Perché Dio permette il male?

dio, salvezza, gesù cristo, signore, esistenza del maleDal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,24-45)
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio”». 
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». 
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». 
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!

Riflessione:
Fratelli, questo brano tratto dal Vangelo secondo Matteo ci presenta diverse parabole molto significative. Quella su cui volevo porre l’attenzione è la prima (la parabola del grano e della zizzania), la quale risponde alla domanda, ricorrente nella mente dell’uomo fin dall’inizio dei tempi, “perché Dio permette che ci sia il male in questo mondo?”.
Dalla parabola è chiaro che il Signore non estirpa il male dal mondo non solo perché non vuole rischiare che ciò vada a colpire o inficiare sull’operato degli uomini di buona volontà, ma anche perché vuole dare fino alla fine la possibilità al grano di prevalere sulla zizzania, ossia consentire a ognuno di noi uomini di convertirsi fino all’ultimo giorno della propria esistenza. Infatti, non dobbiamo pensare che la zizzania non ci appartenga o sia qualcosa di lontano, legato alla vita dei malfattori di questa terra. Anzi, la zizzania è seminata all’interno di ognuno di noi, altrimenti non avrebbero senso le parole di Gesù, quando rivolgendosi agli apostoli – cioè le persone che si era scelto per divulgare i suoi insegnamenti – disse:

Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Mc 14, 38)

La tentazione, l’inclinazione verso l’egoismo, verso l’invidia, verso la dissolutezza e verso il male in generale (Ga 5,19-21) è insita nel cuore di ogni essere umano.
Queste debolezze non sono altro che terreno fertile per l’azione del demonio. Purtroppo al giorno d’oggi, molto spesso si parla molto poco di quest’ultimo, quasi come se non esistesse o che sia una credenza del passato. Ma non è affatto vero! Il diavolo, per la sfortuna di noi uomini, è presente e sempre pronto a farci cadere e a colpire il nostro spirito, facendoci allontanare da Dio.
Se non credessimo nell’esistenza del demonio, sarebbe come non credere al Vangelo (basti leggere alcuni tra i prodigi operati da Gesù, come ad esempio Mc 5,8-13Mt 9,32-33 o Mt 15,22-28, ma la stessa parabola sopra raccontata testimonia l’opera del Maligno) e soprattutto non credere nell’opera di del Cristo, che ha sempre respinto le sue continue tentazioni (vedi Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio) e ha dimostrato di essere fedele fino alla morte e ad una morte di croce, rifiutando, per amor nostro, la gloria e la potenza di questo mondo (ovviamente questo non per sempre, perché tornerà nella gloria così come è salito al cielo). 
Quindi il modo migliore per combattere il diavolo è essere pienamente imitatori di Gesù, ponendolo al centro della nostra vita, invocandolo costantemente nelle nostre preghiere e servendoci dell’arma dell’amore, della misericordia verso il prossimo, cercando di allontanarci da tutte le vanità e le preoccupazioni di questo mondo.

 

PS: per approfondimenti sulla figura del demonio, sul suo modo di operare e su come combatterlo vi consiglio la lettura di un testo molto interessante scritto da Simone Iuliano, disponibile il formato pdf nel link qui di seguito => Conosci il tuo avversario?

Perché Dio permette il male?ultima modifica: 2011-07-18T19:09:54+02:00da netslash2010
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