15/05/2012
10 anni di carcere per omicidio, ma il vero assassino era un suo sosia!
Carlos DeLuna è stato in carcere per un crimine non suo. Il caso risale al 1989 quando DeLuna fu arrestato e processato con l'accusa di omicidio, ma il delitto era stato compiuto da un suo sosia.
Secondo quanto riporta il Guardian DeLuna racconto nel processo di essersi imbattuto in un uomo, Hernandez, che aveva conosciuto 5 anni prima e che mentre parlavano lui si era assentato. Successivamente, non vedendolo tornare, lo seguì e vide che discuteva animatamente con una donna dietro il bancone del bar. A quel punto fuggì, temendo che potesse essere coinvolto nella vicenda, avendo tra l'altro anche precedenti pensali, ma 40 minuti dopo fu arrestato e accusato dell'assassinio di Wanda Lopez, pugnalata dal suo sosia.
DeLuna disse subito che non c'entrava nulla nel fatto indicando come vero colpevole Hernandez, ma i procuratori non badarono alla sua dichiarazione e si limitarono a dire che Hernandez era frutto della sua fantasia.
Molti anni dopo il caso fu preso nuovamente in considerazione da James Liebman e 12 dei suoi studenti che si interessarono all'omicidio per la Columbia Human Rights Law Review. Si scoprì che l'arma del delitto non fu mai analizzata e che Hernandez era stato arrestato 39 volte, di cui 13 per porto di coltello e che era già stato arrestato per reati inerenti alla violenza sulle donne. Ma questa volta a pagare fu un innocente. DeLuna aveva già scontato i suoi 10 anni di carcere.
Fonte: Leggo.it
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24/04/2012
Lui non chiama? È solo perché aspetta che tu lo chiami. Secondo uno studio, infatti...
Lui non chiama? La verità è che non gli piaci abbastanza? Non è detto. Secondo quanto riportato dalla BBC, che ha proposto i risultati di uno studio sulle relazioni delle persone calcolati in base ai risultati delle compagni telefoniche. Nell'era in cui si è sempre connessi, nell'era degli smartphone, della messaggistica istantanea è possibile calcolare l'interesse che si ha nei confronti dell'altro sesso attraverso i tabulati telefonici.
Secondo una ricerca scientifica pubblicata sullo "Scientific Report" che ha analizzato le dinamiche legate alla telefonia di tre milioni di utenti europei è emerso che le donne sono più attente alle relazioni con l'altro sesso rispetto agli uomini e di conseguenza chiamano e mandano messaggi più di quanto faccia un uomo. Dunque, secondo lo studio, se lui non chiama è solo perchè lei lo batte sul tempo. Il professore dell’Università di Oxford Robin Dunbar ha dichiarato: « Le relazioni romantiche sono guidate dalle donne con l’età, tuttavia, le loro figlie adulte sono le persone che più contattano, a scapito delle chiamate verso il coniuge». La frequenza delle chiamate, inoltre, diminuirebbe con il tempo.
Fonte: Leggo.it
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20/04/2012
Muore per troppa Coca-Cola, "Ne beveva circa 10 litri al giorno!"
Morire per troppa Coca Cola? Forse è possibile, ed è per questo che si stanno battendo i familiari di Natasha Marie Harris, deceduta a 30 anni a causa di un arresto cardiocircolatorio, probabilmente causato dall’eccessiva assunzione della bevanda gassata. La donna, infatti, era solita consumare circa 10 litri al giorno di Coca Cola. Questo, secondo quanto riportato dal Sun le avrebbe causato diversi malesseri tra cui un’insolita stanchezza e continui episodi di vomito che però i familiari hanno sempre collegato a dei disturbi ginecologici.
L'autopsia ha rivelato che Natasha aveva un fegato malato, ma che, in realtà, la causa della morte, avvenuta nel Febbraio 2010, rimane ufficialmente incerta. Natasha soffriva di una grave carenza di potassio nel sangue, legata, probabilmente, al consumo di bevande troppo gassate. Ora il suo compagno, che si è detto totalmente ignaro di quelli che potessero essere gli effetti negativi della bevanda chiede un risarcimento alla Coca Cola che, però, respinge ogni accusa.
Fonte: Leggo.it
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14/03/2012
Lavavetri cade dal 47' piano di un grattacielo: è vivo!
