Berlusconi non si dimette: verso la sfiducia

Il premier: finiani votino contro in Parlamento. Pdl compatto: Silvio o elezioni. Fallito l’incontro Bossi-Fini. L’opposizione chiede la crisi, no al Berlusconi-bis. Bersani: “Governo di transizione con chi ci sta”. Dopo il G20 di Seul l’ultimo atto

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Berlusconi non si dimette, dovranno essere i finiani a sfiduciarlo. A quanto si apprende da fonti della maggioranza, è questa l’intenzione manifestata oggi (11 novembre) dal premier: “Se Gianfranco Fini vuole, mi dovrà sfiduciare in Aula, alla luce del sole e davanti agli italiani”. Così avrebbe detto il presidente del Consiglio, dal vertice del G20 a Seul che finirà il 12 novembre. Viene respinta la richiesta di dimissioni arrivata da Futuro e libertà, che dovrà votare contro in Parlamento. Al rientro del Cavaliere dal summit, dunque, ci sarà l’ultimo atto della crisi che ha sfaldato la maggioranza.

Il Pdl esprime lo stesso concetto:
Berlusconi unico premier possibile. Lo afferma una nota del partito, che si è riunito alla Camera. “I coordinatori, i capigruppi e la delegazione del Pdl – si legge – al governo, in questo momento politico, con posizione compatta e coesa ritengono inaccettabile che la legislatura possa proseguire con un differente premier e un differente governo”. Quindi il messaggio agli uomini di Fini e la “minaccia” di elezioni: “Chiunque voglia coltivare ipotesi diverse dovrà passare dall’inequivocabile verdetto della sovranità popolare”.

L’incontro Bossi-Fini è fallito. La riunione di oggi, durata circa un’ora, non è riuscita a riaprire la trattativa per continuare a governare. Non solo: Bossi, che aveva parlato di un Fini “possibilista”, è stato subito smentito dal presidente della Camera. Il Senatùr ha detto: “C’è ancora spazio per la trattativa per non andare a una crisi al buio”. Altre volte, ha aggiunto, “il presidente del Consiglio è andato dal presidente della Repubblica per avere il reincarico”. Fini sarebbe d’accordo? “Abbastanza”.

Ma non è così per l’inquilino di Montecitorio. Secondo fonti di agenzia, Fini avrebbe dichiarato ai suoi collaboratori: “Le cose sono molto più complicate di come le presenta Bossi”. Le richieste di dimissioni del premier sono continuate senza sosta, da parte degli esponenti di Fli. E’ chiarissimo il capogruppo alla camera, Italo Bocchino: “Bisogna attendere il rientro di Berlusconi per capire se ci sarà una risposta alle richieste di Fini. E Fini ha chiesto le dimissioni, altrimenti saremmo usciti dal governo”. Il deputato Fabio Granata avverte: Fli voterà contro Bondi o si asterrà, nella mozione di sfiducia per il ministro dei Beni culturali dopo il crollo di Pompei.

Nel frattempo, l’opposizione è d’accordo: formalizzare subito la crisi, no al Berlusconi-bis. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: “Attenzione ai pannicelli caldi e a perdere tempo. Il paese ha bisogno di organizzare una ripartenza e di ripristinare un confronto politico. La crisi va messa in chiaro e nessuno può perdere tempo”. Rilancia quindi la proposta di un governo di transizione – non un governo tecnico, specifica – per cambiare la legge elettorale, affrontare l’occupazione giovanile e intavolare la riforma fiscale. “Io ragiono con chi ci sta – dichiara -, ognuno si prende le sue responsabilità verso il paese e poi ognuno va per la sua strada. E in tempi brevi si va a votare”.

Il centrosinistra presenterà la mozione di sfiducia
contro il governo. Lo annuncia lo stesso Bersani. “Stiamo raccogliendo le firme su due righe, essenzialissime. È inutile argomentare – a suo avviso -. I tempi saranno valutati dai gruppi, nel rapporto con gli altri gruppi di opposizione, per una gestione più efficace”.

Più netto il presidente dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro: “Mi auguro che le parole di Bossi siano solo un’invenzione e non il risultato di un lavoro in corso fatto solo per mantenere Berlusconi al governo. Me lo auguro soprattutto per Fini – aggiunge – poichè, dopo aver predicato, in queste settimane, l’incompatibilità del presidente del Consiglio con le funzioni di governo perderebbe la faccia e la dignità”. Anche secondo lui il premier non si dimetterà, quindi “va sfiduciato”.

“Sarebbe gioioso festeggiare il 27 novembre, in occasione della nostra manifestazione, la caduta di questo governo, ma non è certo. Come non è certo il fatto che la fine dell’esecutivo coincida con quella del berlusconismo”. Lo dice in serata la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, che aveva già invitato alla cautela sulla possibile fine di questo esecutivo.

di rassegna.it

Berlusconi non si dimette: verso la sfiduciaultima modifica: 2010-11-11T21:17:00+01:00da netslash2010
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