«Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore»

gesù cristo, signore, dio, buon pastore, amore, vita+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,11-18)
In quel tempo, Gesù disse: ”Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio”.

Riflessione:
Salve fratelli carissimi e buona domenica a tutti voi! Nel Vangelo di oggi Gesù si annuncia come il buon pastore e, facendo ciò, conferma ancora una volta la sua divinità. Infatti, queste sue parole ci fanno tornare in mente il famoso salmo di Davide (Salmo 22) nel quale viene detto:

“Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza”.

Ma le parole di Gesù sono sia di esaltazione di sé (e di conseguenza del Padre) che ama noi, suo gregge, e non ci abbandona mai e al tempo stesso di condanna verso coloro che vengono chiamati mercenari. Ma chi sarebbero questi “mercenari”?

Sono coloro che si pongono a modello e fanno dei proseliti su questa terra solo per i propri interessi personali e che, quindi, nei momenti di difficoltà o quando si è esaurita la propria “farsa” scappano, abbandonando le persone che si erano fidate di loro.
Guardiamocene bene da queste persone, fratelli, perché esse sono attive sia dentro che fuori dalla Chiesa, il popolo di Dio. Basta seguire le vicende quotidiane attraverso i mass media per renderci conto di quanti personaggi si pongono sul piedistallo (permettetemi lo sfogo, soprattutto nel campo politico), dicendo di seguire questo e quell’ideale, che “bisogna fare questo, bisogna fare quello”, o che seguendo il proprio movimento riusciremo a rendere il nostro mondo (o il nostro paese) migliore. Ma poco dopo sono le stesse persone che vengono coinvolte in scandali o che poi dimostrano di fare il contrario di ciò che dicevano a parole.

Invece Gesù è il buon pastore, colui che dà la propria vita per le pecore: e l’ha fatto realmente e spontaneamente, andando sulla croce per noi! Ma non è stato un sacrificio vano che, in un certo senso, ci ha lasciato senza pastore. Anzi, visto che Lui ha il potere di offrirla e prendersela di nuovo, resuscitando è tornato insieme a noi, promettendoci di rimanere fino alla fine del mondo (Matteo 28,20). 

«Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore»ultima modifica: 2012-04-29T18:52:00+02:00da netslash2010
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