«Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi nel Signore!»

gesù cristo, dio, signore, paolo, papa, chiesa+ Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (Fil 3,17- 4,1)
Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!

Riflessione:
Salve a tutti, cari, e pace a voi nel Signore Gesù Cristo. Questo passo su cui ci soffermiamo quest’oggi è uno dei più accorati appelli di san Paolo, rivolto in origine ai cristiani di Filippi ma che si rinnova di volta in volta a quelli di ogni secolo, compreso quello attuale.

Da notare che, nel primo versetto, quando l’apostolo dice “fatevi insieme miei imitatori” non è per nulla per una voglia (presuntuosa) di auto-lodarsi. Basti pensare, infatti, a quando lo stesso Paolo nella prima lettera ai Corinzi (cfr 1Cor 11,1) invoca: “Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo“, che subito ci appare chiaro l’intento paolino, che è preoccupato da coloro che “si comportano da nemici della croce di Cristo“, al punto di avere le lacrime agli occhi, per la paura dell’influsso che questi ultimi possano avere con i fratelli in Cristo.

Di persone del genere, che “non pensano che alle cose della terra“, purtroppo ce ne sono tantissime ancora oggi, se non forse ancor di più, dati i ritmi frenetici con cui viviamo e allo sfrenato consumismo che ci attanaglia e ci allontana sempre di più da Dio e, di conseguenza, dalla Vita vera. Restare saldi nel Signore significa non dimenticare mai che su questa terra siamo solo di passaggio, in quanto apparteniamo a Lui e dobbiamo, quindi, vivere quanto più possibile col cuore rivolto verso di Lui. Questo invito rivolto da san Paolo è e rimarrà sempre attuale, fino al compimento degli ultimi giorni, e non è da prendere alla leggera: se riuscissimo a comprendere a pieno il tesoro che c’è dietro ad insegnamenti del genere (come in tantissimi altri presenti all’interno della Sacra Scrittura) la gioia che ne ricaveremmo ci servirebbe a vivere sereni per il resto dei nostri giorni.

Ma purtroppo questa vita è fatta anche di prove che a volte ci indeboliscono nel corpo e nell’anima. Oggi viviamo in un tempo di difficile comprensione ed in cui sembra difficile applicare, seppur in parte, il Vangelo. Perfino sua Santità Benedetto XVI ha capito che la Chiesa, per superare quest’epoca sempre più ostica per noi cristiani, ha bisogno di una guida forte che purtroppo, data l’avanzata età, non corrisponde più alla sua persona. Noi possiamo solo ringraziarlo per il suo operato e per la sua scelta difficile ma senza dubbio responsabile, pregando per lui e affinché il nuovo vicario di Pietro possa essere una persona vigorosa, che sia docile all’intervento dello Spirito Santo e che possa aiutare la Chiesa e, quindi, noi tutti cristiani cattolici a superare gli ostacoli e le insidie che il mondo ci riserva, in modo da rimanere saldi nel Signore seguendo l’invito dell’apostolo Paolo.

«Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi nel Signore!»ultima modifica: 2013-02-24T23:50:00+01:00da netslash2010
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