Un lavavetri sopravvive dopo una caduta dal 47esimo piano di un grattacielo di Manhattan mentre il fratello, che lavorava accanto a lui nella stessa impalcatura, muore sul colpo. «Perché il primo è morto e l’altro no?» Si chiede il New York Times che ha interpellato gli esperti per spiegare ciò che i media della Grande Mela hanno già ribattezzato «il miracolo di Natale». Il 37enne Alcides Moreno e suo fratello Edgar, 30 anni, si preparavano a pulire le finestre color fumo della Solow Tower, un grattacielo all'angolo tra la 66esima Strada e la Seconda Avenue, nell'Upper East Side di Manhattan, quando ad un certo punto l'impalcatura ha ceduto e i due sono precipitati nel vuoto. Quando i pompieri sono arrivati, alcuni minuti più tardi, Edgar Moreno era già morto mentre Alcides, perfettamente lucido dopo aver riportato gravi lesioni interne, parlava seduto sul marciapiede. «È un vero e proprio miracolo che sia potuto cadere da quell'altezza ed essere ancora vivo - spiega il vice capo dei pompieri di New York Thomas McKavanagh - In quasi 30 anni di carriera non ho mai visto un prodigio del genere». Le condizioni di salute di Alcides Moreno – subito ricoverato al New York Presbyterian-Weill Cornell Hospital di Manhattan - restano critiche. «Ha subito danni ai polmoni e ai reni, oltre a varie fratture ossee - spiega la moglie Rosario - Il suo volto è in buone condizioni, se si pensa a ciò cui è andato incontro».
Ma i dottori non se la sentono di emettere una prognosi definitiva. «Non riescono proprio a spiegarsi come sia potuto sopravvivere - incalza la moglie Rosario - È la prima volta che si trovano davanti un caso del genere e anche loro stanno imparando, giorno per giorno». Ma il «miracolo» di cui tutta Manhattan parla ha una sua spiegazione logica. «Penso che Alcides è sopravvissuto perché ha seguito alla lettera le regole che ci insegnano nei corsi specializzati per lavavetri», spiega il 35enne Vincente Bustamante, amico e collega dei fratelli Moreno. «La prima regola è che, qualora l’impalcatura dovesse cedere, dobbiamo sdraiarci carponi, con lo stomaco appiccicato alla tavola del soppalco». Mentre Alcides è atterrato a bordo della piattaforma, che ha agito da tampone, attutendo l’impatto della caduta, Edgar ha avuto paura e si è tuffato nel vuoto, sfracellandosi sul marciapiede. Il comune di New York ha subito aperto due indagini, la prima guidata dal Building Department, la seconda dalla Federal Occupational and Health Administration.
Il New York Times ha scoperto che la ditta che impiegava i due fratelli, - la City Wide Window Cleaning del Queens - non è iscritta al sindacato dei lavavetri e quindi non era tenuta a seguire i rigidi codici di sicurezza imposti dalle Union alle ditte che usano i lavavetri. «I datori di lavoro di mio marito non si sono neppure presi la briga di chiamarci per esprimere le loro condoglianze», si lamenta Rosario Moreno.
Alessandra Farkas
Fonte: Corriere
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14:03 netslash2010 in curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: curiosità dal mondo, notizie buffe, stati uniti
08/03/2012
Ecco Louisa, la donna che ha "paura" dei bottoni
Louisa Francis è una mamma di trent'anni all'apparenza come tutte le altre, almeno fino a quando resta alla larga dai bottoni. La donna, infatti, soffre di una fobia che le impedisce di avvicinarsi troppo ad essi, indossarli o vederli indosso ad altri. Per quanto possa apparire sciocco, la sua paura è condivisa da molti e prende il nome di koumpounophobia. La stessa Louisa Francis ha ammesso: «Lo so che è irrazionale, e io ovviamente so che un bottone non può farmi del male, o anche muoversi, ma la forma e la consistenza mi spaventano».
La strana fobia di Louise si è sviluppata quando aveva sette anni, in seguito a un gioco in cui venivano utilizzati anche i bottoni. Già allora la terrorizzavano a tal punto da dover scappare. Da allora il solo pensiero dei piccoli oggetti di plastica la fa rabbrividire. «L'episodio più grave - ha racontato - è stato quando ero al supermercato, e la donna alla cassa indossava una camicetta con un cardigan e anche bracciali fatti di bottoni». «I suoi bracciali si avvicinavano a me mentre passava la spesa: non riuscivo a mantenere la calma, le altre persone mi guardavano e sono scappata».
Louise non compra abiti con bottoni ne per sé né per la figlia Bobbie, ma preferisce le cerniere, anche se la sua bambina non perde occasione per terrorizzarla mettendole sotto gli occhi i bottoni dalle dimensioni più svariate. Dopo una vita passata a sfuggire dalla sua paura, però, Louise ha trovato il coraggio di ammettere la sua fobia e curarla grazie a una terapia. Inoltre, sta studiando per diventare una consulente in grado di aiutare gli altri ad affrontare paure simili alla sua.
