“Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia”

gesù cristo, dio, signore, perdono+ Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.

Riflessione:
Salve a tutti, fratelli carissimi. Il passo su cui rifletteremo oggi è tratto dalla seconda lettura e, per la precisione, dalla lettera agli Ebrei. Essa è stata composta intorno al 69 D.C. e per molti secoli è stata erroneamente attribuita a Paolo di Tarso, ma ad oggi, con le fonti scritte in nostro possesso, non è possibile stabilire con certezza l’autore del testo.

Ma veniamo a noi e focalizziamo la nostra attenzione sull’estratto appena letto. Dalle parole si evince la demarcazione della figura di Cristo come sommo sacerdote, colui che ha fatto e fa da tramite tra noi e Dio. Però Gesù non è un sacerdote come un altro o come le tante figure che si possono riscontrare all’interno dell’Antico Testamento: Gesù è il Figlio di Dio. Ma ciò non significa che Egli ha avuto, per così dire, un trattamento speciale, bensì è stato messo alla prova più volte ed anche in maniera dura (portando sulle spalle una croce che non meritava) ed, a differenza nostra, non è caduto nella tentazione e non si è macchiato col peccato. In poche parole il Cristo si è reso partecipe delle nostre stesse esperienze, fuorché il peccato.

Quindi, sottolineare questo aspetto serve forse a farci scoraggiare ancora di più o a farci sentire particolarmente sensibili al peccato? Assolutamente no. Anzi, sapere che Gesù è riuscito a sconfiggere il peccato deve rinforzarci nella fede e deve spronarci a fare ancora di più e meglio nella lotta contro il male. Ma ancor di più: sapere che Gesù Cristo ha provato i nostri stessi sentimenti, ha avuto le nostre stesse paure e ha quindi vissuto una esperienza terrena nel pieno senso del termine (escludendo il peccato) deve rafforzare il senso di fratellanza mentre ci rivolgiamo a Lui in preghiera.

Ciò mi apre la strada ad una piccola invocazione:
“Gesù, Sacerdote, Re e Profeta, perdona le mie debolezze e fragilità che purtroppo mi rendono ancora lontano dal tuo virtuoso esempio, ma fa’ che, attraverso il costante ascolto della tua Parola, io possa, mediante il supporto della grazia operata dallo Spirito Santo, di poterti rendere degnamente testimonianza, tenendo lontano da me tutto ciò che possa distrarmi da questo compito che mi hai affidato”.

“Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia”ultima modifica: 2012-10-21T19:13:22+02:00da netslash2010
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