Lega, Bossi si dimette dopo lo scandalo sui conti – ECCO LE INTERCETTAZIONI

bossi,scandalo,dimissioniIl leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha presentato in apertura di consiglio federale le proprie dimissioni da segretario del partito. È quanto trapela dall’interno di via Bellerio, dove è in corso la riunione. Ora si tratta di capire se queste dimissioni siano irrevocabili o se possano essere rifiutate dallo stesso consiglio.

LA SUCCESSIONE Il Consiglio federale starebbe valutando una gestione transitoria del partito affidata non a una sola persona, ma più probabilmente ad alcune delle personalità più rappresentative del partito per arrivare al Congresso federale

SOLDI PER BOSSI E CALDEROLI Negli atti dell’inchiesta milanese con al centro l’ex tesoriere Belsito, gli investigatori scrivono che dalle intercettazioni telefoniche emerge che il denaro sottratto alle casse della Lega è andato «a favore» tra gli altri di «Bossi Umberto» e «Calderoli Roberto». Negli atti dell’inchiesta gli investigatori scrivono che «l’irregolarità della gestione dei fondi della Lega, rileva anche sotto il profilo dell’appropriazione indebita in relazione ai fondi derivanti dal finanziamento pubblico». Infatti, si legge ancora, «come minuziosamente descritto da Belsito e dalla Dagrada in numerose intercettazioni telefoniche (…) rilevanti somme di denaro sono state utilizzate per sostenere esigenze personali e familiari, estranee alle finalità ed alle funzionalità del partito Lega Nord ed a favore di: Bossi Umberto, Manuela Marrone (moglie), Bossi Riccardo, Bossi Renzo, Bossi Roberto, Mauro Rosy, Calderoli Roberto, Stiffoni, alla scuola Bosina, con sede a Varese (…), riconducibile a Manuela Marrone ed al SinPa (Sindacato Padano) riconducibile a Mauro Rosy, e ad altri soggetti e strutture citate nelle telefonate ed in corso di identificazione».

CARNET DI ASSEGNI Tra i documenti sequestrati ieri a Roma nella cassaforte del tesoriere della Lega Francesco Belsito vi è un carnet di assegni che reca la scritta «Umberto Bossi». Il carnet, che è relativo al conto corrente della banca sul quale vengono versati i contributi per il Carroccio, è ora all’esame dei pm di Napoli e di Milano

“FREQUENTAZIONI RENZO PEGGIO DI COSENTINO” «Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni… altro che Cosentino, poi, ragazzo!». Così Nadia Dagrada, responsabile amministrativo della sede di via Bellerio della Lega Nord, parla in un’intercettazione dello scorso 8 febbraio di uno dei figli di Bossi con l’ex tesoriere Francesco Belsito. dello scorso 8 febbraio, contenuta negli atti dell’inchiesta milanese con al centro l’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, la dirigente della Lega Nadia Dagrada parla con lo stesso Belsito e facendo riferimento in particolare alla senatrice Rosi Mauro dice: «È convinta di avere chissà quale potere… Non si rende conto che ormai quest’uomo ha 70 anni… Non ne ha altri dieci davanti, eh!… Per giunta, è vero che continuano a dire ai magistrati di mettere sotto il fascicolo? Ma prima o poi il fascicolo esce eh!». E più avanti, sempre Dagrada: «Sì è così, perchè quando esce una cosa di questo genere sei rovinato!… Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni… Altro che Cosentino». E Belsito: «Quindi tu dici che sarà intervenuto il padre». E Dagrada: «È intervenuto più Silvio e so che ci sono di mezzo anche alti, ma alti Pd e non è che hanno detto ‘chiudi il fascicolo’ hanno detto ‘manda, ci sono 50 fascicoli’, quello era il quinto, gli hanno detto ‘inizia a farlo scivolare ventesimo’». E poi Dagrada spiega a Belsito che «il figlio di lui» ha la «macchina con la paletta». E Belsito le chiede: «Ma ce l’ha ancora?». E Dagrada: «Certo! Paletta e lampeggiante, ci sono le foto! prese dalle telecamere per eccesso di velocità per giunta».

