Boss latitante catturato, tradito da alcune foto su Facebook

facebook, arresto, indagineTradito da Facebook. Dalle foto che la sua compagna, marocchina e in dolce attesa, aveva pubblicato e che la ritraevano in soggiorno a Marbella, in una delle più rinomate località turistiche della Costa del Sol dove si era recata per partorire. Quelle foto hanno messo i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e la Guardia Civil spagnola sulle tracce del superlatitante Salvatore D’Avino, 39 anni, ricercato di camorra, inserito nell’elenco dei 100 elementi di massima pericolosità, considerato personaggio di spicco per il traffico di droga. E pensare che l’uomo aveva utilizzato una moto d’acqua nella notte tra giovedì e venerdì scorsi per giungere in Spagna dal Marocco pur di essere presente al parto. Il ricercato si era da anni rifugiato in Marocco, vicino a Tangeri, dopo un periodo in Spagna (nel 2003 fu arrestato dalla polizia spagnola per il possesso di 235mila pasticche di ecstasy). La sua compagna si era trasferita dalla metà di luglio sotto falso nome in Spagna per partorire (a quanto pare le strutture sanitarie spagnole le davano maggiore sicurezza di quelle marocchine); nei giorni scorsi era stata raggiunta da D’Avino avvisato dalla donna con una email.

Ed è stata sempre la donna a telefonare alla madre del suo compagno, a Napoli, intercettata dai militari. Ma è stata la pubblicazione delle foto a indirizzare gli investigatori sulla pista giusta. Due scatti, in particolare, hanno attirato l’attenzione dei carabinieri: uno, nel quale si vede la donna vicina ad un cartellone che pubblicizza una delle spiagge più famose della località della Costa del Sol; l’altro che la ritrae vicina ad una sorta di statua di bronzo collocata in prossimità del residence dove alloggiava, ospite di una coppia (lui napoletano, lei spagnola, entrambi denunciati per favoreggiamento insieme con la donna marocchina). Una volta fatte le verifiche i militari sono partiti alla volta di Marbella e hanno seguito, insieme con la Guardia Civile, i movimenti del gruppo. Sono entrati in azione quando la coppia e D’Avino, a bordo di un’auto, dopo qualche chilometro, si sono fermati nell’area di servizio di Estebona per fare rifornimento. Qui hanno bloccato D’Avino il quale non ha opposto resistenza.

A D’Avino – legato, anche da vincoli di parentela, al clan camorristico dei ‘Giuliano’ già operante nel centro storico di Napoli – i carabinieri gli hanno notificato due ordini di carcerazione emessi nel 2003 e 2007 dalla magistratura partenopea (dovrà scontare circa 20 anni di reclusione per traffico e spaccio di droga aggravati dal metodo mafioso). Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha rivolto al comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Leonardo Gallitelli, il suo «vivo compiacimento per gli esiti della brillante attività investigativa».

Fonte: Leggo.it

Boss latitante catturato, tradito da alcune foto su Facebookultima modifica: 2011-08-24T18:35:53+02:00da netslash2010
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