Il compito affidato a Pietro

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni [21,13-25]:

13 Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. 14 Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.
15 Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16 Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle». 17 Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. 18 In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». 19 Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».
20 Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». 21 Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?». 22 Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi». 23 Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?».
24 Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. 25 Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.”

Riflessione
In questo passo risalta l’importante compito che viene affidato a Pietro dallo stesso Gesù Cristo dopo la sua resurrezione. Dopo averlo rinnegato per tre volte durante la sua passione [Gv 18, 17-27], Gesù (quasi per dargli modo di riscattarsi) domanda per tre volte a Pietro se Lo ama e se è pronto a guidare il suo gregge, immagine con cui spesso nella Sacra Scrittura ci si riferisce alla comunità cristiana. Tale guida è oggi rappresentata dal pontefice di Roma, città in cui, secondo la tradizione, morì Pietro, il primo degli apostoli. Quindi ciò ci fa capire quanto è indispensabile la figura del papa per la Chiesa, visto che tale ruolo gli è stato attribuito da Nostro Signore in persona e nessun credente può affermare di seguire Gesù Cristo se in primis non rispetta la missione del papa. Non dimentichiamo che i pontefici che si sono succeduti nel corso dei secoli hanno avuto quell’incarico sempre per volontà di Dio, e seppur in passato ce ne siano stati alcuni che abbiano potuto commettere qualche errore, ciò è servito per ammaestramento anche per noi. Solo commettendo errori si comprende a pieno come fare a non commetterli più, proprio come successe a Pietro quando ha rinnegato Nostro Signore, ma poi, in seguito, è stato il primo a portare il suo messaggio di Vita per il mondo, mettendosi sempre a servizio di tutti.

Il compito affidato a Pietroultima modifica: 2010-09-12T17:10:00+02:00da netslash2010
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