SOLDI IN NERO DA BOSSI AL PARTITO C’è una intercettazione agli atti dell’inchiesta di Milano che vede indagato l’ex tesoriere della Lega Belsito in cui Nadia Dagrada «parla del ‘neròche Bossi dava tempo fa al partito». Per gli investigatori «il ‘nerò è riconducibile alla provenienza del denaro contante che può avere varie origini, dalle tangenti, alle corruzioni».

IL TROTA PORTO’ VIA I DOCUMENTI «Renzo Bossi e la sua fidanzata, Baldo Silvia, (…) sono stati insieme alla sede della Lega di via Bellerio e si sono portati via i faldoni della casa (ristrutturazioni?) per timore di controlli, visto il periodo critico». È quanto annotano gli investigatori in un atto dell’inchiesta sull’ex tesoriere della Lega Belsito.

NELLA CASSAFORTE LA CARTELLA ‘THE FAMILY’ Nella cassaforte del tesoriere della Lega Francesco Belsito tra la documentazione contabile sequestrata ieri dai carabinieri del Noe e dalla Guardia di Finanza vi è anche una cartella con l’intestazione «The family». L’ipotesi degli investigatori è che i documenti siano relativi alle elargizioni ai familiari del leader del Caroccio Umberto Bossi. Gli atti sono all’esame del pm di Napoli, Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock.

LE INTERCETTAZIONI Marco Lillo sul Fatto quotidiano riporta alcuni passaggi della conversazione tra i due, intercettata:

Belsito: Glielo dico della Fondazione, glielo dico cosa mi volevano far fare che dovevo portargli dei soldi eh.
Dagrada: Esatto!… e tu quello poi ce l’hai registrato?
Belsito: Sì, eh.
Dagrada: Ma tu prima parli col capo (Bossi, ndr), vedi cosa ti dice lui, perché gli fai presente ‘sta roba qui e vedi perché lui poi fa in fretta a cagarsi sotto e dopo di che, si affrontano le due signore (Rosi Mauro e Manuela Marrone, ndr) poi gli spiattelli lì, sul tavolo… allora vedi questa fotocopia qua, vedi queste, vedi questa… figurati queste se vanno in mano, altro che la Tanzania se vanno in mano ai militanti! “Ma non vengono a prendere me – le dici eh – vengono a prendere voi!”.

Del resto Belsito enumera i dati che può usare contro la famiglia Bossi:

Belsito: L’ultima macchina del “principe” (Renzo Bossi probabilmente, ndr) 50 mila? Ho la fattura.
Dagrada: Ma te l’ho detto, tutto quello che, adesso tu domani mattina, dopo aver parlato con Roberto (Castelli, ndr), inizia a fare le copie di quello che hai in cassaforte, dammi retta!
Belsito: Bene.

Nelle intercettazioni Dagrada e Belsito cita il “parco macchine” della famiglia Bossi, come riferisce il Fatto: “La Smart e la più recente Audi A6 che, a dire del tesoriere, sarebbero state messe a disposizione del solito Trota, ma intestate alla Lega Nord. E poi le auto noleggiate per Riccardo Bossi. E anche i contanti. Nadia Dagrada lo invitava a mettere da parte tante cartelline con su indicato nome per nome e anno per anno i soldi e i benefit versati”.

NATALE AL BANCOMAT Un’altra vicenda sospetta per i magistrati è quella legata al giro di soldi che coinvolge l’imprenditore veneto Bonet e il suo autista Caminotto. Quest’ultimo, dal 24 dicembre scorso al 3 gennaio. gira i bancomat di mezzo Veneto. In undici giorni effettua 43 operazioni allo sportello prelevando totalmente 73mila euro in denaro contante. «Tutti prelevamenti – scrivono i magistrati – effettuati nel circondario veneto e in una ravvicinata sequenza oraria». Soldi girati a Belsito, che “arriva con la sua Porsche Panamera e incassa”. “Un gioco delle tre carte”, scrive il Giornale, per far sparire soldi delle aziende di Bonet.

Fonte: Leggo.it

Lega, Bossi si dimette dopo lo scandalo sui conti – ECCO LE INTERCETTAZIONIultima modifica: 2012-04-05T17:32:00+02:00da netslash2010
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