Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli

salvezza.jpg+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,21-27)
Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 
Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? 
Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».

Riflessione:
Salve fratelli e che la pace di nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti voi! Nel brano del Vangelo di ieri, domenica 6 Marzo 2011, periodo ormai alle porte della Quaresima, viene fuori un messaggio chiaro: Dio non ama i formalismi, non ama chi è credente solo a parole o solo per mostrare agli altri di essere una persona “per bene”. Dio vuole i fatti, vuole la concretezza, vuole l’amore! Si, l’amore, perché solo chi ama veramente porta sempre gli insegnamenti di Gesù nel cuore (Gv 14,21), cercando di metterli in pratica, proprio perché è stato Egli stesso a fare così.

Gesù non si è limitato solo a darci tanti belli insegnamenti (Gv 13,34-35Mt 5,38-46), anzi, Egli è stato il Maestro della concretezza, perché per mostrarci che il suo parlare era realizzabile, è stato il primo a darci l’esempio (Gv 13,1-5, Gv 13,12-15Mc 15,17-20) in mille occasioni diverse, anche se la più grande è stata sicuramente affrontare la passione, dando la sua vita per noi sulla croce (Gv 15,13).
Di sicuro nostro Signore non ci chiede di sopportare tutte le prove che ha dovuto sopportare Lui, ma ciò non significa che non saremmo anche noi in grado di sopportarle (con il suo santo aiuto) o di compiere grandi opere, perché sta anche scritto: “chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi” (Gv 14,12-14), proprio a testimonianza del fatto che ancora una volta Dio non ci considera esseri inferiori, anzi ci è sempre vicino e pronto a sostenerci, siamo noi piuttosto che spesso ce ne dimentichiamo.
Per ciò che riguarda la nostra salvezza il resto, a questo punto, sta a noi: dove vogliamo fondare la nostra casa? Sulla roccia, affidandoci pienamente al suo supporto e operare in accordo con gli insegnamenti di Gesù, o sulla sabbia, facendo di testa nostra o ricordandoci, solo per convenienza, di essere fratelli e figli di un unico Padre? 
Che lo Spirito Santo possa illuminarci per compiere questa scelta, giorno dopo giorno, nella maniera quanto più consapevole è possibile.

Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieliultima modifica: 2011-03-07T18:46:00+01:00da netslash2010
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