Festività di Maria SS. della Neve: origine e storia della Santa Patrona di Torre Annunziata

tradizioni, storia, torre annunziataLa città di Torre Annunziata oggi si trova nel bel mezzo della celebrazione della propria festa patronale, ma non tutti sanno da dove trae origine tale tradizione. Per i torresi e, più in generale, per i fedeli della Vergine Maria, quindi, potrebbe risultare interessante approfondire la storia di questa immagine molto amata e venerata.
Un’antica tradizione narra che nel XIV secolo alcuni pescatori torresi videro una cassa galleggiare sulle onde del mare presso lo scoglio di Rovigliano; la raccolsero ed in essa rinvennero, con grande meraviglia, un’icona di Maria. L’immagine era di terracotta, di tipo greco, a busto: la Madonna stringeva con il braccio sinistro il Bambino Gesù.
Poiché nello spazio di mare in cui fu trovata la sacra immagine si trovavano anche alcuni pescatori della vicina Stabia, questi pretendevano che l’icona fosse trasportata nella loro città perché era stata ritrovata in acque stabiesi. Si accese una lite che si risolse con l’assegnazione dell’icona da parte di un magistrato del tempo ai pescatori oplontini.
L’immagine fu trasportata nella chiesetta della SS. Annunziata. Non avendo un segno o una scritta che indicasse il nome dell’icona, il popolo torrese decise di attribuirle il nome di S. Maria ad Nives poiché il ritrovamento si era verificato il 5 agosto, giorno dedicato alla Vergine in ricordo della neve prodigiosa caduta a Roma nell’anno 352 sul colle Esquilino, dove sarebbe poi sorta la basilica di Santa Maria Maggiore.
Nel 1448 il conte Nicola D’Alagno senior fece erigere l’attuale chiesa di Ave Gratia Plena che fu affidata, con un annesso convento, ai Padri celestini. La sacra immagine, tenuta per lungo tempo nascosta, fu trasferita nella nuova chiesa. Nell’ottobre del 1872, nel corso del restauro, si scoprì la vera, antica immagine della Madonna, quale oggi si vede. All’icona, infatti, era stata sovrapposta un’altra immagine su tela. Si suppone che la copertura sia avvenuta nel periodo in cui la Madonna fu tenuta nascosta, presumibilmente in occasione del restauro del 1743.
La chiesa dell’Annunziata è considerata la culla del popolo torrese, molto devoto al culto mariano.

tradizioni, storia, torre annunziataOpere attribuite alla Madonna della Neve
La pietà popolare ha ripetutamente attribuito all’intercessione della Madonna della Neve il buon esito di vicende drammatiche occorse nella storia cittadina. Nel caso, ad esempio, delle incursioni piratesche guidate da Ariadeno Barbarossa (1534), da Dragut Rais (1549), dal Pascià Mustafà (1558) e della spedizione del Duca di Guisa (1615) gli aggressori, dopo aver messo a sacco le città litorali del golfo, fallirono nei loro piani di assoggettare Torre Dell’Annunciata, la cui salvezza era stata implorata dal popolo alla Madonna.
Allo stesso modo durante la lunga carestia del 1764 i torresi stremati ricorsero a Maria: si narra che una nave carica di grano di cui erano sconosciuti la provenienza e il padrone approdò nel porto oplontino. Di nuovo nel 1777 le campagne cittadine erano arse per la siccità che si prolungava da ben cinque mesi: mentre si portava in processione la sacra icona, si vide una nuvoletta che espandendosi divenne pioggia ristoratrice. Maria SS. della Neve fu invocata anche nelle grandi epidemie del 1817, del 1836 e del 1837. La protezione della Vergine è stata invocata anche in occasione delle frequenti eruzioni del Vesuvio.
La mattina del 22 ottobre 1822, dopo due giorni di convulsa attività vulcanica, Torre Annunziata era avvolta in un’oscurità intensa interrotta da lampi accecanti. La caduta di cenere e lapilli non diminuiva di intensità: una colata lavica minacciava la zona limitrofa di Boscotrecase. Il popolo, atterrito, corse ai piedi della Madonna. Dalla chiesetta dell’Ave Gratia Plena fu improvvisata una processione che andò a fermarsi in Piazza Ernesto Cesaro. Mentre il sacerdote Rocco Baly esortava i torresi ad aver fiducia in Maria, le tenebre furono squarciate da un raggio di sole che andò a posarsi sul volta della Madonna. Torre Annunziata era salva. Il miracolo del 22 ottobre 1822 viene ricordato ogni anno con solenni celebrazioni e tale data è consacrata, con deliberazione dell’autorità comunale, come festa votiva della città.
Il 22 ottobre 1922, nel primo centenario dell’evento, per decreto del Capitolo Vaticano l’immagine sacra fu solennemente incoronata da monsignor Carlo Gregorio Grasso, Arcivescovo Primate Di Salerno e Amministratore Apostolico di Nola. Episodi simili sono registrati anche in occasione di eruzioni successive. L’8 aprile del 1906, portata in processione l’immagine, la lava si fermò a cinquanta metri dal cimitero locale, dopo aver circondato, senza danneggiarlo, il serbatoio dell’acquedotto civico: una lapide apposta sul luogo ricorda l’avvenimento. Il popolo di Torre Annunziata offrì alla Madonna in segno di riconoscenza un prezioso tempietto d’argento, opera del cesellatore napoletano Centone. Quel tempietto ancora oggi custodisce l’icona sacra.
Un episodio simile a quello del 1822 ebbe luogo in occasione dell’eruzione del 1944. Il 21 gennaio 1946, nella stazione marittima delle ferrovie, prese fuoco un treno di oltre venti vagoni carichi di munizioni e di altro esplosivo. Le deflagrazioni provocarono la distruzione dell’intero quartiere marinaro nonché crolli e danni in tutta la città. La stessa chiesa parrocchiale dell’Ave Gratia Plena fu seriamente danneggiata, ma al suo interno la cappella della Madonna della Neve era rimasta indenne. Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 1977 il tabernacolo fu profanato e l’immagine trafugata. La sera de 14 gennaio fu ritrovata lungo la strada litoranea di Torre Del Greco e ricollocata nella chiesa cittadina.

Fonte: Wikipedia

Festività di Maria SS. della Neve: origine e storia della Santa Patrona di Torre Annunziataultima modifica: 2011-10-22T19:12:18+02:00da netslash2010
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