Fonte: Leggo.it
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19:01 netslash2010 in curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: notizie buffe, curiosità dal mondo
23/02/2012
Ragazza perde la memoria ogni giorno, ricorda solo le ultime 24 ore
Sembra la trama di un film, ma invece è tutto vero. La sindrome di Susac colpisce, nel mondo, 250 persone. L'ultima ad esserne affetta è una ragazza di 19 anni di Walsgrave, nella contea di West Midlands, in Gran Bretagna. Si chiama Jess Lydon e questa è una delle poche cose che può ricordare, insieme a quello che ha fatto nelle ultime 24 ore. Sì, perché la sua malattia colpisce la memoria a lungo termine, in modo che la ragazza riesce a ricordare solo gli avvenimenti della giornata. Non soffre più per la morte della nonna, avvenuta un anno fa, ma non ricorda che la sua migliore amica è incinta, né che il suo fidanzato l'ha lasciata: non ricorda neppure il nome del ragazzo. La vita di Jess Lydon è stata sconvolta a novembre, quando la ragazza, pittrice e attrice, stava facendo le prove per "We will rock you". Ora non può neanche più frequentare il College ed esce poco da casa: ha paura di non ritrovare la strada. La sindrome di Susac colpisce soprattutto le donne tra i 18 e i 40 anni ed è stata catalogata solo di recente, nel 1979. Si manifesta all'improvviso, con encefalopatia, ipoacusia neurosensoriale e occlusione arteriolare, ma non è facile diagnosticarla. Gli attacchi durano circa quindici mesi per poi scomparire lasciando, però, alcuni postumi.
Fonte: Leggo.it
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19:51 netslash2010 in curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: curiosità dal mondo, notizie buffe
19/01/2012
Donna chiusa in bagno per 932 giorni: "Ho paura di uscire"
Non ha mai voluto abbandonare il bagno di casa perché ''qualcuno'' la teneva prigioniera e le impediva di lasciare la toilette. Così una donna di Singapore ha passato 932 giorni giorni senza mai uscire dalla stanza. La 58enne, a quanto riporta il China Press, soffriva di depressione, ma suo marito Ong Kean On, di 64 anni, è riuscito con l'aiuto della polizia e del personale sanitario a mandarla in un istituto di cura.
L'uomo ha spiegato che la moglie non usciva dalla toilette sin dal 25 maggio 2009. Da quel giorno in poi ha sempre mangiato e dormito in bagno, adducendo come giustificazione che qualcuno le avrebbe tirato delle pietre o dell'acqua se fosse uscita. Stando a quanto riporta il quotidiano cinese, ora le condizioni della donna sarebbero migliorate dopo le cure, e dal ritorno a casa non è più accaduto che volesse rinchiudersi in bagno.
Fonte: Leggo.it
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18:31 netslash2010 in curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cina, notizie buffe, curiosità dal mondo
10/01/2012
Stati Uniti, professore "finge" morte della figlia per andare in vacanza
Molte persone sono pronte a tutto pur di guadagnarsi qualche giorno di vacanza, ma un'insegnante di New York ha davvero esagerato. Joan Barnett, 58 anni, dipendente della Manhattan High School of Hospitality Management, ha infatti finto la morte di una delle figlie per trascorrere una settimana in Costa Rica.
L'autrice della macabra truffa ha prima costretto un'altra figlia a chiamare il suo datore di lavoro dicendo che la sorella aveva avuto un attacco di cuore mentre si trovava nel paradiso tropicale. Quindi poco dopo ha richiamato la scuola per dire che la ragazza era morta e una decina di parenti, tra cui la madre, erano in viaggio per la Costa Rica.
Infine la Barnett ha inviato via fax un certificato di morte, ovviamente scritto di suo pugno, in cui si leggeva che Xinia Daley Herman era deceduta. Secondo quanto dichiarato al Daily News da un investigatore, i funzionari della scuola si sono insospettiti e dopo alcune verifiche hanno scoperto che si trattava di una bufala. La Barnett infatti aveva prenotato il volo per la località caraibica tre settimane prima del - fortunatamente - falso decesso della figlia. Ora la donna, che è stata licenziata dal suo posto di lavoro, dovrà rispondere del reato di truffa davanti alla Corte Criminale di Manhattan
Fonte: Leggo.it
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10:50 netslash2010 in curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: curiosità dal mondo, morte, notizie buffe, stati uniti
29/12/2011
Chiamano la bambina Andrea, ma il tribunale sentenzia: "È un nome da uomo!"
Il nome Andrea non può essere attribuito ad una femmina, in quanto, essendo un nome tipicamente maschile, non identifica in maniera chiara la sessualità. È la sentenza del tribunale di Mantova, che ha proibito ad una bimba di cinque anni di chiamarsi Andrea, costringendo i genitori a cambiarle il nome. La piccola è nata a Parigi nel 2007 e il suo nome corretto è Andrèe, come molte altre bambine francesi. Quando i genitori hanno deciso di tornare in Italia, hanno trascritto il nome della bambina traducendolo in Andrea nella carta d'identità. Ma il tribunale di Mantova non ha voluto sentire storie: «Visto che in Italia il nome Andrea è solamente maschile, non può essere attribuito ad una femmina». Così anche se ci sono paesi in cui il nome Andrea viene messo alle ragazze, questo non è possibile da noi, quindi la famiglia della piccola sarà costretta a modificare il documento d'identità.
Fonte: Leggo.it
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12:43 netslash2010 in curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bambino, notizie buffe
27/12/2011
Ecco i 5 gol più assurdi della storia del calcio (VIDEO)
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12:02 netslash2010 in sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: calcio, gol, curiosità dal mondo, notizie buffe



