«Va’, la tua fede ti ha salvato»

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In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Riflessione:
Pace a voi, fratelli! Questa domenica, 28 Ottobre 2012, la liturgia ci ha proposto questo passo tratto dal Vangelo di Marco, nel quale Gesù ridona la vista ad un cieco.

Al di là del fatto specifico, miracoloso nella sua essenza, prendiamo spunto dall’intero brano per fare qualche piccola riflessione. 

Innanzitutto, colpisce molto l’atteggiamento del cieco Bartimeo. Colpisce per due aspetti. Il primo è per l’invocazione che egli fa nei confronti di Gesù: egli non chiede, infatti, subito di riavere la vista, bensì la prima cosa che gli chiede è “abbi pietà di me”, riconoscendo la divinità di Cristo e, quindi, la sua capacità di rimettere i peccati ad un povero cieco, considerato a quel tempo, per la propria disabilità, un “maledetto” dal Signore. Il secondo aspetto che si può sottolineare del comportamenti di Bartimeo è l’insistenza: grida in maniera quasi importuna, tant’è che molti lo rimproveravano per farlo tacere. Ma egli non si fermava, anzi gridava ancora maggiormente.

Questi due aspetti sintetizzano quello che dovrebbe essere anche il nostro atteggiamento nei confronti di Gesù, specie quando, in preghiera, chiediamo il suo aiuto: occorre prima di tutto avere fede in Lui, credendo che Egli è l’unico che può aiutarci, non per nostro merito, in quanto noi siamo miseri esseri (molto spesso anche ciechi spiritualmente parlando), ma per una grazia speciale che chiediamo a Lui, unico Salvatore del mondo; ma specialmente essere insistenti, senza demordere, essendo questo un altro modo per manifestare la nostra fede, come ci ricorda Gesù nella parabola della vedova importuna:

In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare?»

Quindi, fratelli, oltre all’evento miracoloso della guarigione di un cieco, questo passo deve infondere una nuova speranza al nostro vivere quotidiano. Nonostante le mille difficoltà che si possono presentare e le situazioni difficili che prima o poi si presenteranno, ci sarà, se noi lo vogliamo e ci crediamo veramente, sempre la mano di Dio a sostenerci ed a ridonarci la luce, nelle tenebre e nella cecità che, spesso e volentieri, ci attanagliano.

«Va’, la tua fede ti ha salvato»ultima modifica: 2012-10-28T17:10:04+01:00da netslash2010
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