rivolge un accorato appello a tutti gli italiani affinché si uniscano per salvare il Regno di Napoli posto sotto la sua sovranità, unico garante della loro indipendenza contro un occupante straniero. Il periodo della storia d’Italia in cui l’affermarsi di una coscienza nazionale porta all’unità politica e all’indipendenza della nazione italiana è detto Risorgimento. Tale periodo occupa un lungo arco temporale di vari decenni, concludendosi solo nel 1861 con la nascita del Regno d’Italia, sotto la dinastia di Casa Savoia.
Esso vede i primi patrioti aderire inizialmente alla Carboneria, che dà luogo ai moti del 1820-1821, duramente soppressi dagli austriaci. Seguono altri tentativi insurrezionali, tra cui quelli sfortunati dei fratelli Bandiera (1844), i moti del 1848 che portano alla prima guerra di indipendenza contro l’oppressione austriaca, e vedono il coinvolgimento anche delle popolazioni cittadine, in particolare durante le famose cinque giornate di Milano, e la spedizione nel 1857 di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie, conclusasi con un massacro. Soltanto con la seconda guerra di indipendenza italiana del 1859 l’Austria cederà la Lombardia al Regno sabaudo, e si innescherà così il definitivo processo di unificazione, culminante con l’impresa dei Mille (1860).
Ma l'Italia non era ancora del tutto liberata: mancavano il Veneto e il Lazio. Con la terza guerra d'Indipendenza fu liberato il Veneto e ancora restava il Lazio. Nel 1871 i bersaglieri giunsero a Roma e aprendosi una breccia nelle Mura della città liberarono Roma. Con lo spostamento della capitale a Roma fu così completato il processo di Unità.
Le personalità coinvolte in tale processo furono molte, ma quattro spiccano su tutte: Giuseppe Mazzini, fondatore della Giovine Italia e figura eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo; Silvio Pellico, lo scrittore di "Le mie prigioni" il racconto del periodo in cui fu prigioniero degli austriaci; Giuseppe Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste; Camillo Benso conte di Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all’espansione del Regno di Sardegna; Vittorio Emanuele II di Savoia, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d’Italia (1861).
Fonti: Crescere Creativamente, Maestra Mary
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14:52 netslash2010 in cronaca, curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: italia, storia
16/02/2011
Sanremo 2011, boom di ascolti per la prima serata del festival della canzone italiana
Ascolti record per la prima serata del Festival di Sanremo 2011 di Gianni Morandi, che è andata ben oltre le aspettative della vigilia. Il Festival della squadra di Sanremo 2011, composta dal famoso cantante bolognese, dalle showgirl Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez e dal duo delle Iene Luca e Paolo, è partito alla grande superando anche gli ottimi ascolti tv registrati l’anno scorso dalla presentatrice televisiva Antonella Clerici. Nella prima parte della serata d’apertura del 61° Festival di Sanremo sono stati 14 milioni e 175mila i telespettatori che hanno seguito su Raiuno dalle 21.15 alle 22.55 la kermesse canora nazional popolare registrando uno share del 45.20%.
La seconda parte del Festival di Sanremo 2011 (dalle 22.59 alle 24.25), che si è conclusa con le eliminazioni a sorpresa delle cantanti Anna Tatangelo e Anna Oxa, è stata vista da 9 milioni 417mila spettatori con uno share del 48.65%. La media ponderata tra le due parti è di 11 milioni e 992mila telespettatori con il 46.39% di share. Il picco di ascolto della prima puntata di Sanremo 2011 si è registrato alle 21.56 con 17 milioni e 088mila spettatori.
Il picco di share si è invece raggiunto al termine della prima puntata del Festival della canzone italiana e precisamente alle 24.20 con il 58.80%. L’anno scorso il debutto del Festival di Sanremo di Antonella Clerici aveva registrato una media ponderata tra le due parti di 10.717.000 telespettatori con il 45,29% di share. Stasera la squadra di Sanremo 2011 si augura di raggiungere altri ascolti da record.
Fonte: Music Room
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15:24 netslash2010 in cinema e tv, musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: morandi, sanremo, canzone, italia
