L’Amore che vince la morte

gesu-risorton2.jpg+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-9)
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Riflessione:
Pace a voi tutti, fratelli, e che Gesù Cristo Luce del mondo possa benedirvi in questo santo giorno! Oggi si celebra il compimento delle promesse di Cristo, che ci ha dimostrato che non è la morte ad avere l’ultima parola, che non è l’ultimo passaggio per il quale deve passare l’uomo. 
Se non ci fosse stata la sua resurrezione, Gesù non sarebbe stato altro che un grande profeta o un grande martire, che ha donato la vita per amore nostro, caricandosi le nostre colpe (
Is 53,5). Invece ecco la “buona notizia”: Gesù è veramente il Figlio di Dio (Mc 15,39), ed il suo sacrificio, oltre a lavare da noi il peccato di Adamo (segno che viene celebrato col rito del Battesimo) ci dona nuova speranza, speranza che deve cacciare via ogni angoscia e ci deve far esultare di gioia.
Infatti, seppur dovessimo sopportare 1000 sofferenze non dobbiamo dimenticare che Egli è vicino a noi, è vicino al nostro dolore – essendo passato anche Lui per la sofferenza della croce – e ci può sostenere e darci la forza di andare avanti, rialzandoci dalle nostre cadute. E, cosa più importante, alla fine della nostra esistenza terrena avremo la certezza di resuscitare anche noi a Vita nuova, dove non ci sarà spazio per la sofferenza, ma saremo nella gioia eterna.
Fratelli, ci sarebbero ancora tantissime cose da dire ma la cosa che più mi preme è augurarvi che la consapevolezza di questo grande dono vi possa accompagnare d’ora in avanti e che possiate (ed anch’io possa) avere sempre più sete di Cristo, che è l’unica sorgente d’acqua per la Vita eterna.

L’Amore che vince la morteultima modifica: 2011-04-24T20:57:34+02:00da netslash2010
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