Università, governo battuto alla Camera

parlamento.jpgIl governo è stato battuto in aula a Montecitorio su un emendamento presentato da Futuro e libertà al ddl di riforma dell’Università e relativo agli oneri aggiuntivi per gli assegni di ricerca: 277 i voti favorevoli, 257 i contrari.
Via libera, invece, alla norma anti-parentopoli nell’università proposta dal governo e concretizzata in un subemendamento della commissione. E’ passata con il voto favorevole di maggioranza e opposizione. A favore ha votato anche Fli, mentre dall’Idv è giunto un voto contrario.
La nuova norma prevede che siano esclusi dalla chiamata candidati che siano parenti e affini “fino al quarto grado compreso con un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata; o con il rettore, il direttore generale o con un consigliere di amministrazione dell’ateneo”.
Contraria l’Idv, che pure ha presentato un emendamento anti-parentopoli perché, come ha spiegato in aula Borghesi, “un professore, con una lettera di appena due righe può facilmente uscire da un dipartimento e il giorno stesso, con un altrettanto breve missiva, rientrarvi. Non va inoltre dimenticato che, secondo la Cassazione, nepotismo e familismo sono reati. Questo subemendamento che propone la nuova linea del governo, svuota di contenuto il nostro emendamento. Per questo non possiamo votarlo”.
Mentre non è bastata l”alleanza’ Fli-Api per mandare sotto il governo su un emendamento presentato da Alleanza per l’Italia, che aveva avuto l’appoggio di Futuro e libertà, per l’utilizzo di una quota dei rimborsi elettorali dei partiti a favore dei fondi per i ricercatori a tempo indeterminato. I deputati del Pd si sono divisi tra voti favorevoli, contrari e astensione. L’emendamento di Api è stato bocciato con 305 no, 190 sì e 20 astensioni. “Ognuno ha votato secondo coscienza”, ha commentato con l’ADNKRONOS l’ex tesoriere dei Ds Ugo Sposetti, che in aula ha vuto un battibecco con Bruno Tabacci, uno dei firmatari dell’emendamento. “Un emendamento strumentale – ha insistito Sposetti – ad una battaglia che qualcuno vuole combattere per trovare risorse dai rimborsi elettorali dei partiti. Evidentemente – ha aggiunto Sposetti – qualcuno vuole che Berlusconi governi per altri 50 anni, perché di questo passo sarà l’unico che potrà permettersi di fare campagna elettorale”.
Il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, puntualizza che “non sono stati determinanti nell’esito della votazione” i deputati del Pd che hanno seguito “l’intervento a titolo personale di Sposetti”.

Fonte: Adnkronos

Università, governo battuto alla Cameraultima modifica: 2010-11-30T16:52:00+01:00da netslash2010
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