Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi

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+ Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 1,10-13.17)
Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire.
Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».
È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?
Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

Riflessione:
Salve fratelli, che la pace e grazia vi accompagnino! Il passo che vi presento è la seconda lettura della liturgia di oggi, domenica 23 gennaio, in cui siamo ormai nel vivo del tempo ordinario. In precedenza abbiamo celebrato la nascita, il mistero di Dio che si fa uomo in Gesù, presentandosi all’umanità intera nella povertà e nell’umiltà, anche se proprio in queste vesti manifesta la sua gloria e potenza (basti ricordare l’adorazione dei magi e il battesimo nel fiume Giordano).
Questo brano, come del resto la maggior parte della Sacra Scrittura, è molto attuale: Paolo invita i fedeli ad evitare contrasti e le distinzioni che sorgevano già allora, nelle prime comunità cristiane, su quale fosse quella “migliore”. Quante volte, nella nostra vita quotidiana, osserviamo che c’è più la tendenza a rimarcare le cose che ci differenziano, piuttosto che quelle che ci uniscono? E facendo questo c’è sempre quell’istinto a sottolineare tali cose per cercare di mettersi al di sopra, per sentirsi superiori agli altri.
Tale atteggiamento è stato condannato in precedenza anche da Gesù Cristo stesso (Lc 9,46-50) che ci invita invece ad essere sempre al servizio degli altri (Gv 13,12-17), dandoci Egli stesso l’esempio, non lasciandola come affermazione bella a sentirsi, ma impossibile da praticare. Bensì, ci ha mostrato che ciò è più che possibile, anche se molto spesso gli altri potrebbero non comprendere questo modo di agire (Mc 3,21); potremmo quasi passare per persone senza cervello, per persone poco furbe!
Ma l’amore non fa calcoli, non esamina gli atteggiamenti che convengono, scartando quelli che svantaggiano! L’amore è dare, senza mai negare, anche quando molto probabilmente non ne guadagniamo nulla in cambio. Proprio nello stesso modo in cui ha fatto Nostro Signore, donando la sua vita per noi, anche se molti di noi non se lo meriterebbero affatto per come si comportano (mi metto io davanti a tutti in tal senso).
Anche all’interno della Chiesa stessa, tra i seguaci di Cristo delle varie confessioni religiose, dobbiamo evitare liti e discordie riguardanti i fattori che ci dividono. Attraverso l’azione dello Spirito Santo, apparteniamo tutti a Cristo, e non dobbiamo fare distinzioni tra le varie comunità né tanto meno entrare in competizione gli uni con gli altri. Ma, laddove le differenze siano sostanziali (specie tra i diversi culti cristiani), bisogna avviare un processo di dialogo per far sì che esse si riducano quanto più possibile, sempre in maniera concorde con quelli che sono gli insegnamenti della Bibbia e, ovviamente, anche di Gesù! Altrimenti, come dice anche Paolo, rendiamo vano il suo sacrificio per noi.

Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voiultima modifica: 2011-01-23T18:55:00+01:00da netslash2010
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