Stupro a L’Aquila, la madre della vittima: “Pregherò per lo stupratore”

violenza, l'aquila, perdono, «Perdonare il giovane che fatto tanto male a mia figlia? Credo che quel ragazzo sia uno strumento, vengo da una cultura cristiana. Odio, rancore e vendetta non servono a nulla. La giustizia umana è compito degli uomini, farò una preghiera per tutti, anche per il ragazzo». Così all’ANSA stamani la mamma della studentessa laziale stuprata a Pizzoli (L’Aquila), subito dopo le dimissioni della figlia dall’ospedale dell’Aquila. «Ci vorrà molto prima che mia figlia si riprenda – continua la donna – . Quanto accaduto è stato come uno tsunami che si abbatte su una famiglia, e ne sconvolge la tranquillità. Non si può spiegare, la realtà supera l’immaginazione. E non si tornerà più come prima». «Dobbiamo mettercela tutta. Impegnarci e lottare perchè queste cose non accadano più – prosegue -. Questi fatti investono aspetti più complessi: vorrei dirlo alle famiglie, ai genitori, che non si risolvono non facendo uscire di casa i nostri figli. Tirano infatti in ballo il livello sociale e di educazione, in tal senso tutti siamo un pochino responsabili, genitori, insegnanti, autorità, e non perchè non abbiamo fatto, ma probabilmente perchè abbiamo omesso qualcosa». Su quanto ritiene che finora sia emerso degli avvenimenti di quella notte, la mamma della giovane ha affermato di essere stata concentrata su altro. «In questi giorni – ha spiegato – sono stata concentrata completamente su mia figlia, non mi sono occupata di altro. È compito delle autorità competenti fare chiarezza, ci penseranno gli avvocati». La giovane, tutt’ora sotto choc, continuerà le cure in una località nota solo ai suoi famigliari. Nell’ambito dell’inchiesta è stato arrestato un militare 21enne irpino di stanza all’Aquila, Francesco Tuccia, accusato di tentativo di omicidio e violenza sessuale aggravata.

PM ASCOLTANO LA RAGAZZA Dopo aver lasciato prima delle otto di stamani il reparto di ginecologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila la studentessa laziale vittima di una grave violenza sessuale in una discoteca dell’Aquilano è stata ascoltata nel tribunale dell’Aquila dal pm titolare dell’inchiesta, David Mancini. È stata la prima volta che la giovane, arrivata in tribunale con il massimo riserbo, è comparsa davanti al magistrato. Finora non è stato possibile ascoltarla per le gravi ferite subite ma soprattutto per il grave choc psicologico per il quale la giovane non ricorda nulla del grave fatto, motivo per il quale non ha potuto presentare querela. Non si conosce, per il momento, il contenuto della deposizione. L’inchiesta che ha avuto impulso per la denuncia della madre, ha portato all’arresto, dopo dieci giorni di indagine, del 21enne Francesco Tuccia, militare originario della provincia di Avellino, di stanza al 33esimo reggimento artiglieria Acqui dell’Aquila. L’accusa è di tentato omicidio e violenza sessuale aggravata. Sulla vicenda, la giovane, in ospedale, come unica reazione, ha affermato in un momento di sfogo davanti alla madre: «mi volevano uccidere». Dopo quanto avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 febbraio scorsi, i sospetti erano caduti, oltre che sul giovane militare, su due suoi commilitoni, un campano e un aquilano, e una ragazza, minorenne e fidanzata di quest’ultimo, poi dichiarati estranei ai fatti dai carabinieri.

Stupro a L’Aquila, la madre della vittima: “Pregherò per lo stupratore”ultima modifica: 2012-03-02T14:30:25+01:00da netslash2010
Reposta per primo quest’articolo